Basket: Avellino si sbarazza di Caserta aggiudicandosi il derby

Sidigas Avellino - Pasta Reggia CasertaDerby della Campania. Rispettato il pronostico che vedeva la Sidigas Avellino favorita sulla Pasta Reggia Caserta. Partita giocata anche sugli spalti dove le due tifoserie si sono scambiate cori e sfottA? per tutta la durata della��incontro. Ma di questo e da��altro parleremo ampiamente piA? sotto. Primo quarto con la Sidigas che non trova la quadratura del cerchio e arranca dietro Caserta contenendo lo svantaggio grazie ai soliti Ivanov e Thomas autori di 8 punti in due (15-17 alla prima sirena). Il secondo quarto vede una Sidigas corsara che grazie ai giocatori usciti dalla panca ricuce lo svantaggio e chiude avanti di cinque alla��intervallo lungo (37-32). Cavaliero sugli scudi autore di 10 punti con 2/3 sia da due che dalla��arco dei 6.75. Nota di demerito a Vitucci che non riesce a contrastare i contropiede dei casertani che realizzeranno oltre il 50% dei punti totali con la difesa di Avellino non schierata.
Alla��uscita dagli spogliatoi le due squadre sonnecchiano e sparano a salve sia dalla corta che dalla lunga distanza. Le percentuali prossime per difetto al 30% sono il sintomo di due squadre che non hanno ancora trovato la confidenza necessaria col canestro. Unica nota positiva, la��ingresso in campo di Nikola Dragovic autore di una tripla e, finalmente, sul parquet con un poa�� di cattiveria difensiva ed intelligenza. GiocherA� solo 6 minuti ma stavolta la prestazione A? piA? che sufficiente. La��ombra del taglio paventato in settimana ha sortito la��effetto sperato. A fine terzo quarto una svista arbitrale grande quanto una casa fa infuriare coach Vitucci e sarA� il preludio di due tecnici fischiati uno dietro la��altro ad una Sidigas nervosa e di certo non a torto. La��arbitraggio di un derby non A? sicuramente cosa facile, ma la terna di stasera ha fatto di tutto per complicarsi la vita non fischiando almeno dieci falli evidentissimi commessi da Caserta ai danni dei lunghi biancoverdi e sbagliano almeno un paio di chiamate sempre ai danni della Sidigas. Ultimo quarto che vede Avellino anche a +10 in controllo totale del match che perA? si riapre grazie ad una tripla di Mordente che fa rivivere al pubblico avellinese i brutti momenti del derby casalingo dello scorso anno. Per fortuna Lakovic e Dean con una tripla a testa spengono le velleitA� di rimonta della Pasta Reggia e la partita si chiude con la meritata vittoria di Avellino per 76 a 70.

Le pagelle di Avellino.

Thomas (10 punti): Prende nove rimbalzi e fa la solita partita tutta fisico e cuore. La mano non A? quella delle prime tre di campionato ma consegna alla storia una��altra buona prestazione . a�?
Lakovic (11 punti): mette in fila la��ennesima prestazione sottotono. Non A? il Lakovic che vogliamo vedere. Ha il merito di mettere a segno una tripla importantissima a ridosso di un tentativo di Caserta di rientrare in partita. Capitan Spinelli e Cavaliero non lo fanno affatto rimpiangere. Ca��A? ancora molto lavoro da fare ma la strada A? quella giusta. a��
Richardson (6 punti): gioca 21 minuti ma non incide nella��economia della partita. Ha assolutamente ragione quando si lamenta che i compagni non lo servono a sufficienza. Un giocatore come lui ha bisogno di sentirsi al centro del gioco. Detto questo, la colpa non puA? essere solo dei compagni quando si hanno simili prestazioni. a��
Ivanov (15 punti): gioca praticamente tutta la partita, prende 15 rimbalzi e fa 7/7 da due punti. Prestazione eccellente. Ma non ci stupisce. Ea�� un campione. Se gli arbitri avessero fischiato tutti i contatti subiti dentro il pitturato casertano la partita sarebbe finita dopo due quarti. a��
Dragovic (3 punti): finalmente riesce a sollevarsi dalla mediocritA� in cui era precipitato dalla��inizio della stagione. Segna una tripla ma A? la��unico suo tentativo. Positivo anche in fase difensiva (prende 2 rimbalzi in 6 minuti di utilizzo), riesce a strappare un applauso convinto al pubblico avellinese. a�?
Cavaliero (14 punti): 22 minuti di puro agonismo. Fa la differenza quando chi A? partito nello starting five tira il fiato. Ea�� il sesto uomo che ogni squadra vorrebbe in campo. Consigliamo di dilatarne i tempi di utilizzo. a��
Dean (5 punti): pensavamo che col cambio di numero sulla maglia avesse finalmente risolto i problemi col canestro. Nulla da fare. 25% da due e 33% da tre A? ciA? che mette a referto. Si rifA� con una discreta propensione difensiva e con una tripla messa quando ce na��era davvero bisogno. a�?
Spinelli (6 punti): lui e Cavaliero hanno il merito di entrare a partita iniziata e fare meglio sia di Dean che di Lakovic. Quattro assist in 13 minuti di utilizzo e la precisione al tiro dalla linea della caritA� (4/4) sono il marchio di fabbrica della prestazione odierna. a��
Hayes (6 punti): entra e dA� il suo contributo di rimbalzi e punti. Viene dimenticato in panca da coach Vitucci e forse meriterebbe di giocare qualche minuto in piA?. Reagisce ad una pessima chiamata arbitrale con due punti e un rimbalzo dalla��altra parte del campo. Campioni si nasce e lui modestamente lo nacque! a�?
Coach Vitucci: lo diciamo sempre. Ha coraggio da vendere. Rischia Dragovic e gli va bene, continua a non schierare contemporaneamente Cavaliero e Dean. Di certo avrA� le sue ragioni ma a noi piacerebbe vederli in campo per un quarto intero. Abbiamo il sospetto che il pick&pop potrebbe solo averne giovamento. Biligha sembra essere fuori dai progetti e dagli schemi della��allenatore ex Varese e ciA? dispiace sia per la giovane etA� del ragazzo, sia per il futuro che potrebbe avere un centro italiano di tale classe sia nella squadra di club che in nazionale. Si indigna per qualche chiamata arbitrale davvero inspiegabile e si vede ad occhio che non gli va assolutamente di perdere. Ha la fortuna che il collega di Caserta abbia una point guard titolare, Hannah Stefhon, davvero scarsa che facilita il compito difensivo di Avellino per la bellezza di 34 minuti. a�?

