Avellino: agosto squadra mia non ti conosco

20131028004717Questione di lodi. Il mercato della Scandone Avellino pare essersi arenato proprio per questo. Non per le lodi piovute su DS e coach dopo le firme di Veikalas e Cervi, ma dei lodi ancora in sospeso che coinvolgono la societA� e alcuni giocatori che nelle passate stagioni hanno calcato il parquet del Paladelmauro. Sicuramente la situazione piA? spinosa e onerosa A? quella che riguarda Lakovic. Emarginato e praticamente tagliato nell’anno del Vitucci bis, pretende circa mezzo milione di euro di emolumentiA�non corrisposti. E purtroppo le regole sono chiare: finchA� la questione non verrA� risolta il mercato della Scandone viene messo in stand-by. Niente firme, giocatori che si ritirano all’ultimo momento da trattative ben avviate navigando veloci verso altri lidi. I rumors parlano di giocatori (ora giA� sotto contratto conA�Caserta e con l’Hapoel) che eranoA�prime scelte sul taccuino di Pino Sacripanti. Prime scelte purtroppo vanificate dalle consuete problematiche legate, piuttosto che a difficoltA� economiche contingenti, a questioni di un passato mai del tutto passato.

PuA? sembrare illogico essere positiviA�in questa situazione e nel ritardo accumulato finora. Ma una cosa c’A? che rassicura tutto l’ambiente. Il carattere di Sacripanti. Il buon Pino non A? solo un ottimo coach: A? soprattutto un uomo che nelle difficoltA� ha sempre saputo ricavare il meglio da sA� stesso e dalle persone che loA�hanno circondato nelle passate esperienze. Se c’A? qualcuno che puA? sostenere il peso di questa partenza al rallentatore A? proprio lui. Ed A? proprio questo che distingue il coach ex canturino dal coach di Avellino della scorsa stagione. La nave di Vitucci si arenA? ancor prima della partenza e lo sconforto nei commenti e nelle espressioni dell’allora allenatore furono palesi e, per disgrazia del pubblico avellinese, si protrassero per gran parte del campionato. La sensazione fu quella che proviA�sui banchi di scuola quando ti sei preparato per il tema di italianoA�e ti ricordi che quel giorno invece c’A? il compito di trigonometria. Ansia, terrore, voglia di fare filone e alla fine rassegnazione. Questo accadde la scorsa stagione e questo non puA? e non deve accadere oggi. Per svariati motivi. Il primo lo abbiamo detto in precedenza. Il secondo A? che quest’anno la partenza non puA? essere con handicap. PerchA� le altre squadre, anche quelle con pochissimi soldi a disposizione, un roster decente lo stanno mettendo in piedi. Il terzo motivo A? che una nuova delusione non sarebbe accettata di buon grado da chi, anno dopo anno, ha sottoscritto l’abbonamento praticamente a scatola chiusa per poi gustarsi le magie del variA�Cadougan, Shakur, Foster e compagnia cantante. La via tracciata da Alberani e Sacripanti A? quella giusta. Sta ora alla societA� fare in modo che i due possano su quella strada viaggiare con tranquillitA�. De Cesare, da questo punto di vista, sembra aver capito gli errori commessi in passato e sicuramente non vorrA� inasprire ancora di piA? il confronto con parte della tifoseria che non si accontenta della permanenza nella serie maggiore ma vuole vedere una squadra che lotta su ogni pallone e che se perde lo fa con dignitA� e dopo aver dato il massimo. PerchA� se la Scandone A? come la mamma che si ama a prescindere persino (e di piA?) se A? moribonda, cosA� non A? per chi le sta attorno che puA? lasciare un buon o un cattivo ricordo, ma non piA? di quello. Finora il basso profilo tenuto dal coach e dal direttore sportivo A? piaciuto a tutti (tranne i soliti detrattori per partito preso) ed A? da questo che deve ripartire la Scandone: dalla consapevolezza che il campionato inizia tra due mesi e che in teoria c’A? ancora tutto il tempo per allestire un quintetto competitivo e fare una buona preparazione.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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