Avellino – CantA? 76 a 79. Crisi nera e contestazione. Ma Vitucci non si dimette

Se la crisi si potesse misurare in centimetri, quella di casa ad Avellino sarebbe alta quantoA�Yao Ming. Arriva CantA? reduce da una buona prestazione nel derby tra le mura amiche, arrivano una ventina di tifosi canturini in vena di sostenere la propria squadra e i propri colori. Arriva anche la contestazione degli Original Fans a Frank Vitucci. Prima dell’incontro espongono uno striscione molto chiaro. Per la serie “quanto piA? in alto sali tanto piA? ti fai male quando cadi”. Incluso nel pacchetto un invito chiarissimo alle dimissioni.

scandVisti i presupposti la partita perde parecchia della sua importanza. E forse proprio grazie a questo passa in secondo piano l’ottimo primo periodo di Avellino che strapazza CantA? in attacco e difende abbastanza bene limitando i tiri degli arcieri alla corte di coach Sacripanti. Il secondo quarto vede perA? CantA? risalire la china e i biancoverdi perdere di mordente. Si rivedono le difese ballerine e gli attacchi inconcludenti degli ultimi match e nella menteA�dei tifosi si fa strada il ricordo delle sconfitte a mani basse subite nel recente passato. CantA? va negli spogliatoi con un punto di vantaggio e con la consapevolezza di poter fare il colpaccio al Paladelmauro. Avellino sembra andare avanti a folate, grazie alla buona vena di qualche singolo. C’A? tanta approssimazione in attacco e poca propensione al sacrificio in difesa. Tutto ha il sapore amaro del giA� visto.

Gli ultimi due quarti vedono CantA? resistere con un’attaccatura di vantaggio e Avellino rincorrere col rischio di capitolare definitivamente da un momento all’altro. Un lungo passaggio a vuoto del quintetto irpino costringe Vitucci ad un time out sotto i fischi di gran parte del palazzetto. Questi fischi sembrano risvegliare i ragazzi della Scandone che recuperano il gap con un paio di difese finalmente degne di tale nome e con Cavaliero che, pur nei limiti di una stagione non esaltante, mette un paio di buonissimi canestri. Ma A? fuoco di paglia. Avellino esce sconfitta in una partita che entrambe le formazioni non hanno saputo e voluto chiudere prima. CantA? ha fatto di tutto per non far uscire Avellino dalla partita ed Avellino ha fatto di tutto per non rientrarci mai piA? di tanto. Coach Sacripanti ha la scusante di aver giocato fuori casa e senza Gentile nelle rotazioni. Vitucci in sala stampa non trova altro appiglio che trovare intempestivo lo striscione degli Original Fans. Ma i tifosi fanno i tifosi. Gli allenatori dovrebbero fare gli allenatori. E quando non ci riescono, trarne le conseguenze e non dire che sono altri a doverli giudicare. Il primo giudizio di un allenatore A? quello che si dA� lui stesso. Se non A? capace di giudicare le proprie prestazioni ha dei grossi grossi limiti che poi si riflettono sulla gestione dello spogliatoio.

I commenti.

Banks affida ad un tweet il commento al match con CantA?. Non sappiamo quanto sarcasmo usi quando si accusa di essere il responsabile della sconfitta avendo sbagliato 5 tiri liberi e la Scandone perso di tre punti. Sarcasmo o no cinque tiri liberi falliti sono comunque troppi. Considerato che non A? che faccia tanto altro per far vincere Avellino.

Cosa non ci A? piaciuto.

Vitucci: la poltrona scotta eppure lui sta incollato che A? una bellezza. Trarre le conseguenze non A? frase che rientri nel vocabolario del coach irpinio. O A? uomo coraggioso o A? grande pirla. Ai posteri l’ardua sentenza anche se noi propendiamo per uomo coraggioso. Nel frattempo ci domandiamo quanto coraggio ci vorrA� per ripresentarsi al Paladelmauro in caso di sconfitta esterna con Pesaro. Speriamo non serva scoprirlo.

Lo striscione degli OF: dire che si A? perso a causa di uno striscione mostrato prima anzichA� dopo A? una grossa stupidaggine. Immaginare che si sarebbe potuto contestare in altro frangente (durante gli allenamenti) o con altra tempistica (finito l’incontro) non A? perA? da stupidi. Evidentemente ci sfuggono dei particolari che non conosciamo.

Anosike e Harper: il loro concetto di “difendere forte” A? da rivedere. Anosike paga lo scotto di giocare contro un pivot (l’ex Williams) piA? massiccio di lui che non si sposta se attaccato spalle a canestro. Harper oramai non fa piA? statistica. Quando lui A? in campo Avellino difende con soli quattro giocatori. Serve solo in attacco quando, con un paio di finte fatte muovendo leA�treccioline, riesce ad attaccare il tabellone ed andare a canestro.

Hanga: tenere un giocatore cosA� forte e non saperlo minimamente sfruttare. Batte in atletismo ed intensitA� qualsiasi avversario. Ma per essere efficace ha bisogno che la palla viaggi veloce e che i compagni vedano i suoi movimenti. Consiglio: giocare con la casacca fosforescente.

Cosa ci A? piaciuto.

Sacripanti: poteva perderla. Ha fatto di tutto per far tornare in partita Avellino, persino tenere Williams in panca per oltre dieci minuti mentre Vitucci non dava riposo ad Anosike che commetteva il quarto fallo. Ma una gestione men che discretaA�A? piA? che bastata per avere la meglio di una Scandone arrendevole e senza nerbo. Difesa a zona (gli piace vincere facile) e buone soluzioni in attacco sostenute da buoneA�percentuali (50% da due e 40% da 3 punti) e la ciambella A? riuscita con un bel buco.

Il pubblico del Paladelmauro: a fine partita non ha neppure la forza di fischiare. La contestazione sta piA? nel silenzio che nel rumore. Ognuno prende il cappotto e se ne va facendo di no con la testa. SA�, qualcuno fischia, qualcuno grida, ma il grosso del pubblico A? per lo piA? sconsolato e scoraggiato. E’ questa la piA? grande sconfitta subita oggi dai giocatori in campo: la cittA�A�che si sta disamorando della squadra. Eppure in alcuniA�momenti si era sentita di nuovo la passione. Subito spenta da qualche stupidaggine fatta tra la panchina e il rettangolo di gioco. Senza parole.

Angelo Michele Santoro

About Angelo Michele Santoro

View all Posts

Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.