Avellino spreca, CantA? ne approfitta. A Desio va in scena un copione giA� visto

dsc_0689-copiaDue punti buttati alle ortiche. Due punti che erano lA� a portata di mano. Due punti costruiti con impegno nei due quarti centrali e poi lasciati sfuggire nell’ultimo periodo. Scelte non propriamente ponderate, da squadra che ancora lascia qualcosa sul parquet per colpa di uomini che non si prendono responsabilitA� e per altri che se ne prendono troppe ma non sempre risultano decisivi. Sconfitta che brucia per tanti motivi. Innanzitutto CantA? A? squadra di tanti ex. Sacripanti, Leunen, Cusin hanno giocato al Pianella annate indimenticabili. Dall’altra parte c’A? persino Alex Acker che pur non disputando ad Avellino una stagione d’alto livello, si A? distinto sempre per l’impegno e la serietA�. Poi c’A? l’ovvia sottolineatura che il coach di Avellino A? nato a CantA?, non ha soltanto allenato lA�. Ancora. CantA? viene da un periodo tribolato: la cacciata di Lawal su tutte poteva essere il segno distintivo di una stagione iniziata davvero in maniera pessima.

Ovviamente si gioca a Desio, 20 chilometri da CantA? e per quest’anno casa dei bianco azzurri in attesa del restyling del Pianella. Primo quarto a CantA? che domina. Ma a far valere chili e centimetri A? soprattutto Johnson autore in un solo quarto di 18, incredibili punti. Avellino per tutta la partita non riuscirA� ad arginare lo strapotere del lungo canturino educato anche quando tira dall’arco dei 6,75. Nel secondo quarto Avellino si rifA� sotto grazie soprattutto a buone giocate dei singoli. La palla non sembra girare al solito ritmo e troppo spesso i biancoverdi arrivano al tiro solamente negli ultimi secondi e con iniziative personali. Terzo periodo perfetto. Il solito terzo periodo, vorremmo dire. Avellino prende il largo e il copione sembrerebbe essere quello di un ultimo quarto all’insegna del “gestiamo il vantaggio”. Invece 120 sciagurati secondi consegnano ai lombardi prima il pareggio e poi il sorpasso.

dsc_0687-copiaAlla roulette russa degli ultimi possessi Avellino pecca di ingenuitA�. Con 40 secondi sul cronometro Ragland si intestardisce e allo scadere dei 24 prova a risolvere la partita. Nel frattempo Fesenko viaggiava nei dintorni del canestro canturino marcato da un avversario che gli concedeva 20 centimetri e 30 chilogrammi di peso. Andare da lui per due punti facili facili e gestire il successivo possesso canturino in vantaggio di 2 e con la possibilitA� di avere comunque l’ultima azione a disposizione: poteva essere questa la chiave per vincere il match. Ragland ha fatto altro. Molte volte A? andata bene, questa volta e in almeno altre due occasioni A? andata male. MaturitA� significa anche questo. Saper gestire gli ultimi 60 secondi con piA? freddezza e capire che non sempre ciA? che viene studiato nel time out o in settimana puA? rivelarsi la cosa migliore da fare. CantA? vince di uno tirando due liberi e sbagliando di proposito il secondo. L’ultima preghiera di Leunen sembra piA? un passaggio ai suoi vecchi tifosi che un tentativo per un canestro disperato a fil di sirena. Avellino vola a Strasburgo con l’amaro in bocca e con la consapevolezza di dover imparare a gestire meglio il vantaggio faticosamente acquisito durante l’arco di tutta la partita. Sacripanti dovrA� lavorare sull’aspetto psicologico ma anche su quello tattico. Ragland non puA? prendersi sempre la responsabilitA� di decidere l’incontro. In questo modo diventa carta scontata.

Miglior in campo

Johnson su tutti. Numeri da stella NBA per il giocatore di CantA? che tira fuori dal cilindro la prestazione perfetta. 35 punti, 46 di valutazione, 14 rimbalzi, 75% da tre punti, 100% ai liberi e 67% da due. Stentiamo a ricordare in Italia una partita di cosA� alto spessore tecnico. Considerate poi le possibilitA� e le capacitA� del giocatore, A? senza dubbio lui l’MVP della serata.

Dietro alla lavagna

Thomas continua a far disperare i propri tifosi. Zero punti, prestazione per nulla convincente (sbaglia anche due liberi) e complessivamente modesto anche in fase difensiva. Non entra mai nell’incontro e non impatta mai un tiro semplice. Cerca sempre la giocata difficile e 99 volte su 100 chi prova le cose difficili finisce col fare una brutta figura.

I numeri

dsc_0717-copiaAvellino disastrosa soprattutto nel tiro da 3 con Leunen autore di un solo canestro realizzato su 6 tentativi (Ragland fa comunque un pessimo 2 su 7 e Green 1 su 4). Biancoverdi che lasciano sulparquet anche qualche punto a causa della scarsa precisione ai liberi (Thomas 0 su 2 ne A? l’esempio piA? lampante). Cusin servito una volta in 20 minuti di utilizzo A? il sintomo che qualcosa non va nel gioco di Sacripanti. D’accordo la difficoltA� di incontrare un avversario cosA� forte, d’accordo l’ansia da prestazione contro la sua ex squadra piA? importante ma quella di Cusin resta una prestazione davvero imbarazzante. Con Fesenko in campo Avellino coinvolge anche il pivot. Con Cusin no. Bisogna lavorare su questo aspetto e capire se si puA? migliorare o se non sia il caso di cambiare approccio offensivo quando in campo c’A? il nazionale italiano. Su 32 rimbalzi presi da CantA?, 14 sono di Johnson. Sicuramente merito suo ma anche di chi non ha saputo tagliar fuori il lungo avversario.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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