Avellino: anno nuovo, problemi vecchi.

Inizia con un passo falso il campionato della Sidigas Scandone Avellino. Al Paladelmauro va in scena un film giA� visto e rivisto nella scorsa stagione. Poca intensitA�, palle perse a caterve, errori grossolani e tredici liberi falliti su ventisette tentativi. Ruolino da serie minore, non di certo di un roster che aveva stupito per continuitA� e risultati nel precampionato. Non A? sicuramente il caso di buttar benzina sul fuoco e aprire una crisi dopo neppure 40 minuti di un campionato che sarA� lungo e difficile. Ma non bisogna neppure nascondersi dietro ad un dito. Venezia A? una buona formazione e farA� un ottimo campionato ma la Scandone A? l’ombra della squadra sognata e programmata da Vitucci che, a nostro avviso, non gestisce bene i cambi e commette l’errore grossolano di tenere Banks in panchina nei due minuti piA? importanti del match. In generale, chiamare alla sua corte un campione come Banks ed utilizzarlo solo 25 minuti a partita ci sembra davvero uno spreco, anche considerato il fatto che A? lui che ha cantato e portato la croce per gran parte della partita e a lui si deve l’unico allungo Sidigas dell’incontro. Harper sembra l’ombra del giocatore ammirato nelle ultime uscite seppur amichevoli. In realtA�, l’involuzione tecnico tattica si era giA� notata nella sgambata contro Caserta ma nessuno aveva fatto caso a quello che sembrava un passo falso piA? dovuto ai carichi di lavoro che ad altro. Ed invece l’allarme avrebbe dovuto suonare. E’ probabile che in una partita ufficiale le due settimane di ritardo di preparazione si facciano sentire ed A? difficile sopperire solamente con l’entusiasmo e la voglia di fare. E anche assodato che Venezia non A? Cremona o Varese e che sia coach Recalcati che i suoi giocatori potranno fare la voce grossaA�in un campionato dai valori molto livellati (verso il basso). Ma questo A? difficile che da solo possa giustificare una prestazione cosA� carente dal punto di vista dei numeri. PerchA�, chiariamolo: la voglia c’era ed anche lo spirito giusto. Ma le polveri sono apparse bagnate fin dai primi minuti e solo per rari sprazzi si A? visto quel gioco che nell’intervista di presentazione della gara Vitucci sognava.

Ma vediamo in dettaglio la partita. CiA? che non ci A? piaciuto.

Le percentuali di tiro. Se quella nelA�tiro lungo puA? essere sufficiente (41%), nelA�tiro da due risulta deficitaria (46%), per diventare ridicola nel tiro dalla linea della caritA� (52%). Il dato dall’arco dei 6.75 potrebbe far ben sperare se non fosse accoppiato ad un molto esiguo numero di tentativi. Si A? tirato quando si era certi di avere un tiro aperto ma anche cosA� si A? sbagliato tantissimo. Ci sarA� ampio margine di miglioramento anche perchA�, sinceramente, fare peggio sembra davvero impossibile.

Le palle perse. Sono ben 18 quelle accumulate dalla Sidigas nei 40 minuti di gara. Una enormitA� soprattutto se confrontate con quelle recuperate. Solo 6. A giustificazione di quanto sopra c’A? la necessitA� e la voglia di far correre la palla e di partire in contropiede. Gioco che quando funziona apre le difese avversarie come burro ma che quando non A? serata rischia di divenire un pericoloso boomerang tattico.

La difesa. Inutile sottolineare la pessima prestazione dei singoli. Ma Harper che perde almeno 4 volte il proprio uomo e in una addirittura impedisce a Cavaliero di uscire dal blocco del lungo veneziano facendo a sua volta blocco sul proprio compagno A? tutto dire sulla pessima serata dell’ala grande biancoverde. A sua discolpa c’A? sicuramente l’essere arrivato con una settimana di ritardo al raduno (che giA� era stato posticipato di due). Quindi venti giorni di preparazione in meno rispetto agli avversari possono aiutare a spiegarne la prestazione non eccellente in difesa (aiutata da una situazioneA�falli da subito pesante).

La panchina. Quando si alzano dalla panchina giocatori che non fanno rimpiangere i compagni partiti nello starting five dueA�sono le possibilitA�: o A? la panchina ad aver fatto una prestazione strepitosa oppure quelli dello starting five hanno fatto cosA� male che i rincalzi non potevano far peggio di loro.A�Tertium non datur. A voi il giudizio.

