Avellino, che beffa al “Piola”…

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La Pro Vercelli pareggia al 94esimo con un penalty trasformato dall’ex Comi. I lupi passati in vantaggio con Verde dopo soli otto minuti hanno ben amministrato la gara e sul finale hanno sciupato il raddoppio con Lasik. La striscia positiva sale a nove risultati utili consecutivi, ma venerdì ci sarà da fare i conti con la giustizia sportiva…

Sfuma oltre il 94esimo minuto il sogno dell’Avellino di espugnare il “Piola” di Vercelli e inanellare la quarta vittoria consecutiva. La beffa arriva con un sacrosanto rigore decretato dal signor Martinelli di Roma (discutibile la sua direzione specie per la gestione dei cartellini) per evidente tocco di mano di Moretti su colpo di testa di Konate che l’ex Comi ha insaccato con freddezza spiazzando Radunovic. Un peccato, perché i lupi dopo essere passati in vantaggio dopo otto minuti con Verde, bravo e fortunato a sfruttare la respinta di Provedel del penalty da lui stesso calciato, avevano ben amministrato il vantaggio senza praticamente mai correre seri pericoli se non per alcuni errori di distrazione e superficialità dei singoli (Gonzales e Laverone su tutti) e avevano pure avuto nei minuti finali la palla del 2 a 0 con Lasik  che purtroppo invece di servire il liberissimo Castaldo ha tentato la via personale della rete trovando uno strepitoso Provedel.

Insomma un pareggio amaro per come arrivato, ma che a conti fatti rispecchia bene l’andamento di un match spigoloso, maschio, agonisticamente valido, ma avaro di emozioni e bruttino sotto il profilo del gioco  La Pro Vercelli  probabilmente ha anche giocato meglio dei biancoverdi, ma il suo possesso palla, i continui cambi di gioco e le tentate verticalizzazioni sono state sterili, trovando un Avellino ermetico, che si è difeso con ordine, cercando continuamente di portare il pressing sui portatori della squadra allenata da Longo e creando una vera diga dinanzi a Radunovic. Peccato che la squadra non abbia seguito del tutto le dritte di mister Novellino, che a gran voce aveva chiesto, specie nella ripresa, di non abbassarsi troppo facendosi schiacciare nella trequarti e per questo aveva anche inserito Castaldo ed Eusepi per dare maggiore freschezza, profondità e far salire la squadra.

Dunque a conti fatti punto guadagnato e non perso… resta l’amarezza di aver perso l’occasione di portarsi a due sole lunghezze da quel Perugia (prossimo avversario al Partenio, sabato ore 15) che occupa l’ottavo posto in classifica, l’ultimo utile per accedere ai play off e allungare a + 8 dalla zona play out.

Ora testa e mente rivolta ai grifoni umbri, con un orecchio però rivolto all’udienza relativa al primo grado di giudizio del processo sportivo inerente le presunte combine della stagione 2013/2014 che comincerà venerdì a Roma. Purtroppo incombe lo spettro di una penalizzazione che l’avvocato Chiacchio, difensore dell’Us Avellino, cercherà di evitare a tutti i costi. Staremo a vedere, intanto i tifosi incrociano le dita e si godono una squadra finalmente tale…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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