Avellino batte la matricola Trento

Avellino TrentoA bocce ferme la partita tra Sidigas e Dolomiti Energia doveva essere frizzante, diremmo addirittura esplosiva. Match tra due contendenti al titolo di rivelazione del campionato e con sponsor due corazzate della distribuzione del gas nelle rispettive province. Ed invece al termine dell’incontro coach Buscaglia dichiarerA�: “Ci A? mancata l’energia giusta“.A�Quando le parole sono macigni per gli sponsor.

Primo quarto all’insegna di Morfeo (il dio del sonno, non l’ex dell’Atalanta). Passano tre minuti e nessuno ha bucato il canestro. Ci pensa Banks con due tiri liberi a svegliare un insonnolito Paladelmauro. La Scandone prende in mano il pallino del match e trova buoni canestri soprattutto in penetrazione. Deficita, come oramai di consueto, il gioco in pick&roll e il tiro dalla lunga distanza. CosA� la partita arriva alla sirena di metA� tempo trascinandosi piA? grazie all’ottima difesa di Avellino sui trentini che per il bel gioco mostrato dalle due compagini.

Inizia il terzo quarto e la musica sembra cambiare. La Sidigas gioca con maggiore velocitA�, i passaggi si fanno piA? rapidiA�e cresce l’intensitA� offensiva di entrambe le formazioni. Avellino padrona del pitturato (43 rimbalzi complessivi) e regina delle palle perse (alla fine saranno 21) e Trento che prova a contrastare il gioco degli irpini utilizzando l’unico uomo che sembra veramente in serata, Tony Mitchell, autore di un impressionante 5 su 6 dall’arco dei 6.75. Cavaliero (autore di una buonissima prestazione dal punto di vista realizzativo) trova il tempo di commettere un paio di falli ingenui e di farsi espellere per comportamento antisportivo. Non ci sentiamo, comunque, di prendercela con gli arbitri che, nel complesso, hanno diretto in maniera molto sobria per tutto l’incontro. La partita termina con Hanga che realizza un tiro dai nove metri che consente ad Avellino di chiudere con un buon +12 sugli avversari. Biancoverdi che raggiungono Trento in classifica e si piazzano al settimo posto in classifica in piena corsa per la Final Four di Coppa Italia. Trento che fa un passo falso in una stagione che fino ad ora era stata impeccabile e ricca di gioie.

Cosa ci A? piaciuto.

I tifosi di Trento: arrivano in 10 al Paladelmauro. Cantano e si fanno sentire per tutti i quaranta minuti. A chi affronta una trasferta del genere va tutto il nostro rispetto incondizionato. Da rivedere la mise di alcuni di loro compreso un cappellino a scacchi davvero imbarazzante. Ma chi A? senza peccato…

Gli Original Fans: incitano la squadra dal primo all’ultimo minuto (ed anche oltre). Suggeriamo vivamente di sostituire il coro “Tutti in piedi per l’Avellino” con un piA? incisivo “Tutti in piedi per la pizzetta”. PerchA� i tifosi di Curva Nord e Tribune si alzano soltanto quando finisce il secondo quarto e solo se devono andare al bar. Possiamo confermare: le pizzette meritano. Meriterebbe anche qualcosina la squadra.

Anosike: in una giornata non felicissima dal punto di vista numerico, dA� alla squadra tutto ciA? di cui ha bisogno. Una valanga di rimbalzi (21 in totale) e tanto tanto vigore atletico. Raddoppia sui blocchi, non teme il mismatch con giocatori piA? agili di lui. E’ da AllStarGame. Con un paio di slam dunk si carica e dA� la carica ai compagni. Quando il coachA�lo mette a sedere prende sempre e solo applausi. Un vero leone.

Vitucci: portare sei giocatori in doppia cifra non succede spesso nel basket moderno. Fa il direttore d’orchestra come mai in questa stagione. Dosa le forze dei propri giocatori e non sbaglia nessun cambio. Unica pecca: guardare sotto.

Severini: due minuti due ma li meriterebbe tutti. E’ un ’93 di grande talento e di mano molto educata. Fa numeri nel riscaldamento che dovrebbero far riflettere sulla possibilitA� di concedergli un piccolo spazio. Magari servirebbe anche per dare quella sferzata utile a Cortese per cambiare l’inerzia della sua stagione.

Pascolo: l’ala di Trento entra fuori dal quintetto di partenza ma fa quasi la differenza riuscendo a ricucire parte dello svantaggio accumulato dai propri compagni. E’ dinoccolato e sembra un giocatore di altri tempi. Ma le statistiche parlano per lui. 17 di valutazione (migliore dei suoi) mette a referto nove rimbalzi. Ottima prestazione personale.

Cosa non ci A? piaciuto.

L’inno nazionale: continueremo a ripeterlo all’infinito. L’imbarazzante silenzio indifferente dei primi incontri si sta trasformando in un menefreghista chiacchiericcio. Il pubblico avellinese dovrebbe prendere coscienza del proprio comportamento e rimediare. Ma da questo punto di vista poniamo poca fiducia. Basti dire che a Sassari, in una terra dove territorialitA�A�eA�spinteA�indipendentiste sono sempre state molto forti, il pubblico canta l’inno e chi non lo canta haA�almeno il buon gusto e l’educazione di ascoltare in silenzio. Lo sappiamo: crociata persa in partenza.

Il derby di Torino: scene di fantozziana memoria durante il match odierno con padri di famiglia dotati di radioline con auricolari, gente che in curva esultava per il gol di Pirlo all’ultimo secondo e smartphone con SkyGo che la facevano da padrone. Consiglio: state a casa la prossima volta.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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