Avellino: parola d’ordine “basso profilo”

Nuova immagineLa Sidigas prova a far quadrare il cerchio. Finalmente si parte. Leunen A? l’ultimo pezzetto del puzzle costruito da Sacripanti. ArriverA� tra qualche giorno dopo che si sarA� raggiunto l’accordo sugli ultimi dettagli del contratto. Ma oramai A? fatta. La Scandone A? pronta. Chi dubitava della buona riuscita di una campagna acquisti partita a rilento dovrA� ricredersi. Chi dubitava della qualitA� dei giocatori giunti in Irpinia avrA� presto modo di saggiarne le qualitA� sul parquet piuttosto che su qualche video raccolto su youtube. SarA� una Scandone targata Sacripanti, specchio preciso di quanto predicato in questi anni dall’allenatore ex canturino. E specchio preciso anche della fisicitA� dello stesso. Abituiamoci a non vedere piA? in panchina giacche e cravatte perfette ma polo sudate. Abituiamoci a non vedere piA? giocate d’effetto ma tanta intensitA�. IntensitA� che vuol dire giocarsi la partita fino all’ultimo minuto, strappare palle agli avversari, costringerli a giocare al limite dei 24 secondi. Non ci sarA� un leader. Il leader A? in panchina e fa il coach. In campo ci sarA� una squadra di buoni giocatori con discreto talento. E come successo sempre negli ultimi 15 anni, la bontA� della stagione sarA� decisa da quella cosa cosA� semplice da dire ma cosA� difficile da trovare: il gruppo. PerchA� il singolo giocatore, a meno di non essere MJ23, non ti farA� mai vincere una partita se non supportato da un gruppo coeso e che ha piacere di passarsi la palla e aiutare il compagno. Questi sono i piani di Sacripanti. Creare un gruppo forte al di lA� delle individualitA� piA? o meno spiccate del proprio roster. Chi farA� la differenza? Nessuno. Cosa farA� la differenza? Lo spirito.

Nel frattempo al Paladelmauro gli allenamenti proseguono a ranghi ridotti. I giocatori scaldano i motori per una stagione che sembra partire sotto i migliori auspici. E da domani partono gli Europei per l’Italbasket che puA? contare finalmente su tutta la truppa di “americani” e che, a memoria, non ha mai avuto terminali offensivi cosA� micidiali. Se Pianigiani riuscisse a trovare anche un minimo di assetto difensivo non ce ne sarebbe davvero per nessuno.

Vista l’aria ancora vacanziera, ci permettiamo di stilare le prime, un po’ surreali, pagelle ovviamente senza voti:

Gianandrea De Cesare (Vicepresidente): il suo motto A? e sarA� sempre “chi va piano va sano e va lontano”. Vive il basket come un Ghanese vive i mondiali di Curling, ma A? davvero un difetto da nulla finchA� ha voglia e portafoglio da investire nella Scandone.

Pino Sacripanti (Allenatore): gli alberi ad Avellino non hanno affatto tutto il rispetto che meriterebbero (vedere il cedro abbattuto a Piazza LibertA� e la fine che stanno facendo i platani a viale Italia). E d’altrondeA�il buon Luca Abete, invidioso della chioma del coach, A? giA� pronto a consegnargliA�una pigna a fine stagione. Ma per adesso si gode la calorosa accoglienza della piazza.

Nicola Alberani (Direttore sportivo): con quel cognome vale lo stesso discorso fatto per il coach. Con la differenza che lui A? stato trapiantato ad Avellino quando, sulle note della hit estiva “Maria Salvador” l’ex capitano e DS per un giorno Valerio Spinelli ha rassegnato le dimissioni.

Mattia Norcino (Playmaker 29/09/1993 185 ITA): a 22 anni A? uno dei giovani virgulti del basket A�nostrano. L’allenatore non gli concederA� grandi spazi ma siamo certi che saprA� ritagliarsi un ruolo, seppur piccolo, nel roster di questa stagione. Considerata la grinta e la tenacia difensiva, viene buono quando per un paio di minuti bisogna difendere forte sul play avversario senza temere di caricarsi di falli.

Benas Veikalas (Guardia/Ala 24/09/1983 193 LIT): noi di Sportblogger l’abbiamo eletto capitano honoris causa. E’ giocatore di grande esperienza e uomo di grande spessore umano. Se la Scandone deve diventare una grande famigli allargata, a Benas nessuno puA? togliere il ruolo diA�pater familias.

