Basket: Avellino passo falso con Pesaro

Tabellino Avellino PesaroPrima partita di campionato e prima sconfitta per la Scandone Sidigas Avellino. In un PalaDelMauro esaltato ed esaltante, i giocatori di coach Vitucci non sono riusciti a prendere in mano le redini di un incontro per lunghi tratti in mano alla Vuelle Pesaro.

La gara. Palla a due e Avellino parte con Lakovic, Dean, Richardson, Dragovic e Thomas. Subito Pesaro fa valere il gioco da due punti in pick&roll che Avellino non riuscirA� mai ad arginare per tutto la��incontro. Il primo quarto finisce con i le canotte rosse in vantaggio di 4 (21-25). Secondo quarto altalenante con Avellino che riesce a contenere il distacco e va al riposo con solo due lunghezze di svantaggio (40-42). Il terzo periodo si apre con una Sidigas uscita piA? pimpante dagli spogliatoi e con Thomas che finalmente riesce ad entrare negli schemi dei biancoverdi. Grazie ai suoi punti e ad un Hayes in grande spolvero la Scandone sembra ribaltare le sorti del match e chiude in vantaggio di 5 punti (65-60). Ultimo quarto al cardiopalma. Si combatte su ogni pallone e la Vuelle sembra dover cedere da un momento alla��altro. Invece A? la Scandone che improvvisamente si ferma, non riesce piA? nA� a penetrare nA� ad attaccare con luciditA� e si affida al tiro dai 6.75. Nei due minuti finali sarA� un tristissimo 0/4 dalla lunga distanza a sancire la prima sconfitta in campionato alla��esordio al PalaDelMauro. Finale 77-80 con Pesaro che meritatamente torna a casa con i due punti.

Pagelle Avellino.

Thomas (15): inizia soffrendo le penetrazioni e i taglia fuori degli avversari. Si riscatta nel terzo quarto prendendo per mano la squadra. Da ricordare un ottimo tiro da tre con una mano super morbida. a�?

Biligha (2): come il suo collega di reparto sembra essere un poa�� indietro con la preparazione e non atleticamente alla��altezza degli avversari. Si trattiene dal commettere i soliti falli di impeto ma rimane sempre fuori dal gioco Sidigas. Si fa stoppare una schiacciata che nelle intenzioni avrebbe dovuto spaccare il tabellone e si riscatta con un contropiede solitario nel finale di gara dopo una buona difesa da��anticipo. a��

Lakovic (12): ha la classica andatura del giocatore reduce da una rassegna estiva continentale. Sa di essere un campione assoluto ma se ne ricorda solo a tratti. Gioca meglio quando A? affiancato da Cavaliero che gli fa da spalla e gli toglie il peso della costruzione del gioco. Jaka non si discute, ma di certo non A? questo il giocatore che ci aspettiamo di vedere sul parquet nei prossimi incontri. a��

Richardson (12): reduce da un fastidioso infortunio nella��ultima settimana si A? allenato poco ed A? evidente che non sia al 100%. Regge finchA� puA?, prende buoni tiri e difende discretamente. Merita la sufficienza per la��impegno. Anche lui non A? ancora quello che vogliamo vedere nelle prossime partite. a�?

Spinelli (0): dA� minuti di riposo a Lakovic senza perA? essere determinante come accade di solito. Tiene bene in difesa ma dimostra i soliti limiti quando si tratta di attaccare la difesa schierata. Nullo in fase realizzativa ha dalla sua il merito di non far sentire la differenza tra lui e il play sloveno anche se, stavolta, appiattendosi verso il basso. a��

Ivanov: A? lui la��uomo che fa la differenza. A causa della sua assenza per un (speriamo) lieve infortunio alla mano la Scandone non riesce a chiudere la difesa concedendo almeno 20 punti su penetrazioni uno contro zero sfruttando il blocco dei lunghi. Inconcepibile per una squadra del massimo campionato. Senza voto, ovviamente.

Dragovic (3): purtroppo va a lui la maglia nera in coabitazione con Dean. Non tanto per la prestazione che rispecchia fedelmente quella della maggior parte dei suoi compagni, quanto per la��evidente differenza tra quando in campo ca��A? lui e quando in campo ca��A? la��ex NBA Hayes. a�?

Cavaliero (12): ricordatevi queste parole. SarA� il miglior sesto uomo del campionato di basket italiano. Quando ca��A? lui in campo la differenza si sente e si vede. E anche gli avversari sembrano meno marziani. Sia in coppia con Lakovic o Spinelli che play unico con Dean, riesce sempre a ragionare chiudendo lo schema di coach Vitucci. Peccato per un paio di svarioni (un tiro da tre orribile e una palla persa che grida vendetta) che non gli consentono di sollevarsi da una onesta sufficienza. a�?

