Avellino risorge e batte Bologna. Green gran direttore d’orchestra.

10954768_10203890210552407_6346255132426193981_oDifficile capire cosa passa nella mente dei giocatori quando cambia un allenatore. Ad Avellino, dopo l’arrivo di Green, allenatore in campo, arriva Frates, head coach di spessore ma soprattutto uno che non le manda a dire. Uno che se perde non difende nessuno, nA� se stesso nA� i giocatori. Chi sbaglia paga, con coraggio anche eccessivo. Chi lo conosce sa di cosa parliamo. Non A? “Il Genio” della pallacanestro ma non A? neppure l’ultimo degli arrivati. Ha carattere da vendere. Quel carattere che sia la squadra che il vecchio coach avevano smarrito partita dopo partita inanellando una serie di sconfitte da piegare le ginocchia di qualunque tifoso appassionato. Al Paladelmauro non c’A? il pienone delle grandi occasioni ma i ci sono le consuete 2000 presenze di chi crede in una possibile rivincita e di chi ama questo sport a prescindere dai risultati della propria squadra. Ordine del giorno: recuperare il clima di serenitA� smarrito nei meandri delle giustificazioni cervellotiche susseguenti alle troppo numerose sconfitte casalinghe. Avversario tosto Bologna. Squadra di buon livello e con un paio di ottimi elementi. In panchina c’A? l’ex Valli, neppure lui un genio della pallacanestro ma anche lui uno che palloni a spicchi ne ha masticati a centinaia.

Starting five atipico per Frates che decide di rischiare Gaines al posto di Hanga. SarA� la mossa che gli farA� vincere l’incontro ed un bel rischio per un allenatore che in due giorni ha dovuto ricostruire un gruppo dalle macerie lasciate da Vitucci. Gaines era uno degli imputati alla sbarra mentre Hanga il beniamino del pubblico, l’unico che sembrava avere una marcia in piA?. Coraggioso Frates.

Primo quarto con Avellino che affannosamente si mette in carreggiata inseguendo ad una spanna una Bologna partita a spron battuto. Sundiata Gaines sbaglia un paio di triple ma A? attento in difesa mettendo anche a segno una superba stoppata su tiro di Ray Allan. In otto minuti Green (2) e Gaines (4) consegnano 6 assist ai propri compagni per altrettante realizzazioni. Musica nuova al Delmauro dove nei match precedenti tanti assist si contavano solo a fine gara. La difesa di Avellino A? quella di sempre, chiariamoci. Potrebbe fare meglio, molto meglio soprattutto dal punto di vista dell’intensitA�. Ma sulla sirena A? la Scandone in vantaggio (22-19) nonostante la difesa ballerina e qualche palla persa in attacco.

Secondo quarto ed Adam Hanga sale in cattedra. Uscito come un leone in gabbia dalla panchina, fa il bello e il cattivo tempo recuperando 4 palle in meno di cinque minuti e realizzando canestri pesantissimi per il morale. A metA� quarto la Scandone p in vantaggio di 10 lunghezze e Bologna non riesce a contrastare il gioco di Green e compagni. E’ proprio il folletto di Philadelphia a comandare la musica. Con lui in campo la palla viaggia veloce, troppo veloce a volte anche per i propri compagni. Si va al riposo sul punteggio di 47-32. Avellino A? padrona del match e anche la panchina finalmente dA� un fattivo contributo ancheA�con l’innesto di Trasolini finalmente in palla e autore di buone difese sui pari ruolo avversari e buoni movimenti in avvicinamento a canestro. La sensazione A? che la cura Frates sia servita soprattutto a spronare i giocatori che si sono semplicemente impegnati di piA?. Il coach di Avellino trova anche il tempo di discutere (con ogni ragione) con gli arbitri che immediatamente gli fischiano un fallo tecnico contro. Ma quando ci vuole ci vuole.

Terzo quarto. Valli esce dagli spogliatoi con un’idea precisa in testa. Impedire a Green di smistare palloni. CosA� alza il pressing e costringe Avellino a superare la metA� campo sempre al limite dei 16 secondi. Nonostante questo accorgimento Avellino parte forte. Gaines segna ma poiA�sbaglia un libero e nell’azione successiva commette un fallo inutile. Tanto basta a Frates per sederlo in panchina e richiamare Hanga che a metA� quarto mette in fondo alla retina una schiacciata che fa saltare in aria il palazzetto, porta Avellino a +18 e costringe Valli a chiamare time out. Partecipano alla gara delle schiacciate anche Banks e Trasolini che portanoA�Avellino al chiudere il quarto sul risultato diA�77-54.

