Avellino: sconfitta con l’onore delle armi.

Nuova immagineReggio Emilia vince e merita. Avellino rincorre per tutta la partita, sembra poter rimanere aggrappata all’incontro fino all’ultimo ma si scioglie quando mancano gli ultimi cinque giri d’orologio. Gioca a sfavore della Scandone il pessimo impatto nel tiro da tre punti (un misero 25%), i rimbalzi (il tabellino dirA� -11 rispetto all’avversaria) e le 21 palle perse. Soprattutto quest’ultimo A? il dato piA? preoccupante. In alcuni momenti del match Avellino non A? in grado di gestire il possesso in maniera appropriata, perdendo palloni anche di facile controllo. Se minimamente pressati sia Green che Blums vanno in difficoltA� e sui raddoppi di Reggio il gioco del play biancoverde diventa farraginoso e lento consentendo alla difesa emiliana un facile recupero del pallone. Dall’altro lato del campo la velocitA� di De Nicolao, Aradori, Della Valle e la classe di Kaukenas fanno la differenza. Reggio ha preparato bene l’inizio di stagione anche in vista dell’impegno di supercoppa. Stessa cosa non dicasi per Avellino. Coach Sacripanti sa che c’A? molto su cui lavorare ma sa anche che ci sono enormi margini di miglioramento.

Le pagelle della partita:A�

Veikalas: continua a litigare con il canestro e con gli schemi di coach Sacripanti che finirA� per relegarlo al margine delle rotazioni. La classe c’A? e ci sono momenti in cui si vede. Ancora in precampionato.

Green: i sei assist e i cinque rimbalzi sono le note positive del suo tabellino. Soffre troppo l’avversario di turno e, soprattutto in difesa, concede troppo agli avversari.

Cervi: inizia a giocare tirando fuori gli attributi quando la partita si A? incanalata a favore degli emiliani. Per il resto ha giustamente lo sguardo smarrito vedendo i propri compagni (di qualche mese fa) giocargli contro. Tredici punti sono un buon bottino ma prendere soli due rimbalzi contro i lunghi di Reggio Emilia A? alquanto imbarazzante.

Pini: nonostante i soli due punti a referto si muove discretamente. A rimbalzo fa il doppio di Cervi ma il problema resta sempre una scarsa fisicitA� sotto i tabelloni. L’insostenibile leggerezza dell’essere.

Blums: il capitano biancoverde fa una discreta prova. Quando esce per cinque falli il match perde uno dei suoi protagonisti. E’ l’unico irpino con discrete percentuali dalla lunga distanza. Capitani coraggiosi.

Buva: buoni movimenti, quattro punti a referto e una discreta presenza sotto le plance. La Scandone con lui in campo non subisce il gioco di Reggio Emilia. Lo dice il plus/minus ma anche coach Menetti costretto a correre ai ripari con un repentino time-out.

Acker: la sua intelligenza tattica A? fuori discussione. Stasera soffre in difesa molto piA? del dovuto. I giocatori di Reggio Emilia corrono a velocitA� superiori. E’ il caso di prendere un grosso respiro e ricominciare il lavoro infrasettimanale. Nonostante questo non fa una pessima figura e riesce a mettere a referto dodici punti di pura classe.

Nunnally: se la squadra non gira come dovrebbe il primo a risentirne A? l’ala piccola. Fuori dal gioco per larghi tratti dell’incontro, Sacripanti cerca di coinvolgerlo negli schemi. La classe di Aradori unitA� alla sua atipicitA� lo fanno ammattire. Un passo indietro rispetto alla prima uscita.

Leunen: nel basket moderno conta la classe, certo. Ma la forma A? essenziale. Vale lo stesso discorso fatto con Acker. Il lavoro infrasettimanale non puA? che giovargli.

Sacripanti: anche oggi A? difficile trovare errori grossolani nella lettura della partita. Probabilmente schierare la zona contro Reggio Emilia oggi non paga. Ma A? anche questione di velocitA�. La zona funziona e gli schemi riescono quando il braccio e la gamba va di pari passo con la mente. Oggi la Scandone paga dazio. Bisogna dare tempo al tempo.

Note di colore:

Lamonica riesce, nel bene e nel male ad essere sempre protagonista. Come spesso accade alle sue terne, alla fine gli errori si equivalgono e vince la squadra piA? forte. Sarebbe auspicabile meno presenza scenica e piA? freschezzaA�di giudizio.

Della Valle strappaA�un doppio tecnico a Lamonica (a lui ed Acker) mentre meriterebbe di essere l’unico sanzionato. Ok, fa simpatia. Ma non vorremmo che Reggio divenisse il Milan di Baresi a cui bastava alzare il braccio affinchA� venisse fischiato fuorigioco agli avversari. Reggio Emilia non ha bisogno di questo per essere la piA? forte.

Protestare con la terna anche quando si ha torto marcio A? una dote che conoscono i grandi di questo sport. Menetti lo sa fare con discreta puntualitA�. E’ probabilmente il miglior allenatore sulla piazza nazionale. Non solo per questo ma anche per questo. Vive la partita da sesto uomo in campo e ha una presenza scenica e mimica degne del migliorA�Mike Woodson (sarA� la pettinatura simile).

Ball don’t lie, gridava Rasheed Wallace. La palla non mente. Per ora Reggio A? piA? forte di Avellino e ha vinto meritando. La Scandone ha per ora rotazioni meno profonde a causa di una preparazione non certo ottimale. Tra qualche mese la palla potrebbe raccontarci altre veritA�.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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