Avellino show: cinquina al Foggia

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Doppietta per Morosini e Ardemagni, in goal anche Castaldo. Ottima prova degli uomini di Novelllino che spazzano via gli avversari e le polemiche post Cremona.

Vince, anzi stravince e convince l’Avellino di mister Novelllino.

Dopo il beffardo, ma per certi versi anche meritato ko di Cremona, i lupi si riscattano alla grande contro un Foggia tutt’altro che trascendentale, asfaltando i satanelli con un roboante 5 a 1. Mai in partita gli uomini di Stroppa che si è presentato al Partenio – Lombardi con un inedito 3-5-2 iniziale (al posto del consueto 4-3-3) che ha ulteriormente palesato i limiti tecnici e tattici di una squadra con reparti slegati, attacco sterile, centrocampo compassato e costantemente in affanno, difesa macchinosa e distratta.

Laddove finiscono i demeriti dei pugliesi cominciano però i meriti degli irpini che sono apparsi, al contrario degli ospiti, tonici e pimpanti in ogni reparto. Devastanti  i due esterni Molina e Bidauoi (quest’ultimo al debutto in questa stagione dopo la lunga squalifica rimediata sul finale della scorso torneo), così come pure Morosini e Ardemagni (autori entrambi di una doppietta), superlative anche le prove di Falasco e Laverone rispettivamente sull’out sinistro e destro, di Migliorini e Suagher al centro della difesa, nonché di Di Tacchio e D’Angelo in mediana. Ma è stata tutta la squadra a girare alla perfezione sfoderando una prestazione fatta di grande intensità, con verticalizzazioni ficcanti, cambi di gioco e ottima gestione della palla.

Nei primi 20 minuti c’è stata solo la squadra biancoverde in campo:  ben quattro occasioni da rete nel giro di 8 giri di lancette, culminati con il calcio di rigore trasformato da Ardemagni per fallo di Rubin su Molina. Ancora l’esterno scuola Atalanta al 21esimo è stato protagonista con un bel taglio per Morosini che ha incrociato il destro sotto le gambe di Guarna.  Tripudio biancoverde sugli spalti, ammutoliti i circa 800 supporters rossoneri che hanno ritrovato la voce solo al 28esimo, quando il signor Pinzani ha sanzionato con un rigore un tocco di coscia di Migliorini su cross di Gerbo, poi trasformato da Mazzeo.

Foggia nuovamente in partita? Assolutamente no… otto minuti e i padroni di casa calano il tris: perfetto traversone di Laverone dalla destra, Morosini anticipa tutti ed insacca di testa. Meritati e scroscianti gli applausi del pubblico di casa alla fine dei primi 45 minuti.

La ripresa comincia con gli ospiti più propositivi grazie soprattutto allo sgusciante Chiricò, ma i lupi controllano bene e ripartono in contropiede. Al 61esimo Biadaoui semina il panico in area avversaria, serve un bel pallone al centro, Molina non riesce ad impattare, la palla carambola sui piedi di Ardemagni che con la punta sigla la sua personale doppietta. Dieci minuti più tardi standing ovation per Morosini al cui posto subentra Castaldo. Neanche il tempo di entrare nel clima gara che il bomber di Giugliano insacca il definitivo 5 a 1 con un colpo di testa sottomisura a raccogliere la corte respinta della traversa sul violento destro di D’Angelo. Gli ultimi 15 minuti scorrono via senza particolari sussulti, con la curva Sud grande protagonista: cori assordanti, la solita splendida sciarpata e tanti sfottò nei confronti dei rivali foggiani.

L’Avellino non solo si vendica di quel famoso 5 a 0 rimediato nel lontano 90/91 allo Zaccheria, rendendo ancora una volta amaro il viaggio di ritorno dei pugliesi dopo la famosa finale play off di serie C del 2006/07, ma soprattutto inanella la sua seconda vittoria casalinga stagionale, spazzando via le polemiche seguite al ko di Cremona con una prestazione convincente sotto tutti i punti di vista che permetterà a mister Novellino di preparare al meglio la difficile sfida di venerdì sera al Manuzzi di Cesena.

Sognare è lecito, ma restare coi piedi per terra e concentrati è un obbligo: il campionato è lungo e pieno di insidie. Non è ancora tempo per pericolosi voli pindarici…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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