Avellino ancora un KO in trasferta a Vicenza (1-0)

 

agsmImage00024

I lupi perdono a Vicenza e vedono allontanarsi il sogno promozione diretta. Cocco sfrutta una��indecisione di Chiosa e punisce oltremisura i biancoverdi che dominano sul piano del gioco. La��analisi del momento dei lupi ai raggi X

A�

LA PARTITA

Per il big match del Menti contro la terza forza del campionato, Rastelli si affida nuovamente al 4-3-1-2. Tra i pali, vista la��indisponibilitA� di Frattali, torna Gomis. In difesa confermata la coppia centrale Ely a�� Chiosa, cosA� come i terzini Pisacane e Bittante. NovitA� a centrocampo, dove al posto dello squalificato Zito gioca Schiavon, con Arini centrale, Kone interno destro e SoumarA? in posizione di vertice alto del rombo con licenza di offendere, ma soprattutto di controllare e mettere pressione alla��esperto Di Gennaro. In avanti i soliti Castaldo-Trotta. La prima mezza��ora del match scorre via senza particolari sussulti con i biancoverdi intraprendenti, aggressivi e attenti nelle marcature a tutto campo sui vicentini. Poi al 36esimo il vantaggio biancorosso: rilancio di Brighenti dalla difesa, il pallone giunge nella��area irpina, dove Chiosa in netto vantaggio non controlla, nA� spazza via, ma si fa beffare da una sportellata al limite del consentito dal piA? smaliziato Cocco, che controlla e fa secco di sinistro un Gomis poco reattivo. L’Avellino prova subito a reagire, ma il colpo di testa di Ely al 41esimo su punizione dalla destra finisce sul fondo. La ripresa A? praticamente un monologo biancoverde: Rastelli si gioca anche la carta Sbaffo, ma pur tenendo costantemente in mano il pallino del gioco e non concedono praticamente nulla al Vicenza, i lupi non riescono a sfondare sbattendo sulla buona organizzazione difensiva dei veneti asserragliati a difesa del vantaggio. Trotta, Castaldo e Da��Angelo provano a bucare la��attento Vigorito, ma la��estremo difensore biancorosso fa buona guardia e sigilla tre punti importantissimi per il morale e la classifica. La��Avellino incassa i complimenti della��avversario, ma torna a casa a mani vuote. Peccato perchA� Rastelli aveva preparato il match in maniera perfetta bloccando le fasce e inaridendo tutte le fonti di gioco di mister Marino. Purtroppo una��indecisione in fase difensiva, la solita scarsa luciditA� in avanti e soprattutto in mediana hanno consentito al Vicenza di conquistare con il minimo sforzo una vittoria pesante in chiave promozione che fa il paio con quella ottenuta alla��andata sempre con un gran goal di Cocco.

 

RASTELLI

Ancora una volta, dopo la��ennesima sconfitta a�?immeritataa�? a salire sul banco degli imputati A? stato mister Rastelli. Le accuse? IncapacitA� di leggere le gare, mancanza di gioco, inadeguatezza dei moduli e degli interpreti, testardaggine, superbia nelle dichiarazioni post gara e chi piA? ne ha, piA? ne metta. Lungi dal voler essere la��avvocato difensore del trainer partenopeo (che certamente ha commesso errori nel corso della stagione), ci sembra doveroso dover perA? sottolineare che questa squadra A? una sua creatura, e ne rispecchia anima, carattere e cuorea�� in tre anni Rastelli ha centrato una promozione diretta dalla Lega Pro alla B contro ogni pronostico, una salvezza in B con una squadra che tutti ad inizio stagione davano seriamente a rischio retrocessione mancando i play off di soli 3 punti, e questa��anno sta compiendo la��ennesimo capolavoro non essendo mai uscito dalla zona play off con una rosa che sulla carta per esperienza, qualitA� e budget A? nettamente inferiore ad almeno 10 squadre del campionato cadetto e che probabilmente senza il suo timoniere adesso lotterebbe per ben altri obiettivi. Ha valorizzato diversi giovani (Zappacosta e Izzo lo scorso anno; Bittante, Chiosa, Trotta, SoumarA?, Gomis, Ely questa��anno) consentendo alla societA� di monetizzare; A? riuscito a dare una��identitA� e una precisa fisionomia di gioco alla sua squadra, ha creato un gruppo formidabile coeso e unito dentro e fuori dal campoa�� puA? piacere o non puA? piacere, ma Rastelli non puA? essere solo fortunato, come dicono in tanti, ma bravo e competente. Lo dicono i risultati e lo dice il suo lavoroa�� se poi il suo ciclo A? finito ad Avellino lo diremo a fine campionato…

 

DIRIGENZA

Il presidente Taccone dopo la sconfitta del Menti ha dichiarato di credere ancora alla serie A. Giusto, anzi giustissimo. Il primo tifoso deve trasmettere al suo staff e alla squadra positivitA�. Non centrare i play off sarebbe un fallimento e dunque bene fa patron Taccone a tenere tutti sulla corda. E a chi lo accusa di non voler salire in massima serie, ha risposto depositando in Lega il premio promozione, motivando quasi quotidianamente i suoi uomini e trasmettendo loro quella fiducia e serenitA� che in questo rush finale di stagione saranno indispensabili. E la smettessero i a�?soliti gufia�? di tramare contro questa societA�. Ricordiamo a tutti che Taccone porta avanti il progetto Avellino senza la��aiuto delle istituzioni, lottando contro tutto e tutti, che solo qualche annetto fa a questa��ora si parlava della��ennesima retrocessione e rifondazione. Oggi non solo si culla il sogno serie A, ma si sta giA� programmando il futuro (vedi gli acquisti giA� effettuati per il prossimo anno dei difensori Nitriansky e Biraschi) e certamente staff tecnico e dirigenziale faranno di tutto per centrare una promozione che a conti fatti porterebbe nelle casse circa 30 milioni di euroa�� solo un pazzo vi rinuncerebbe e Taccone non lo A?!

