Basket: Avellino chiude in bellezza un campionato travagliato

DSC_0112La partita che non ti aspetti. Il carattere che c’A? stato solo a tratti. Le emozioni che il pubblico ha vissuto a singhiozzo. Questo A? stato il match che ha visto contrapposta la Scandone di Avellino e la Grissin Bon Reggio Emilia. La squadra di casa doveva riscattare la pessima prestazione dell’andata con gli emiliani che avevano chiuso la partita giA� nel corso del primo quarto. Thomas non si presentA? alla partenza del pullman ma poi giocA? poco piA? di 15 minuti risultando non certo il peggiore tra le file dei biancoverdi. Era la fine del girone d’andata e le velleitA� di Avellino si erano giA� spente contro una realtA� fatta di infortuni, brutte prestazioni, scelte discutibili dentro e fuori dal campo. Una stagione che piA? di un tifoso non vedeva l’ora che finisse. Non tanto perchA� avara di soddisfazioni (essere da 14 anni in serie A per una cittA� come Avellino A? paragonabile alla terza stella conquistata dalla Juve) ma perchA� nata, cresciuta, vissuta in maniera rocambolesca, con giocatori messi fuori squadra, lutti, malanni di vario genere, stati di forma discutibili. C’era quindi piA? di un motivo per onorare l’ultima partita di campionato sul parquet di casa.

Primo Quarto. Thomas e Lakovic sbagliano due tiri facili mentre Kaukenas mette a segno un tiro da sotto. Il play sloveno della Sidigas si riscatta e realizza un tiro dall’arco dei 6.75 subito imitato da Daniele Cavaliero (10-4). Sempre dalla lunga distanza e sempre Lakovic e poi un Foster ritrovato per il finale di tempo (22-13) con Kaukenas e White a tenereA�a galla Reggio Emilia. DSC_0116Secondo quarto. Due minuti e mette piede in campo Biligha che, grazie alle concomitanti assenze di Hayes e Ivanov e con Dragovic fuori rosa, ha a disposizione un minutaggio ben piA? sostanzioso del solito. Di questo se ne accorge White che subisce una delle stoppate piA? belle di questo campionato. Biligha ha bisogno di giocare e della fiducia di allenatore e pubblico. PuA? diventare un campione. Goldwire sostituisce Lakovic in cabina di regia ma non ha un grande impatto sul match. Reggio Emilia si fa di nuovo sotto e a sei minuti dall’intervallo lungo mette la testa avanti di treA�lunghezze (26-29) grazie a Bell e ad una schiacciata di White. Con il rientro in campo di Lakovic le cose sembrano girare meglio e anche Goldwire inizia a macinare gioco e punti. Si va negli spogliatoi con Avellino che conduce di sole quattro lunghezze (43-39). Terzo quarto. I padroni di casa non riescono a mettere in frigo il risultato e gli ospiti con il solito White, Andrea Cinciarini e Silins riescono a metA� tempo a portarsi sul 50 pari. Thomas decide che A? il momento di iniziare a giocare e difendere forte: schiaccia due punti, mette un tiro dalla media e poi una tripla. Sette punti in 4 minuti piA? intensitA� difensiva fanno la differenza. Il periodo si chiude con Avellino in vantaggio di un punto (63-62) e Biligha che fa l’ala forte con discreti risultati. Quarto quarto. Cavaliero e Biligha allargano la forbice e portano Avellino a +6 a sei dal termine. Finalmente ad Avellino entra qualche canestro da tre punti e la differenze con le ultime uscite di campionato si vede eccome. Prima Lakovic e poi ancora Daniele Cavaliero puniscono Reggio Emilia dalla distanza chiudendo di fatto il match (77-65 con 180 secondi sul cronometro). A due minuti dalla fine Vitucci concede la passerella a Lakovic, Cavaliero e Achara mettendo in campo i giovani del vivaio biancoverde, Riccio, Morgillo e Ronconi. Garbage time che vede Avellino ormai paga del risultato e Reggio Emilia che tenta una rimonta impossibile. La partita si chiude sull’82 a 74 per Avellino che strappano gli applausi convinti del proprio pubblico nell’ultima uscita della stagione. L’assenza dai play-off puA? offrire la possibilitA� a societA� e staff tecnico di ragionare con calma sugli errori commessi e programmare una prossima stagione per dare al pubblico di fede biancoverde le soddisfazioni che meritano.

Le pagelle di Avellino

Thomas: primo, secondo e quarto periodoA�non pervenuto. Decide di dare un senso alla serata solo nel terzo quarto, realizzando tutti gli 11 punti del suo bottino totale. L’assenza di Ivanov, come capitato piA? volteA�in questa stagione, si fa sentire e non poco. Ma cosa si puA? recriminare contro un pivotA�che tira con l’80% da due e col 100% da tre, servendo anche tre assist ai propri compagni? 7

Biligha: ha possibilitA� di minuti e riscatto. Gioca tanto, realizza 4 punti prendendo qualche rimbalzo. Ma la cosa piA? bella la fa stoppando White come solo un grande atleta sa fare. Per il resto cincischia un po’ troppo, perde qualche palla che fa arrabbiare coach Vitucci e sbaglia piA? di un tiro che di solito mette a segno con facilitA�. 6

