Avellino non molla mai ma Milano A? troppo forte

14585627_10207280752793844_807654362_oMilano contro Avellino. Golia contro Davide. Qualche volta capita che Davide assesti il colpo giusto e metta KO Golia. PiA? spesso i valori in campo vengono rispettati. E’ accaduto nella finale di supercoppa italiana, A? accaduto stamattina sul parquet meneghino. Solo per due quarti Avellino riesce a tenere testa ad una squadra costruita per non sfigurare nella massima competizione europea. Troppo differenti i valori in campo, troppa differenza di soluzioni tra un roster di qualitA� e uno che puA? permettersi di tenere in tribuna giocatori che non sfigurerebbero nel quintetto titolare di nessuna squadra italiana.

Il terzo quarto A? fatale per Avellino come lo fu nella supercoppa. Milano ha gioco facile e quando salgono le percentuali al tiro non ce ne A? per nessuno. 26 a 16 ed inizia l’ultimo quarto con Milano che cammina sulla moquette. Repesa non si spaventa e non chiama time-out neppure quando Avellino torna a -5 a quattro minuti dal termine del match. Evidentemente valuta che la rimonta irpina A? dovuta solamente ad un calo di tensione della propria squadra. Fesenko lavora forte ed A? lui che tiene a galla Avellino con ottime difese e buoni attacchi. E finalmente Repesa decide diA�chiamare il minuto di sospensione. Avellino riesce sempre a restare a galla arrivando anche a -4 ma mai ad assestare la zampata che riaprirebbe definitivamente la partita. Finale 87 a 81 per i padroni di casa.

Il migliore

Mclean vince nettamente il confronto con Cusin. Altra storia quando in campo per gli irpini c’A? Fesenko che fa 22 punti con 31 di valutazione e 12 di plus minus. Sotto i tabelloni l’ucraino domina. Fa sentire i muscoli e la stazza ai suoi avversari. Lima anche le imperfezioni ai liberi della prima di campionato. Riesce a smazzare assist ai propri compagni quando gli avversari si stringono su di lui. E’ giocatore da NBA e si vede lontano un miglio. Migliorando la condizione fisica potrebbe diventare il giocatore che fa la differenza.

Il peggiore

Cusin riesce a stupire per la scarsa condizione fisica. Sempre stanco sulle gambe e in difficoltA� sia in fase difensiva che offensiva, non riesce mai a dare la profonditA� alla propria squadra. Due punti a referto, 4 rimbalzi e -18 di plus minus consegna una delle piA? brutte prestazioni personali da quando calca i campi di serie A.

I coach

Repesa ha tanti difetti ma un grande merito. Riesce a leggere le situazioni come pochi. DA� fiducia a Gentile in uno dei momenti topici del match e lui lo ripaga con una discreta prestazione. Probabilmente non crede mai ad una Avellino in grado di recuperare e cosA� posticipa di almeno due minuti la chiamata di time-out per strigliare i propri ragazzi. Sacripanti gioca la partita che probabilmente immaginava con la Scandone a rincorrere ma rimanendo attaccata a Milano. Ci riesce per due quarti. Nel terzo le rotazioni profonde dei milanesi fanno la differenza e quando anche i propri uomini di punta fanno cilecca, c’A? poco da fare. Neppure un ultimo quarto di grande intensitA� riesce a ribaltare le sorti della partita. Ci sono grandi margini di miglioramento. Unica incognita: lo stress da coppa. RiuscirA� coach Pino a gestire tanti appuntamenti e cosA� poco tempo per recuperare tra una partita e l’altra?

Il punto tecnico

Con Cusin fuori dagli schemi offensivi e cosA� leggero in difesa (Macvan ancora ringrazia l’ex Cremona per almeno quattro punti regalati), Sacripanti si affida al gioco dal perimetro e alle penetrazioni del reparto piccoli. Purtroppo in questo modo l’approccio offensivo diventa farraginoso ed A? comunque impensabile imbastire un attacco quando giA� in partenza sai di dover rinunciare ad un buon pick&roll. Altro discorso quando c’A? Fesenko in campo. Sembrerebbe di dire un’eresia ma Leunen e Cusin assieme sul parquetA�non sembrano adattarsi agli schemi del coach irpino. Avremmo provato qualche minuto in piA? a giocare con Zerini da 4 e Leunen da 5. Obasohan e Thomas hanno grandi mezzi. Ma sono ancora piuttosto grezzi e mal si adattano al gioco estremamente lineare voluto dall’allenatore. L’impressione A? che per tre quarti sia una squadra costruita per andare in contropiede e comunque per giocare con difesa non schierata mentre per gli altri due quarti sia una squadra costruita per giocare sempre al limite dei 24 secondi. FinchA� ci sarA� questa palese contraddizione mancherA� quel passo che potrebbe far avvicinare i valori in campo tra Avellino e squadre come Milano che, disponendo di quasi 3 quintetti, puA? decidere quando e come cambiare i propri schemi e il proprio modo di giocare.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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