Hayes (18): il migliore dei biancoverdi. Esce dalla panchina e dimostra dopo 10 secondi che in NBA non si gioca per caso. Prende buoni tiri pagando un poa�� in difesa la mancanza di atletismo e condizione. Da rivedere tra due mesi. Se la mano rimarrA� la stessa e la condizione migliorerA� non ci saranno dubbi sul chi deve partire titolare. a��

Dean (3): la��uomo di coach Vitucci, quello che piA? nel precampionato ha elogiato la��ex tecnico di Varese, ha tradito le aspettative. Gravato subito di 2 falli, per una buona metA� della��incontro ha visto la partita seduto in panca. In campo ha deluso da tre (il suo marchio di fabbrica) prendendo tiri che sembravano mattonate e in difesa non A? mai stato incisivo. Prende un ottimo sfondamento nel terzo quarto quando la Sidigas gioca il suo basket migliore, rivelandosi perA? fuoco di paglia. a�?

Coach Vitucci: in conferenza stampa prepartita era stato buon profeta. Pesaro non sarebbe stato un avversario facile. Ed infatti, puntualmente, in campo si A? visto ciA? che la��ottimo tecnico aveva previsto. Da rivedere tutto la��impianto difensivo (non si possono lasciare agli avversari dieci canestri in layup solitario) e il minutaggio di Cavaliero e Hayes che, a nostro avviso, meriterebbero piA? spazio a discapito di un Dragovic ancora acerbo e di un Dean e di un Lakovic non in grande forma. a��

Pagelle Pesaro.

Musso (16): nelle rotazioni di Pesaro incide tanto quanto i suoi compagni USA ma rispetto agli altri A? anche letale dalla lunga distanza con quattro realizzazioni su sette tentativi. a��

Terenzi (0): gioca un minuto. Solo per mettere a referto una presenza nel campionato. Senza voto.

Young (10): senza Pecile a guidare la��attacco pesarese lui e Turner si fanno carico di smazzare le carte per gli attacchi della Vuelle. Letale in penetrazione e in step back riesce a reggere per 30 minuti ad altissimo livello. a��

TrasoliniA�(18): A? lui che prende per mano Pesaro con statistiche pulitissime. 80% da due e 100% ai tiri liberi. Non prende mai tiri dai 6.75. Davvero un ottimo acquisto. a��

Amici (9): giocare nella cittA� dove si A? nati dA� sicuramente qualcosa in piA?. Il ragazzo mette impegno, vigore fisico e atleticitA�. Regge quasi tutto la��incontro riposando solo 7 minuti. Se non fosse inserito in una squadra dove tutti danno qualcosa in piA? di ciA? che hanno si direbbe che da solo regge la��intero reparto. Leone. a��

Anosike (6): sporca le proprie statistiche con un misero 50% al tiro da 2, compensa con tanto impegno difensivo (sei rimbalzi) ciA? che non riesce a dare in attacco. Da rivedere. a�?

HamiltonA�(3): buon sostituto, dA� fiato ai propri compagni di reparto con 15 minuti di grande impegno. Purtroppo non lo sorreggono le percentuali. a��

TurnerA�(18): trentacinque minuti di puro spettacolo. Fa a pezzettini la difesa Sidigas e con le sue penetrazioni fa passare brutti momenti a coach Vitucci e ai tifosi biancoverdi. a��

Coach Della��Agnello: la��unico suo difetto A? quello di aver militato a Roseto (si scherza). Partita letta alla perfezione senza paura e giocando una partita di forza ma con tanta qualitA�. Non sarA� facile vincere ad Avellino e lui A? fortunato ad incontrare la Sidigas alla prima uscita stagionale. Ma si sa, la fortuna aiuta gli audaci. La��ossatura del gioco di Pesaro la��ha data lui. La carne la mettono i giocatori. Tutto comunque di ottima qualitA�. a�?

In conclusione, non A? certo questo il momento di mettere alla berlina coach Vitucci e i giocatori di Avellino. Un passo falso ci puA? stare. Pistoia dista solo sette giorni e poche centinaia di chilometri. In settimana sarA� necessario lavorare forte e bene. Sperando che domenica il a�?sindacoa�? possa contare finalmente sul roster completo. Tocchiamo ferro ea�� in bocca al lupo!

Nota di colore: la maglietta distribuita gratuitamente agli abbonati ha, a detta degli stessi, un colore orrendo. Verde mestizia. Doveva essere indossata per creare uno spettacolare e coreografico gioco di colori ma con un verdone cosA� spento al massimo ci si puA? andare alle esequie di un parente o a fare birdwatching mimetizzandosi tra le fresche frasche. Voto a�? a chi ha scelto la tonalitA� di verde.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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