Lakovic: trova la forma nell’ultima giornata di campionato, giusto in tempo per i tornei amatoriali estivi. Se la Scandone ha avuto risultati altalenanti A? stata colpa anche di questa scarsa condizione del play sloveno. L’impegno non A? mai mancato ma non puA? bastare quando il fisico non regge. Oggi segna e fa segnare. Quando non c’A? in campo la differenza finalmente si nota ed A? lecito sperare che, se la sua esperienza avellinese dovesse proseguire, il pubblico veda il Lakovic di fine stagione e non quello spesso KO di gran parte del campionato. Tira da 3 con percentuali stratosferiche (71%). E’ il migliore di Avellino. 9

DSC_0103Goldwire: prestazione piA? che sufficiente per il play arrivato da meno di un mese in Irpinia. Meglio quando gioca da guardia, in realtA�, realizza 3/3 da due ma manca il bersaglio piA? e piA? volte quando si tratta di tirare dall’arco dei 6.75. 7

Cavaliero: 12 punti per l’ultima di campionato dopo aver cantato e portato la croce per tutto il campionato. Meritato turno di riposo per il guerriero della nazionale che a 30 anni A? stato il migliore dei suoi per gran parte della stagione. Nonostante tutto merita un pieno 7

Achara: super prestazione per l’ala forte inglese che deve sostituire l’indisponibile Ivanov. E Kieron si fa trovare pronto. 14 punti, Non sbaglia un tiro nA� da due, nA� da tre, nA� dalla linea della caritA�. L’unica pecca A? a rimbalzo dove ha serie difficoltA� a contrastare i pariruolo di Reggio Emilia, altrimenti avrebbe meritato di dividere il gradino piA? alto del podio virtuale con Lakovic. 8

Foster: non A? solo un ottimo rimpiazzo. E’ anche un ottimo giocatore quando ha la possibilitA� di non essere buttato in campo a poche ore dal suo arrivo. L’involuzione dei primi incontri si A? trasformata in una piacevole evoluzione. Oggi A? anche il secondo rimbalzista della squadra. Pessime le sue percentuali che gli consentono di realizzare solo 10 punti. 6

Morgillo, Riccio, Ronconi: entrano e trovano una Grissin Bon che non si vuole arrendere. Le gambe tremano e commettono piA? di una ingenuitA�. Non A? colpa loro quanto di coach Menetti che non vuole arrendersi all’evidenza della sconfitta subita. S.V.

Voti a perdere

Coach Menetti: fa giocare la propria squadra con onestA�, anche troppa quando a un minuto della fine e sotto di 14 punti il suo omologo biancoverde schiera la primavera e lui tenta di giocare un brutto tiro alla Scandone imponendo ai suoi giocatori di pressare alto sulle rimesse avellinesi. Siamo veramente indecisi se considerarlo un gesto di estrema lealtA� sportivaA�o di estrema scorrettezza. Nell’imbarazzo della scelta preferiamo non assegnare alcun voto. S.V.

DSC_0146Coach Vitucci: si puA? vincere anche con Hayes-Ivanov in tribuna. Nel basket odierno piA? che il pedigree conta la rabbia e le motivazioni che hai dentro. Lakovic aveva qualcosa da dimostrare e l’ha fatto. CosA�A�come l’ha fatto Achara. Quest’anno non A? completamente da buttare. Ma per costruire la prossima stagione bisogna partire da solide fondazioni. Il gioco perimetrale di Avellino A? migliorato nelle ultime uscite mentre le percentuali da due sono scese quasi in maniera altrettanto repentina. Sintomo indiscutibile di una amalgama assente o presente solo a tratti che costringe a forzare tiri quando non ce ne sarebbe bisogno. Thomas soffre l’assenza di Ivanov ed A? una cosa da considerare anche in ottica next season. I rincalzi arrivati in corso d’opera hanno dato un buon contributo anche se non quello che il pubblico probabilmente aspettava. Foster si A? sbloccato e Goldwire ci piace come difende e l’intensitA� che mette quando A? in campo. 7

Lo speaker del PalaDelMauro: tra alti e bassi la stagione A? finita anche per lui. RimarrA� negli annali il suo sconforto dopo che per la terza volta le ballerine entrano in campo durante i time out e l’audio non parte. 8

Il giochino dello sponsor: da vedere e rivedere alcune scenette. Alcune a dir poco esilaranti. Ricordiamo in particolare chi tentA? di indossare il pantaloncino facendolo passare per la testa. Ma ai posteriA�resterA� il tiro da tre da metA� campo centrato da un tifoso biancoverde. 8

Marzullo: non si vede spesso al PalaDelMauro ma quando arriva non passa di certo inosservato. Il capello lungo A? il solito anche se con l’avanzare degli anni somiglia sempre di piA? a quello dell’ex ministro socialista De Michelis. 8

DSC_0138Le ragazze pon pon: hanno una costanza invidiabile e provano a fare quello per cui non sono neppure pagate. Alla fine ci riescono al quarto tentativo. Stoiche. 8

I tifosi di Reggio Emilia in trasferta: due steward e tre poliziotti per controllare le gradinate desolatamente vuote. E io pago, direbbe TotA?. 4

I tifosi di Avellino: c’A? in contemporanea Roma-Juve e la Scandone oramai A? salva. E poi A? pure una bella giornata. Tribune quasi deserte e curve molto meno gremite del solito. Chi ama il basket era al PalaDelMauro: 9. Gli altri erano a casa o per il corso: 4.

Juve Caserta: perde lo scontro diretto per andare ai playoff. Reggio Emilia, vincendo con Avellino,A�avrebbe potutoA�regalare il post season ai bianconeri. CosA� non A? andata. Che peccato. 4 (alla sinceritA� di chi scrive N.d.R.)

 

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Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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