Avellino e Ascoli non si fanno male

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Finisce 1 a 1 al Del Duca: al vantaggio di Castaldo risponde quasi immeditamente Pinto. Le due compagini rimandano ogni discorso salvezza ai prossimi 180 minuti. Per i biancoverdi sarà fondamentale vincere venerdì sera contro lo Spezia.

L’Avellino torna indenne dalla trasferta di Ascoli e rimanda il discorso salvezza agli ultimi 180 decisivi minuti della stagione. Le concomitanti sconfitte di Ternana, Pro Vercelli e soprattutto quella dell’Entella a Salerno hanno fatto sì che nella ripresa lupi e picchi si accontentassero di un pari che lascia quasi immutate le speranze di permanenza in categoria delle due compagini.

Peccato però, perché in fondo la squadra di mister Foscarini aveva dato l’impressione di poter far sua l’intera posta in palio e sotto sotto, dopo il meritato vantaggio siglato dall’intramontabile Castaldo, un po’ tutti ci avevano sperato. E invece, puntuale e quasi immediata, è arrivata la solita disattenzione difensiva, stavolta su una rimessa laterale, che ha consentito a Pinto di siglare un pari in quel momento insperato e liberatorio.

La ripresa poi è scivolata via quasi senza sussulti tra sostituzioni ed infortuni: nessuno ha osato, la tensione è stata palpabile, troppo grande la paura di perdere, squadre lunghissime ed evidente il solito caso fisico che ormai da tre mesi contraddistingue le seconde frazioni di gioco degli irpini, ma dal quale non sono stati immuni neppure gli uomini di Cosmi.

Rispetto alla gara sciaguratamente e immeritatamente persa contro il Cittadella e scialbamente pareggiata in quel di Carpi, ad Ascoli si è visto un Avellino certamente di carattere, più battagliero e concreto, con un Wilmots in più nel motore di centrocampo accanto all’instancabile e onnipresente Di Tacchio, un attento e puntuale Laverone, ben coadiuvato dal rientrante e insostituibile Ngawa e dallo stesso Marchizza, il redivivo Bidauoi e un Castaldo finalmente a segno.

Peccato che nella prossima decisiva sfida al Partenio contro uno Spezia ormai fuori da qualunque discorso play off, ma che sicuramente non regalerà nulla, mancheranno sia Marchizza (sospetta distorsione al ginocchio) che Laverone. Dovrebbero però tornare disponibili Falasco, D’Angelo e Pecorini. Ma di questi tempi, vista la “sfortuna fisica” che non lascia i calciatori biancoverdi, meglio non fare calcoli e previsioni.

Occorre basarsi sulle certezze: la prima è che adesso più che mai l’Avellino è artefice del proprio destino. Battere lo Spezia senza se e senza ma, attendere i risultati delle altre, poi andare a Terni per giocarsela alla morte e conquistare la salvezza, meglio ancora se non si passerà dalla lotteria dei play out.  La seconda è che venerdì sera occorrerà tutta la passione di un popolo e di una tifoseria che sa di dover essere l’arma in più per spingere questi calciatori a preservare una categoria troppo importante per la città, la provincia e la sopravvivenza della stessa società.

Centottanta minuti di passione alla fine: saranno due battaglie. C’è bisogno dell’aiuto di tutti. Mettere da parte rancori, polemiche, delusioni e remare dalla stessa parte. Il tempo dei bilanci, della resa dei conti, delle analisi passate e future, arriverà…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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