Alex Acker (Guardia 21/01/1983 196 USA): peccato per l’assenza di quella “H” che l’avrebbe reso perfetto per violareA�i sistemi difensivi avversari, A? alla seconda esperienza in Italia ma A? giocatore col pedigree di razza. Vogliamo vedere il suo primoA�ball handling con penetrazione a canestro prima di esprimere un giudizio serio. Per ora ci accontentiamo di leggere con rispetto le squadre che l’hanno visto in campo.

Taurean Green (Playmaker 28/11/1986 183 GEO): il giocatore di passaporto georgiano A? al pieno della sua maturitA� e cerca due cose: il riscatto dopo la��infortunio nello scorso campionato e un ingaggio importante per la stagione 16/17. E tutto ciA? dovrA� inderogabilmente passare per buone prestazioni in questa stagione con la maglia della Sidigas Avellino. Ad Avellino chiamarsi Green e fare il playmaker A? una grande responsabilitA�. Serve coraggio. Lui ne ha da vendere.

Marteen Leunen (Ala 03/09/1985 206 USA): il gattone Mecir del basket. Come l’ormai cinquantenneA�Miloslav,A�haA�movimenti fluidi in campo e ingannevole stile di gioco. Con il suo fisico avrebbe potutoA�fare a braccio di ferro con AndrA? the Giant. Sembra sempre un decimo di secondo in ritardo ma molto spesso arriva mezzo secondo prima degli avversari.

Riccardo Cervi A�(Centro 19/06/1991 214 ITA): se il titolo di MVP si vincesse scrivendo stati su facebook sarebbe giA� in NBA da un paio di stagioni. E’ il miglior acquisto della Scandone di Sacripanti. Migliore per capacitA� ma soprattutto per potenzialitA�. Considerato l’amore che ha per facebook e per iA�calembour, sarA� per tutta la stagione il nostro Post Alto. Pianigiani l’ha tagliato e non disputerA� gli Europei. Pazienza, nel corso della stagione avrA� modo di ricredersi.

Giovanni Severini (Guardia 23/04/1993 197 ITA): altro giovane italiano, con trascorsi a Siena ed esordio nel massimo campionato non ancora maggiorenne. Anche di lui non vedremo grossi minutaggi ma A? ottimo elemento per completare il roster. Dotato di buona fisicitA� (A? alto quasi due metri) ha dalla sua la grande esperienza acquisita nel settore giovanile di SienaA�con cui ha conquistato due campionati italiani. Compito per la stagione a venire: mettere una tripla in faccia a Gentile.

James Nunnally (Ala 14/07/1990 201 USA): nel suo ruolo sarA� probabilmente uno dei migliori rimbalzisti del campionato. Ottimo tiratori di liberi, con una mano educata anche dal perimetro A? il classico giocatore che piace a Coach Sacripanti. Se azzecca la stagione ne vedremo delle belle. Per oraA�non fa in tempo ad arrivare ad Avellino che riparte direzioneA�USA per la nascita del primo figlio. Che immaginiamo non chiamerA� Gianandrea.

Giovanni Pini (Ala 25/07/1992 200 ITA): il suo arrivo ad AvellinoA�ricorda quello di Van Basten al Milan che fu dato come “regalo” sull’acquisto di Ruud Gullit. Giovanni A? in Irpinia come “spalla” di Riccardo Cervi, suo compagno a Reggio Emilia nello scorso campionato. Ma la storia la scrivono i risultati non le motivazioni di inizio stagione. NoiA�speriamo che Pini faccia come Van Basten, che diventi l’idolo dei tifosi avellinesi e che aiuti la Scandone in uno dei campionati piA? difficili degli ultimi anni. Solo un consiglio: evitare il saltello prima dei tiri liberi (chi ha visto Van Basten battere un rigore sa di cosa parliamo).

Ivan Buva (Ala 06/05/1991 208 CRO): ci piace per tanti motivi. Il principale A? che A? una scelta personale del coach. I giocatori di questo spessore e con queste qualitA� finiscono per essere decisivi nel corso della stagione. Soprattutto quando la stagione, per un motivo o per un altro, rischia di allungarsi.

Janis Blums (Playmaker 20/04/1982 190 LAT): atleta nel giro della nazionale lettone, ha un unico grande difetto: aver giocato con Napoli nella stagione 2007-2008. A parte gli scherzi A? un buon playmaker di scuola dell’est Europa. E’ reduce dalla vittoria con ilA�Panathinaikos, sua ex squadra, della coppa di Grecia 2015. Speriamo non sia come Paganini.

SalvatoreA�Parlato (Play/Guardia 28/08/1986 196 ITA): capisci che stai esagerando quando la mattina appena sveglio ci metti di piA? a pettinare la barba che i capelli. In bocca al lupo per la nuova stagione.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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