Avellino spreca e Pistoia la punisce.

r0_tml1583418947329_5986604245_148535108873192Sacpripanti l’aveva detto nella conferenza di presentazione della partita. Vincere a Pistoia sarebbe stato piA? difficile di vincere in casa con Milano. Diverse le motivazioni, diverso l’impatto emotivo, diverso il clima e soprattutto diverso l’avversario. Pistoia A? una squadra difficile da incontrare. Una squadra che pensa innanzitutto a come non far giocare l’avversario, a come limitare gli attacchi delle punte di diamante della squadra ospite. Nel caso di Avellino bisognava limitare Ragland, Thomas e Fesenko. Ragland l’hanno lasciato libero di andare a destra,sulla sua mano debole. FinchA� il numero 1 irpino ha potuto, A? riuscito a fare qualche buona penetrazione. Poi, cercando di penetrare sulla mano forte, ha iniziato a sbagliare facendo scelte molto forzate e dovendo alzare la parabola per avvicinarsi a canestro. Thomas non A? praticamente mai entrato in partita. Da tre punti ha sbagliato qualche tiro aperto ma A? stato spalle a canestro dove ha subito maggiormente la pressione degli avversari. Costretto a forzare, il piA? delle volte ha centrato il ferro. Fesenko A? oggi il giocatore piA? in forma della Scandone. Quando A? stato servito a dovere il canestro l’ha fatto e quando non ha fatto canestro ha subito fallo. I primi due quarti era praticamente inarrestabile. Poi Esposito ha scelto di far collassare la difesa su di lui, raddoppiarlo quando metteva la palla a terra e le palle giocabili si sono fatte sempre piA? rare. E sintomatico il gestaccio verso il compagno Zerini che sul raddoppio sul centro irpino ha mancato di tagliare verso il canestro mettendo in difficoltA� il compagno.

Nonostante la difficoltA� di incontrare una squadra come Pistoia, Avellino costruisce due buoni periodi andando in vantaggio anche di 14 punti contando sulla difesa da cui son partite tutte le vittorie degli irpini. All’intervallo lungo Avellino va negli spogliatoi con 8 punti di vantaggio ma avendo sprecato l’occasione di chiudere la partita giA� nei primi 20 minuti.

Il terzo quarto vede Avellino realizzare solo 6 punti su 3 iniziative personali. Ragland, Obasohan e Randolph gli unici a referto. Ma il tabellino parla anche di zero assist. Dato significativo se si pensa alla qualitA� dei giocatori in casacca biancoverde. Esposito chiude le maglie della difesa mostrando il fianco solamente dall’arco dei 6.75. Ma Avellino fa 0 su 6 e inizia l’ultimo periodo in svantaggio di 2 (43 a 41).

Gli ultimi 10 minuti rispecchiano quanto visto nel terzo periodo e nel finale del secondo. Due triple di Green non riescono a riaprire la partita e Pistoia giocando il suo basket fatto di tanta pressione difensiva e buona propensione dei singoli in attacco riesce a controllare la partita. Brutto gesto di Petteway che dopo aver messo la tripla allo scadere del match esulta in modo piA? che scorretto rivolgendosi ai tifosi di Avellino. La partita finisce 67 a 59, Avellino ha sofferto laddove Sacripanti sapeva di poter soffrire. Calo fisico forse, ma calo soprattutto mentale dopo un mese giocato ad una intensitA� e ad un livello quasi eccelso. La sconfitta di stasera in qualche maniera ricorda quella col Mornar. Anche lA� il tiro dalla lunga distanza fu disastroso. Quando la testa non c’A? la prima percentuale a scendere A? proprio quella.

I numeri

Avellino tira col 45% da due e col 15% da 3 punti. Perde 18 palle e ne recupera solo 4. Valutazione Lega della squadra 56. A memoria, la peggiore della stagione.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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