Avellino difende il terzo posto. 68 a 76 a Capo d’Orlando

AvellinoMVP

Naturalmente i numeri dicono Ragland. 66% da tre punti, 10 assist, 24 punti realizzati e 34 di valutazione. Ma la partita ha anche detto Jones, solo due giorni fa in forza all’Hapoel di Gerusalemme e oggi già in campo. Il giocatore con passaporto comunitario, arrivato per ovviare all’assenza di Fesenko, conquista pubblico e coach che non solo gli dà minuti importanti, ma lo sceglie per gestire le questioni sotto tabella nei minuti critici del match. Nonostante un’altezza non proprio importante, conquista 7 rimbalzi e subisce 6 falli dagli avversari. Ma soprattutto mette a referto 15 punti di pura sostanza. Non perfetto ai liberi (50%) mette però i due fondamentali portando nell’ultimo periodo Avellino ad impattare il punteggio. Lui e Joe Ragland si dividono il titolo di migliore in campo. Detto questo, Ragland è giocatore di altri parquet. Se decidere di vincere la partita la vince. Anche da solo. E se decide che la vuole chiudere con un tiro da 9 metri quel tiro lo mette.

Dietro la lavagna

Thomas abulico non riesce mai ad entrare in partita. Sacripanti, per fortuna, può contare ottime rotazioni nel reparto esterni. Non riesce neppure nel movimento spalle a canestro che è stato un must in molte apparizioni stagionali. 25% da due, tre tentativi a vuoto da tre, 4 palle perse e tanta poca voglia di combattere sono i paletti contro i quali si è scontrato l’ala piccola biancoverde. Accanto a lui, dietro la lavagna vanno anche Randolph e Logan (anche se David sconta soltanto una grande difesa degli ospiti nel primo tempo). Sufficienti in difesa con buona lena soprattutto del secondo, ma decisamente avulsi dal gioco quando si tratta di attaccare.

I numeri

Avellino tira col 50% dal campo non facendo alcuna differenza tra tiri da due e da tre. Capo d’Orlando parte bene con Diener da tre ma poi si spegne improvvisamente. Regge il confronto da due (50%) ma difetta nel tiro dalla lunga distanza (26%). Per onestà va detto che le percentuali dei padroni di casa diminuiscono quando Sacripanti trova la quadratura del cerchio in difesa. Alzando l’intensità difensiva e scegliendo di cambiare in situazioni di blocco del lungo, Avellino mette in difficoltà gli avversari. Da questo punto di vista l’atletismo e il dinamismo di Jones è servito come il pane. Fesenko avrebbe sofferto sui cambi mentre Cusin non sembra ncora in grado di reggere più di un tempo e mezzo. Di Carlo deve lavorare soprattutto su un particolare. La sua squadra mette a referto 12 assist. Praticamente quelli che oggi ha messo solo Ragland dall’altra parte della luna. Sacripanti invece dovrà assolutamente limare il numero delle palle perse. 22 sono veramente troppe per una squadra che punta ad avere un ruolo importante nei play off.

La prossima gara

Avellino potrà lavorare una settimana piena preparando il derby con Caserta del prossimo turno. La Juve potrebbe essere già salva e giocare soltanto per onore della firma. Ma le partite tra avellinesi e casertani non hanno mai detto questo. Quindi le due città si prepareranno a vivere il solito derby ad altissima intensità.

Tanti auguri a…

Giovanni Severini gioca e spegne 24 candeline. Ribadiamo ciò che dicemmo ad inizio stagione. Lui è uno degli elementi fondamentali di questa squadra. Quest’anno probabilmente avrebbe voluto un minutaggio migliore. Ma la qualità è sempre altissima. E laddove non c’è minutaggio c’è tanto apporto alla serenità del gruppo. Fondamentale in egual misura. Tanti auguri dalla redazione di sportbloggers.it (se la potrebbe cavare con un paio di arancine dalla Sicilia).

Angelo Michele Santoro

About Angelo Michele Santoro

View all Posts

Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*