La��avversaria.

Speriamo di non essere buoni profeti ma Caserta questa sera ci ha impressionato negativamente. Pessimo il play, inconsistente il reparto lunghi, si affida ai soliti Mordente, Vitali e Michelori che tirano la carretta ma non possono di certo cambiare le sorti della��incontro. Con questo roster non crediamo che i casertani possano andare lontano. Si salva il solo Moore autore di 17 punti e poco altro. I giocatori di coach Molin litigano anche dalla linea della caritA� mettendo a referto un misero 50% di realizzazioni. Persino il pubblico amico sembra crederci solo fino ad un certo punto, andandosene sconsolato al termine della��incontro e con la contezza che da qui in avanti il campionato sarA� decisamente in salita.A�a��

Nota polemica.

La curva nord data ai tifosi casertani e i distinti nord a fare da cuscinetto per evitare il contatto tra le tifoserie sono scelte giuste. Ma giA� in settimana avevamo sollevato dubbi sulla collocazione degli abbonati Sidigas di curva nord e dei distinti nord in curva sud e nei distinti sud. Avevamo detto che si sarebbe creata confusione. Confusione non A? la parola giusta. La parola giusta A? pericolo. In curva sud le gradinate erano piene e anche le scale erano occupate dai tifosi. Gli steward della societA� nulla hanno fatto (e forse nulla potevano fare) per impedire ai tifosi di occupare le vie di fuga e le scale. Cosa indegna e vergognosa se si pensa che nelle altre partite gridano e si agitano se una bambina oltrepassa di qualche centimetro il pitturato giallo che delimita le scale di accesso ai settori. Riteniamo che un derby, proprio per le caratteristiche di a�?partita a rischioa�? debba avere misure di sicurezza maggiori e non minori rispetto al resto delle partite casalinghe. Le tribune desolatamente vuote per ampi tratti potevano ospitare la maggior parte se non tutti i tifosi abbonati della nord senza causare troppi fastidi agli abbonati di tribuna e al contempo, garantendo la sicurezza alla��interno di tutto il palazzetto. La Scandone dovrebbe prendere questa segnalazione e provvedere affinchA� certe cose non si abbiano piA? a verificare. La sicurezza del pubblico non A? meno importante di un biglietto venduto. La nostra proposta per la partita della��anno prossimo (augurandoci che Caserta resti nel massimo campionato) A? quella di dare la possibilitA� di acquistare ad un prezzo scontato un biglietto di tribuna presentando la��abbonamento di Curva Nord (e obliterandolo per evitare che qualcuno se ne approfitti). Chi non volesse spendere potrA� andarsene come tutti gli anni in Curva Sud. Siamo certi che molti, pur di non trovarsi nella caotica, bellissima e apprezzabilissima baraonda del tifo organizzato sceglierebbero di pagare per godersi il derby dalla tribuna. Si riempirebbero le tribune e si svuoterebbe un poco la sud dando un senso alla presenza degli steward e ripristinando un minimo di legalitA�.

Nota di colore.

Bellissima la coreografia degli Original Fans. Bandierine colorate bianche e verdi e il solito grande bandierone col lupo biancoverde a coprire la parte centrale della curva. A chiudere lo striscione “Un’unica bandiera sventola fiera”. SPETTACOLO. Non crediamo che i tifosi siano il sesto uomo in campo, in fondo sono i giocatori a scendere sul parquet, non gli spettatori. Ma sugli spalti si gioca lo stesso una partita. Fischi, incitamento, applausi e cori sono il modo con cui il pubblico partecipa alla��incontro. E i giocatori sentono la��affetto di chi li incita per quaranta minuti senza sosta e senza soluzione di continuitA�. Le partite non le vince la Curva Sud. Ma le vince anche la Curva Sud. E quando stasera abbiamo visto Marco, capo storico del tifo biancoverde salire sulle transenne come i vecchi tempi ed incitare il pubblico a sostenere la squadra abbiamo capito che la partita non poteva che avere il risultato che ha avuto. Come dicono qui in Irpinia, Avellino vince e Caserta vede di vincere.

Nota stonata.

Abbiamo visto con i nostri occhi un oggetto lanciato dagli spalti che ospitavano i tifosi casertani all’indirizzo dello spazio riservato alla Sezione Centauri del tifo biancoverde. Per chi non lo sapesse A? lo spazio riservato alle persone diversamente abili. Cose del genere non vanno neppure commentate. L’onore e la dignitA� si vedono soprattutto nella sconfitta.

http://youtu.be/-UuFmJD4KFo

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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