La Scandone espugna Torino. Avellino attende le scuse di chi parlava di campionato falsato per l’addio di Cole

Avellino mette a segno una vittoria decisiva sotto molti punti di vista. Il primo, perdonateci, è quello di smentire la teoria di un giornalista di quelli bravi che in settimana aveva parlato di campionato falsato dopo l’addio di Cole e delle squadre sconfitte nella prima parte del girone d’andata che avrebbero dovuto protestare contro questa, secondo lui, diminutio potentiae. Mai autogol fu più spettacolare. Un poco come stop di petto e tiro al volo nella propria porta.

MVP

Sykes per come ha tenuto il plymaking e Green per la vena realizzativa, si aggiudicano a pari merito il titolo per questo match. Il primo ha tenuto compatta la squadra e con le sue penetrazioni ha tolto le castagne dal fuoco quando la manovra offensiva diventava farraginosa. Il secondo ha deciso di svegliarsi dopo due quarti sonnolenti e di andare a vincere quasi da solo e con le sue triple la partita. Sintomatico un tiro preso da 8 metri subendo anche fallo per un gioco da 4 punti che ha disilluso le ultime speranze di Torino.

I numeri

Avellino tira col 60% da 2 e cn il 40% da tre punti. Ottime percentuali che si aggiungono alle confortanti prestazioni individuali. Green e Filloy sono abbondantemente sopra il 50% da oltre l’arco mentre Sykes con il 90% fa praticamente filotto da 2 punti. Finalmente ottima anche la percentuale ai tiri liberi della squadra che si assesta intorno all’89%.

Avellino perde solo il primo quarto (30 a 23) mentre si aggiudica tutti gli altri parziali (16-19, 14-24 e 19-30) chiudendo il mach ad oltre 90 punti e tenendo Torino sotto gli 80 (79-96). Da sottolineare l’impegno profuso da Campogrande che, soprattutto in difesa, si è dannato l’anima. Ottimo anche l’impatto avuto dal sempre più importante Young. Oggi unico pivot titolare, ha fatto valere il suo peso e le sue doti atletiche. Quando la Scandone lo avrà al 100% ne vedremo delle belle.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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