Il coach. Analizzando nel dettaglio le scelte dell’ultimo quarto (gli errori commessi nei primi tre quarti passano inosservati solo grazie al fatto di aver avuto il tempo di recuperarli), pesa in capo a Vitucci la scelta di aver sostituito Cavaliero dopo due minuti mandandolo in panchina per mettere uno spento Gaines. Nel frattempo Banks recupera palla, segna una tripla e un tiro da due, subisce fallo e porta Avellino avanti di 6 punti. A quel punto ti aspetti che Vitucci ringrazi Sant’Adriano e che si prepari a portarlo a spalle in trionfo. Ed invece Venezia recupera cinque dei sei punti di svantaggio e il coach avellinese vede in Banks il problema mandandolo inopinatamente in panchina. Col senno di poi A? facile fare gli allenatori ma A? probabile che schierando un quintetto basso con Gaines, Banks e Cavaliero in campo si sarebbe potuta portare a casa una vittoria che A? sembrata ampiamente alla portata della Scandone. L’impressione A? che manchi un pizzico di luciditA� nella gestione dei momenti topici dell’incontro. Non si puA? sperare di vincere sempre di venti punti e far passare inosservate alcune scelte fatte negli ultimi dieci minuti. L’anno scorso c’era Lakovic che matematicamente sedeva in panchina quando classe ed esperienza sarebbero dovuti essere sul parquet. Oggi capita la stessa cosa per Banks. Speriamo vivamente di sbagliare nella disamina dell’incontro ma sottolineiamo che sono troppe le partite che si decideranno sul filo del rasoio per permettersi il lusso di commettere anche piccoli errori di valutazione.

La condizione fisica. L’unico ad essere in ritardo di condizione doveva essere Anosike. In realtA�, testati in una vera partita, anche altri giocatori sono sembrati inadeguati per la massima serie. Ad iniziare da Harper e finendo conA�Gaines passando per Hanga, nessuno ci A? sembrato veramente in forma perfetta. Meglio ci son parsi gli italiani in panchina Cavaliero, Tresolini e soprattutto Lechthaler che quanto meno, una volta entrati, hanno dimostrato fame e tanta voglia di far bene.

Gli arbitri. Non sono loro ad aver deciso l’incontro. Bisogna dire perA? che hanno condotto in maniera pessima una gara comunque giocata punto a punto. Una direzione arbitrale efficace dovrebbe innanzitutto servire a calmare le animositA� e non a farle esplodere e/o addirittura stuzzicarle.

Fin qui le cose da migliorare e le criticitA� della squadra avellinese. Ora passiamo ad analizzare ciA? che invece c’A? piaciuto.

Lo spirito. Dagli atteggiamenti dei giocatori e dalla rabbia espressa nei pochi momenti di esaltazione si evince in maniera lampante che c’A? tanta buona energia negli spogliatoi. BasterA� convogliarla nella giusta direzione per vedere tutta un’altra partita.

Il capitano. Cavaliero puA? e deve essere il capitano della riscossa. Ha le doti tecniche, le qualitA� morali e sarA� probabilmente il miglior sesto uomo del campionato. Deve metterci solamente un po’ piA? di “cazzimma”. StarA� agli avellinesi spiegare al triestino di cosa si tratti nello specifico oppure bisognerA� organizzare un incontro con l’ex capitanoA�Valerio Spinelli che di quella di cui sopra ne ha sempre avuta tanta.

Passiamo ora agli avversari. Venezia risulta spesso ostica ed indigesta ai biancoverdi nonostante il gemellaggio che lega le due tifoserie. La squadra di quest’anno A? ben costruita. Spese oculate, pesca a traino di pezzi importanti quali Goss, Ortner e Ress, scommesse su talenti come Stone e Viggiano. PotrA� fare un ottimo campionato. Poi la guida di coach Recalcati A? garanzia di qualitA�. Stasera non sbaglia nulla e in una gara che si decide all’ultimo quarto A? essenziale una guida tecnica di alto livello. Quando c’A? necessitA� sfodera anche quel pizzico di fortuna (una buona serie di triple tutte dentro) che A? caratteristica degli audaci. Onore al merito di Venezia che espugna il Paladelmauro e si candida ad avere un posto tra le big del nostro campionato.

Nota di colore. Hashtag ipotetico dell’incontro: #MallA�tornancoppallA�!

La polemica. Un pubblico cosA� merita la retrocessione. Fa caldo, molti sono giA� andati allo stadio e hanno i piedi doloranti, alcuni per la Scandone hanno rinunciato a mettere le ***** a bagnomaria in costiera. Ok, ci sta. Ma un’apatia simile non si vedeva dalla proiezione della Corazzata Potemkin. Svegliarsi please. Oppure andare al campo Coni per tifare “Gino ex postino” al torneo di bocce over 75. Senza offesa per Gino che come boccia lui…

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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