L’ultimo quarto si apre con Avellino che raggiunge il massimo vantaggio (+27). La formazione di coach Frates tira i remi in barca mentre Valli e soprattutto Hazell ci credono ancora. Il lungo passaggio a vuoto della formazione biancoverde porta gli emiliani a ricucire parzialmente lo strappo arrivando a -12 con ancora quattro minuti abbondanti per provare a fare l’impresa. E’ Gaines che con un bellissimo canestro da sotto in appoggio a tabella e con un tiro da tre rimette le cose sul giusto binario per la propria squadra. L’incontro si chiude con Avellino che in scioltezza controlla punteggio e cronometro (96-79).

Sugli scudi:

Gaines. Realizza 15 punti con percentuali decenti (da rivedere solo l’1/5 ai liberi) catturando 6 rimbalzi offensivi e distribuendo 6 assist. Con Green al suo fianco e senza l’ansia di dover fare il playmaker se la cava decisamente meglio. Tra un giorno da leone e 100 da pecora ha scelto 24 minuti da buon giocatore. Frates gli ha dato fiducia e l’ha ripagata. Nei momenti decisivi A? lui che penetra e lui che si prende la responsabilitA� di tirare. Novello Cavaliero.

Anosike. Non A? quello di inizio campionato ma la primavera si sta avvicinando anche per lui. Sta uscendo dal letargo invernale e piano piano risale la china. Quando capirA� anche che ora la palla viaggia veloce e che Green gli serve palloni solo da spingere dentro ritornerA� ad essereA�un fattore. Per ora A? fattorino.

Green. Evidentemente il contratto prevede esplicitamente che non viene pagato a tiri fatti. Non tira neppure quando A? libero ma davvero il suo ruolo in questa squadra A? altro. DA� fiducia ai compagni, capisce chi servire e come servirlo. Comprende che Harper e Anosike non hanno ancora la mente libera e le mani salde per ricevere i suoi passaggi a velocitA� luce ed allora si diverte ad innescare Banks e Hanga che di classe ne hanno da vendere. Fa il direttore di una quasi impeccabile orchestra. Muti (nel senso del maestro ma anche di chi non credeva ad un suo ritorno ai passati livelli).

Hanga. Che fosse da NBA si vedeva giA� chiaramente con la gestione Vitucci. Ieri ha fatto vedere almeno un paio di cose da fargli giocare direttamente l’All Star Game. Di un altro livello. Come difende lui non difende nessuno. Come A? atletico lui non lo A? nessuno. Servito a dovere mette anche le triple che fino ad ora erano mancate. Adam ridefinisce i livelli della pallacanestro. Non ci sono indici che gli diano giustizia. Fuori quota.

Frates. Non A? San Gennaro e di certo miracoli non ne fa. Ma in due giorni ha dosato perfettamente bastone e carota, dando fiducia a Gaines e stimolando Hanga. Entrambi hanno risposto presente. CosA� come A? successo per Anosike e Trasolini. Banks sa giocare a basket, si vedeva prima e si A? visto anche ieri. Green A? quello che A?. L’unico che continua a fare un po’ come gli pare, sia in attacco che in difesa, A? Harper: lavoratore autonomo in attacco e impiegatoA�pubblico in difesa sembra essere l’unico a cui la cura Frates non fa effetto. Suggerimento: mazz e panell.

Lechthaler e Cuccarolo. Due facce della stessa medaglia. Il pivottone emiliano,A�cresciuto evidentemente a figalet e casatella trevigiana, ha dalla sua l’altezza a tanta buona volontA�. Solo Lechthaler poteva tentare di fermarlo perchA� cresciuto a probusti e polenta carbonera. Scontro tra gente del nord est. Scontro tra titani. Anche i coach se ne accorgono e decidono che quando entra in campo uno deve entrare anche l’altro. Praticamente questo.

Hazell. Parte male costringendo Valli a correre ai ripari. Sul -27 per la propria squadra decide che A? il momento di svegliarsi. Peccato sia davvero troppo tardi ma buono l’impegno e il tentativo. Chi dorme non piglia punti.

Angelo Michele Santoro

About Angelo Michele Santoro

View all Posts

Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.