Avellino doma Torino. Seconda vittoria di fila.

AVELLINO-2Due filosofie differenti spingono i coach di Torino e Avellino. I piemontesi si affidano soprattutto alle individualitA�, lasciando qualche perplessitA� se guardati dal profilo dell’organico. Gli irpini hanno innanzitutto un gruppo solido nel quale spiccano alcuni nomi che fanno la differenza. Avellino gioca a basket. Un gioco per lunghi tratti elementare. Pregevoli pick&roll fatti come mamma insegna. Post basso che funziona, palla che corre velocemente. Ottimi blocchi per l’uscita dei piccoli. Discreto movimento a ricciolo. Difesa non solida ma di intensitA�. Tanta luce ma anche qualche ombra. Oggi si festeggia ed A? giusto. Ma due o tre cose vanno riviste immediatamente come ha ammesso lo stesso coach Sacripanti a fine partita. Oggi l’importante era vincere e confermare quanto di buono visto a Varese. Da domani si torna in palestra e sul parquet a limare quei piccoli difetti emersi nell’incontro che una squadra con maggiori doti tattiche avrebbe potuto facilmente sfruttare a proprio favore.

I tabellini:

1QA�20-14; 2Q 21-19; 3Q 20-23; 4Q 25-23. Risultato finale 86-79

Statistiche di squadra:

Avellino 2P 48%; 3P 46%; TL 85%; 40 rimbalzi; 25 assist

Torino 2P 43%; 3P 50%; TL 64%;A�35A�rimbalzi; 16A�assist

Le pagelle:

Nunnally:A�idolo dei tifosi. Tira da tre punti con la stessa facilitA� con cui Shaq inchiodava fronte a canestro. Con Green che gli offre passaggi col contagiri, basta spingerla e lui non si fa pregare. Gioca 37 minuti mettendo a referto 23 punti e un ottimo 31 di valutazione. Migliore ala piccola del campionato. Quando Green non A? in campo porta anche palla e innesta i compagni distribuendo 4 assist. MVP senza discussioni.

Ragland: impossibile dare un giudizio su un giocatore con solo un paio di allenamenti sulle spalle. PerA? una cosa dobbiamo dirla. Green a Varese aveva lo stesso problema e il suo impatto A? stato certamente diverso. Completamente da rivedere non tanto in cabina di regia quanto al tiro.

Cervi: non fa una pessima partita ma sembra sempre un pugile suonato. Quando A? lui in campo sotto le plance gli avversari fanno colazione e merenda. Pensavamo che con Green l’inerzia potesse cambiare ed invece nessun tipo di evoluzione. Homo insipidus.

Acker: prestazione altalenante per la guardia irpina tornata nel suo ruolo a tempo pieno. Ottimo col tiro dalla lunga distanza, da rivedere l’approccio difensivo. Sacripanti lo toglie proprio quando vede un paio di difese a dir poco leggere. Con meno pressioni dal punto di vista della costruzione del gioco sembra perdere quella incisivitA� che ne aveva caratterizzato le prime uscite. PuA? fare di piA? e meglio.

Leunen: A? il basket fatto persona. Porta palla, smazza assist ed oggi mette anche un paio di triple. Se non ci fosse Nunnally sarebbe MVP del match. Il suo gioco A? pari alla sua intelligenza. Allenatore in campo.

Buva: checchA� ne dica lo starting fiveA�oramai A? lui il centro titolare della Scandone. Mano educatissima e prestanza nel pitturato, fa valere ognuno dei suoi chili nel confronto con gli avversari. Umilia Ebi soffrendo White solo perchA� il lungo di Torino A? bravo nel gioco in allontanamento a canestro. 20 punti e 6 rimbalzi. Quasi l’80% da 2 punti. I numeri di una piA? che discreta prestazione.

Veikalas: partita tra alti e bassi per l’ex Bonn. Punteggio in doppia cifra e buoni scorrimenti in difesa le cose positive. Lascia troppo spazio ai pari ruolo avversari quando questi di spazio avevano bisogno. Sbaglia qualcosa anche in fase di possesso palla. PiA? che sufficiente ma rivedibile.

Green:A�con le sue tre triple e i suoi punti dA� ogni volta respiro ai tifosi. Quando entra in campo le difese avversarie tremano. La palla corre veloce. Il pensiero di Green e la velocitA� della luce hanno molti elementi in comune. E non si allenava da maggio. Dove sono i suoi detrattori ora?

Parlato e Norcino: il plus minus A? impietoso. -9 per uno e -5 per l’altro. Non A? cosA� che si entra quando l’allenatore concede la passerella ai compagni di squadra. Giudizio impietoso per un ottimo motivo. Non sono cosA� scarsi come oggi hanno dimostrato, anzi siamo convinti che con altro impatto non avrebbero fattoA�rimpiangere i propri compagni. Ma nel presepe di casa Scandone oggi fanno la figura del bue e dell’asinello.

Sacripanti: il gioco c’A? e si vede. Il suo impatto sulla partita A? sempre spettacolare e spettacoloso. E’ una delizia guardarlo durante i 40 minuti. Telecamera fissa su di lui. Oggi commette un unico sbaglio che perA? lascial’ amaro in bocca sia a lui che ai tifosi. Perde 8 punti preziosissimi nel finale di gara per concedere l’ovazione a Nunnally e sostituire Acker gravato di cinque falli. Per il resto impeccabile. Unico suggerimento: prendere Ragland e spiegargli bene cosa vuole da lui.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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