Avellino, vittoria amara tra lacrime e applausi

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I lupi espugnano il Dalla��Ara di Bologna per 3 a 2, ma non basta a centrare la��accesso alla finale play off. Un peccato perchA� i biancoverdi, sospinti da oltre 2500 encomiabili supporters, vanno in vantaggio per tre volte (doppietta Trotta e Kone) e al 93esimo colpiscono una clamorosa traversa con Castaldo.

Tra applausi e lacrime. Finisce cosA� la stagione della��Avellino, che riesce nella��impresa di battere a domicilio, per la prima volta nella sua storia, il blasonato Bologna per 3 a 2, ma in virtA? della sconfitta per 1 a 0 rimediata nella gara di andata al Partenio, resta fuori dalla finale play off. Il sogno di giocarsi la promozione in serie A si infrange al 93esimo su una stramaledetta traversa, quella colpita da Castaldo e che probabilmente ancora sta tremando come i 15mila del Dalla��Araa�� Orgogliosi, fieri, appassionati i 2500 supporters giunti dalla��Irpinia a colorare la��impianto felsineo che al triplice fischio non hanno potuto fare altro che ringraziare i propri beniamini con quel velo di amarezza per come A? finita e per come sarebbe potuta finire se solo la dea bendata non avesse voltato le spalle ai colori biancoverdi per la��ennesima volta. Esattamente come 27 anni fa, quando su colpo di testa di Bertoni fu la traversa dello stadio San Siro di Milano a negare la permanenza in A dei lupi. Corsi e ricorsi storicia�� Ieri come oggi, chi ca��era un giorno potrA� raccontare di una partita epica, incredibilmente emozionante (piA? di quella di La Spezia), vinta da una squadra fatta di uomini veri e trascinata da un pubblico eccezionale: entrambi usciti tra gli applausi di stima e ammirazione non solo del Dalla��Ara, ma della��Italia intera che ha avuto modo di appezzare lo spirito guerriero e la��orgoglio ultras di un popolo che avrebbe meritato la promozione esattamente come la sua squadra che ben ne ha incarnato gli ideali e il carattere.

La gara. In pochi alla vigilia credevano nel miracolo di vincere con due goal di scarto contro la corazzata di Delio Rossi e invece… ca��A? mancato veramente poco! Rastelli cambia modulo e ben quattro uomini rispetto alla gara di andata, affidandosi ad un 3-4-1-2, con Vergara, Bittante ed Ely in difesa. A centrocampo Regoli e Visconti incursori di fascia, Kone e Arini mediani centrali e Zito nella posizione di trequartista alle spalle del tandem da��attacco composto da Mokulu e Trotta. Delio Rossi si affida nuovamente al 4-3-1-2, ma rispetto alla gara del Partenio rilancia in attacco Acquafresca al fianco di Sansone e si affida fin dal primo minuto alle geometrie e ai piedi buoni di Krsticic.

La gara A? subito vibrante: il Bologna parte bene, ma la��Avellino A? a dir poco famelico e al primo affondo passa in vantaggio. Ea�� la��ottavo minuto quando Zito serve dal fondo un assist al bacio per Trotta che anticipa Oikonomou e di sinistro insacca alle spalle di Da Costa. Tripudio biancoverde sugli spalti e Bologna in difficoltA�. I lupi non ne approfittano perA? e dopo aver sciupato un paio di ripartenze subiscono la rete del pari: verticalizzazione di Krsticic per Acquafresca che defilato sulla destra riesce ad anticipare Bittante in scivolata e sorprendere Frattali in diagonale sul secondo palo. La��Avellino accusa il colpo e rischia di capitolare, ma Frattali A? super in almeno tre occasioni tra il 26esimo e il 32esimo, due volte sul bomber Acquafresca e una su Laribi. Nel momento migliore del Bologna gli irpini, al 39esimo, trovano nuovamente il vantaggio ancora con Trotta, bravissimo a controllare, difendere e girare verso la porta una palla servitagli da Regoli.

Nella ripresa il Bologna appare timoroso, quasi frastornato e in balia della baldanza degli uomini di Rastelli. Purtroppo perA? al 52esimo arriva una��atroce beffa: Frattali disimpegna male in uscita e serve sui piedi del neo entrato Cacia un assist al bacio che la punta felsinea insacca con un preciso e fortunoso pallonetto. La��Avellino a questo punto sembra essere sulle gambe e non averne piA?. Rastelli allora prova a dare nuova linfa inserendo Almici per Regoli, Comi per un evanescente Mokulu e Castaldo per la��infortunato Zito. I 2500 a�?pazzia�? giunti dalla��Irpinia (e non solo) spingono la squadra a non mollare a a crederci fino alla fine. La��invito viene raccolto: Comi ci prova due volte senza fortuna, poi alla��83esimo Kone trova un gran goal al volo di destro su corta ribattuta al limite della��area della difesa rossoblA?. La torcida biancoverde si infiamma e in un Dalla��Ara ammutolito si sentono solo i cori del pubblico di fede avellinese. Al 93esimo la beffa piA? atroce, quella che neppure il miglior registra thriller avrebbe immaginato: Comi spizzica di testa per Castaldo che controlla di petto nella��area piccola e di destro calcia al volo a botta sicuraa��il pallone, forse sfiorato da Da Costa, colpisce la traversa e incredibilmente esce strizzando in gola la��urlo di gioia di una��intera provinca. Arriva il triplice fischio.

La conclusione. Tutti negli occhi vedono scorrere al rallenty la��azione finale di Castaldo sperando in un epilogo diverso. Ma la dura realtA� dice Avellino vittorioso, ma Bologna in finale, per quanto visto nei 180 minuti, immeritatamente. I lupi hanno compiuto la��impresa, ma non A? bastatoa�� escono a testa alta e incassando i complimenti di tutti che non attenuano perA? la��amarezza per una��eliminazione bruciante. ResterA� il ricordo, indelebile, di una partita che inevitabilmente finirA� nel libro della storia di questo club.

Smaltita la delusione occorrerA� poi ripartire, possibilmente da quanto di buono fatto questa��anno, cercando di migliorarsi. Magari confermando il tecnico Rastelli, che si A? dimostrato piA? forte delle critiche, degli episodi negativi, dei cali di tensione della squadra e dei torti arbitrali, rimanendo fermo al proprio posto, mettendoci sempre la faccia e lavorando duro con i suoi ragazzi. E confermando anche i pezzi pregiati come Trotta, Ely, Pisacane, etc. a�� Ma siamo sicuri che il tandem Taccone a�� De Vito sa cosa fare e il prossimo anno ripartiranno piA? forti ancora inseguendo un sogno chiamato serie A che in fondo questi tifosi e questa squadra hanno assaporato e in fondo avrebbero anche meritato.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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