 

ARBITRI

Senza assolutamente voler trovare alibi alla sconfitta maturata sul campo, non possiamo non sottolineare come anche a Vicenza la direzione di gara del signor Pinzani A? stata assolutamente mediocre. Episodio della rete di Cocco a parte (il fallo ca��era, ma Chiosa A? stato ingenuo a non accentuare), non ha convinto arbitrando a senso unico e in maniera molto casalinga, penalizzando con cartellini gialli pesanti solo i calciatori biancoverdi. Inutile tornare sulle sviste dei match contro Vercelli, Perugia, Catania, Ternana, la stessa gara contro il Vicenza dell’andata, ma un dato A? inconfutabile: il cammino dei lupi A? stato condizionato e ai verdi mancano almeno 6-7 punti. La��augurio A? che sia finita quia�� certo A? che le dichiarazioni di Paparesta nel dopo gara del match perso dalla sua squadra al Partenio hanno lasciato il segno e non soloa�� casualitA� o qualcosa��altro?

 

TIFOSI

Anche al Menti i supporters biancoverdi sono stati strepitosi: raggiungere Vicenza di venerdA� sera in circa 300 unitA� non A? da tutti. Farsi sentire e notare nella bolgia vicentina A? la��ennesima dimostrazione che questi tifosi la massima serie la��hanno giA� conquistataa�� Peccato che a macchiare la serata in terra veneta ca��A? stata la sconfitta e il vile tentativo di aggressione nel pre-gara da parte di una cinquantina di ultras biancorossi ad un pulmino di tifosi irpini che fortunatamente ha “solo” provocato qualche danno materiale e tanto spavento.

 

STATISTICHE

Quella di Vicenza A? la quinta sconfitta nelle ultime sette partite, quarta consecutiva in trasferta, con 5 reti subite e nessuna segnata. I numeri parlano chiaro: la��Avellino A? in crisi di risultati. E a nulla servono le prestazioni se a casa si torna sempre a mani vuote. GiA�, perchA� la��aver dominato sotto il profilo del gioco sia a Catania che a Vicenza A? una magra, magrissima consolazione per una squadra che pur reagendo sempre veementemente allo svantaggio, A? incapace di rimontare e concretizzare le occasioni che costruisce. Le statistiche dicono che i lupi, fermi a quota 52 punti in classifica, frutto di 14 vittorie, 10 pareggi e 11 sconfitte, hanno la terza miglior difesa del campionato con sole 31 reti subite (21 in trasferta e 10 in casa), ma risultano essere anche il quarto peggiore attacco (solo Modena, Ternana e Latina hanno fatto peggio) con 33 reti siglate, 20 tra le mura amiche e 10 in trasferta. Di queste, ben 25 portano la firma degli attaccanti (Castaldo 15, Trotta 4, Comi 4, Arrighini 1, Pozzebon 1), 6 dei centrocampisti (Da��Angelo 2, Regoli 2, Zito 1, Arini 1) e 2 dei difensori (Bittante e Vergara). Numeri freddi che se da un lato ribadiscono che i punti di forza di questa squadra sono da ricercare nella��equilibrio e nella fase difensiva, dalla��altro sottolineano come la��anemia offensiva sia il vero unico male dei lupi, che non dispongono di difensori e soprattutto di centrocampisti capaci di segnare con una certa frequenza e regolaritA�.

 

PARAGONI

Lo scorso anno alla 35esima giornata la��Avellino aveva 49 punti in classifica e occupava il nono posto in coabitazione con Trapani e Modena. La��ultimo posto utile per la��ingresso nei play off a sette giornate dalla conclusione era a 52 punti (quota dove stazionavano Lanciano, Spezia e Siena) e che al termine della regular season fu occupato proprio dai liguri che chiusero a 62 punti, sei in meno del Latina che chiuse terzo. Castaldo e compagni quando mancano 630 minuti al termine della stagione regolare sono saldamente in zona play off a sole 5 lunghezze dal secondo posto e 4 dal terzo ed hanno tre punti in piA? rispetto alla scorso anno. Stagione, che vale la pena ricordarlo, chiusero a 59 punti dopo aver racimolato solo 10 punti nelle ultime sette giornate. Questa��anno, pur avendo un calendario non semplice, dovendo affrontare squadre ancora in lotta per la salvezza e la promozione, i lupi potrebbero e dovrebbero tranquillamente migliorarsi, specie se riusciranno a ritrovare quel pizzico di fortuna e concretezza necessari per tagliare il traguardo prefissato nel mese di agosto. Sette gare alla fine: tre in casa, quattro in trasferta. Bisogna crederci. A Rastelli e ai suoi uomini il compito di smentire coi risultati quanti li accusano di essere immaturi, non pronti per il salto di qualitA�, privi di quel carattere e quella cattiveria necessari per recitare la parte del piA? fortea��appuntamento a Varese.

Nicola Iannaccone

About Nicola Iannaccone

View all Posts

"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.