Avellino bello a metA�: finisce 1 a 1 il derby con il Benevento

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Non basta una perla di VerdeA�e un gran primo tempo alla squadra di Novellino per avere la meglio sui cuginastri, bravi ad acciuffare il pari a otto minuti dalla fine con CissA?. Sanniti adesso secondi, irpini penultimi e con un trittico di gare alle porte molto insidioso. Sugli spalti stravincono i tifosi di casa che espongono uno striscione irriverente e quanto mai sarcastico…

Non A? bastato alla��Avellino un gran bel primo tempo per tornare a quella vittoria che manca ormai da tre giornate. Termina con un pareggio amaro la��atteso primo storico derby in serie B contro il Benevento: una gara che regala alla strega il secondo posto in classifica in coabitazione con Spal e Frosinone e relega invece i lupi alla solitaria penultima posizione a quota 17 punti.

Purtroppo la��era Novellino non A? cominciata come tutti auspicavano: un solo punto nel doppio turno casalingo e biancoverdi nuovamente nei bassifondi di una classifica corta, ma dannatamente preoccupante. Peccato, perchA� la squadra irpina se contro la��Ascoli aveva solo lasciato intravedere qualche piccolo segnale di miglioramento, palesando tutti i suoi limiti tecnico-tattici, contro il Benevento ha sciorinato 50 minuti di ottimo calcio, fatto di equilibrio, compattezza fra i reparti, raddoppi sistematici di marcature, grande intensitA�, verticalizzazioni, cambi di gioco, tagli e sovrapposizioni. Ingredienti che hanno letteralmente messo alle corde la squadra rivelazione di questo torneo, quella con la seconda miglior difesa del torneo e il quarto miglior attacco, che dopo solo sei minuti si A? trovata in svantaggio per il gran goal con sinistro a giro dal limite di Daniele Verde ed ha rischiato in piA? di una occasione di capitolare.

Come dire il lavoro e la mano di Novellino si stanno cominciando a vedere: il 4-4-2 e gli interpreti schierati dal trainer di Montemarano hanno funzionato benissimo fino a quando la condizione ha retto. Poi la solita paura di vincere, l’incapacitA� di gestire la gara e chiuderla affondando i colpi, la crescente pressione di un Benevento rivitalizzato dagli ingressi di Falco e CissA?, e al contrario la��impatto negativo sulla gara di Lasik, Mokulu e dello stesso Bidauoi che nelle intenzioni avrebbero dovuto far salire la squadra (sostituendo gli esausti Verde, Castaldo e un evanescente Ardemagni) e che invece hanno fatto ulteriormente abbassare il baricentro ai padroni di casa, hanno portato i giallorossi ad acciuffare un preziosi pari a otto minuti dal termine con un ingenuo calcio di punizione regalato a Ciciretti e dallo stesso pennellato per la testa di CissA?, al suo primo centro stagionale.

Incontenibile la gioia degli 800 supporters giallorossi giunti al Partenio-Lombardi che fino a quel momento erano rimasti praticamente in silenzio, annichiliti dal gran tifo sciorinato dalla curva Sud (come al solito pungente e irriverente con la��esposizione dello striscione dedicato ai a�?cuginastria�? sanniti che recitava: a�?87 anni per andare in Ba�� ora altri 87 per diventare ultrasa�� forza ragazzi, siete sulla buona strada!a�?) trascinata sulle ali della��entusiasmo dalla��inziale vantaggio e dalla bella prova della propria squadra.

Rammarico in casa biancoverde al termine dei 90 minuti, entusiasmo in quella sannita. I progressi si vedono, ma adesso piA? che mai alla��Avellino piA? che le prestazioni servono i punti, magari a partire dal match di sabato contro un Bari che si presenterA� incerottato (per le tante defezioni) ma voglioso di tornare al successo dopo il pari di Pisa, per rilanciare le sue ambizioni di classifica.

ServirA� un lupo cattivo, concentrato, desideroso di fare la partita e magari vincerla, per poi presentarsi nel migliore dei modi alla��atteso derby della vigilia di Natale contro la Salernitana.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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