Avellino, via Toscano. Arriva Novellino

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Fatale il pesante ko per 3 a 0 rimediato dai biancoverdi a Cesena. La��ennesima prestazione incolore in trasferta dei lupi ha indotto il patron Taccone a prendere una decisione che era nella��aria da tempo. Al trainer di Montemarano la��ardito compito di risollevare le sorti di una squadra che si appresta a vivere un incandescente finale di girone di andata e che a gennaio andrA� assolutamente A�rinforzata.

Tanto tuonA? che piovve. La tempesta era nella��aria da diverse settimane e puntualmente si A? abbattuta sulla testa di Domenico Toscano che A? stato esonerato al termine della��ennesima sconfitta in campo esterno del suo Avellino. Fatale al tecnico calabrese il 3 a 0 senza attenuanti rimediato a Cesena, firmato Djuric,A�DalmonteA�eA�Ciano: una gara senza storia che i romagnoli hanno dominato dalla��inizio alla fine al cospetto di un avversario pervenuto solo nei primi 20 minuti della ripresa. Troppo poco e troppo rinunciatario, per certi addirittura versi irritante, la��approccio e la��atteggiamento di una squadra che Toscano lascia al quarta��ultimo posto in classifica con 16 punti conquistati in sedici gare, con il secondo peggior attacco (nove reti siglate) del torneo e la seconda peggior difesa con ben 22 reti incassate (solo il Brescia ha fatto peggio con 25).

Ma ciA? che fa ancor piA? male, al di lA� dei numeri, A? che la��Avellino sembra ancora un cantiere aperto, non avendo trovato un assetto e una identitA� ben definita: continui cambi di moduli e interpreti (ad onor del vero spesso obbligati per via dei tanti infortuni, squalifiche e convocazioni in nazionale), gioco latitante e mai convincente, prestazioni esterne al limite della decenza. Una situazione a dir poco allarmante di fronte alla quale la societA�, pressata anche dalla piazza in aperta contestazione con il trainer da oltre un mese, non ha potuto far altro che sollevare dalla��incarico colui che sarebbe dovuto essere la��erede di Rastelli, al punto da fargli firmare un contratto triennale.

Il progetto tecnico A? dunque fallito: si riparte da Walter Alfredo Novellino, irpino da��origine, che si legherA� ai lupi fino al 30 giugno 2017 on opzione di rinnovo per la stagione successiva. Alla��ex tecnico del Palermo, che ha sempre avuto un rapporto conflittuale con la tifoseria biancoverde (per dichiarazioni poi smentite sullo scarso attaccamento alla sua terra), la��ardito compito di risollevare le sorti di una squadra che si prepara ad affrontare il difficile rush finale di questo girone di andata.

Lo staff sarA� del tutto rinnovato: via la��allenatore in seconda Michele Napoli, che sarA� sostituito da Giuseppe De Gradi (che aveva seguito la squadra biancoverdi dagli spalti giA� al Cabassi di Carpi), cosA� come il preparatore atletico Pietro La Porta e il collaboratore tecnico Luca Altomare. Da valutare invece la posizione del preparatore dei portieri Michele Gerace.

Staff nuovo, ma squadra e problemi vecchi. GiA�, perchA� se Toscano aveva delle colpe, queste probabilmente vanno equamente ripartite con chi ha allestito questo organico giovane e con evidentissime carenze in termini tecnici, di qualitA�, quantitA� ed esperienza, specie nel settore nevralgico del campo. Reparto che a gennaio dovrA� essere assolutamente rinforzato, cosA� come la difesa che ha palesato anche a Cesena la pochezza degli esterni. Fino ad allora perA? Novellino dovrA� fare di necessitA� virtA?, trovare la quadratura, dare una��identitA� di gioco alla squadra e conquistare quanti piA? punti possibili, a partire dal doppio turno casalingo contro Ascoli e Benevento, cui seguiranno le sfide del San Nicola di Bari, la��infuocato derby al Partenio contro la Salernitana e la��insidiosa trasferta di Latina.

Il patron Taccone ha fatto la sua parte, smentendo chi lo aveva ingiustamente accusato di non voler sostenere la��onere di pagare la risoluzione (o la prosecuzione a�� questo ancora non A? chiaro) di un triennale forse troppo frettolosamente sottoscritto: adesso non ci saranno piA? scuse e alibi per i calciatori, nA� tanto meno perA� quella parte della tifoseria che aveva contestato apertamente tecnico e societA�. La��obiettivo da raggiungere A? la salvezza, ma per ottenerla bisogna sotterrare la��ascia da guerra e ricompattare un ambiente che dovrA� diventare la��arma in piA? di una squadra che ha bisogno del calore del suo pubblico.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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