Basket: Dr. Je’Kel e Mr. Dean. Foster A? di Avellino. Dean sempre piA? a rischio.

Je'Kel Foster CollegeLa Scandone Avellino comunica di aver ingaggiato fino al termine della stagione la guardiaA�Je’KelA�Foster, vecchia conoscenza del basket italiano avendo militato nella formazione di Cremona nella stagione 2010/2011.

Nasce il 22 luglio del 1983 a Natchez,A�A�cittA� degli Stati Uniti d’America, capoluogo della contea di Adams nello stato del Mississippi e famosa per essere stata una delle cittA� crocevia delle lotte razziali del KKK e di quelle per i diritti civili del NAACP sfociateA�A�nell’attentato delA�27 febbraio 1967 nel quale perse la vita Wharlest Jackson Sr. la cui unica colpa era quella di aver ricevutoA�da poco una promozione in una posizione precedentemente “riservata” ai bianchi. Insomma, non il posto migliore per nascere “colored”.

Cresce nellaA�Natchez High School, una scuola pubblica frequentata al 90% da afro-americani da cui, molti anni prima, era passato anche il grandissimoA�Perry Lee Dunn, ex stella del football americano, running back degli anni ’60 nella National Football League per i Dallas Cowboys, gli Atlanta Falcons e i Baltimore Colts. Nel 2002 si trasferisce all’Howard College in Texas per poi passare in Florida nel Chipola College e in ultimo terminare gli studi di sociologia all’Ohio State University.

Matrimonio Foster

In Texas, nella prima stagione di college, tira con oltre il 46% da due punti e col 40% dall’arco dei 6.75 facendo 82 assist e rubando 77 palle. La squadra, grazie al suo importante contributo, A�colleziona una striscia di 30 vittorie e sole due sconfitte.A�A Chipola, Foster viene premiato con il “Florida Junior College Player of the Year” e risulta l’MVP del “Florida Junior College Tournament”. Per Ohio State parte dalla panchina nelle prime 20 partite della stagione mentre successivamente conquista sul campo di partire nello starting five. Lascia nel 2006 l’UniversitA� in Ohio per iniziare l’avventura da professionista nel basket del vecchio continente ma lascia ottimi ricordi tanto che gli OhioStateBuckEyes dicono di lui: “Je’Kel Foster A? leader con l’esempio sul campo. Le caratteristiche sono: la frenesia, la predisposizione alla difesa e l’atteggiamento never-give-up (mai domo).A�Fa le piccole cose necessarie per vincere, non forza i colpi,A�si butta sulle palle vaganti, non ha paura del contatto fisico.

Arrivato in Europa, per la precisione in Germania alA�Ludwigsburg, aiuta la squadra a classificarsi seconda in campionato e a meritare il terzo posto nella Coppa di Germania. L’anno successivo va a fare esperienza nel campionato francese nelle file delA�Paris-Levallois dove gioca con una vecchia conoscenza del basket irpino: l’ala forte Jurica Golemac. In Francia, da titolare inamovibile, realizza 15 punti di media, giocando ben 34 minuti a partita. Finita l’esperienza francese, torna in Germania dove gioca due stagioni nelle file dell’Oldenburg. Il primo anno con la squadra teutonica conquista lo scudetto e arriva nei primi 16 di Euro Challenge. L’anno successivo raggiunge i quarti di finale in campionato mentre disputa la reagular season di Euro League. E’ compagno di Marco Scekic, ex CantA? eA�attuale pivot di Varese. Questo A? anche l’anno del matrimonio con la bellissima Ayra, conosciuta ai tempi del college in Ohio. A�Al termine della stagione lascia nuovamente la Germania ma questa volta per accasarsi in Italia con la canotta della Veroli Cremona. In pianura padana disputa un buona stagione con A�ottime percentuali che perA? non gli valgono la riconferma per l’anno successivo. Il sottile filo che lo lega alla terra delle Valchirie lo porta ad accettare l’offerta del Bayern. A Monaco gioca fianco a fianco con il “fuggitivo” Chevon Troutman, indimenticato pivot biancoverde dalla fuga facile, arrivando sesto in campionato e ai quarti di finale nei play off. A fine stagione viene tagliato per motivi disciplinari per non essersi presentato reiteratamente agli allenamenti (e qui ci ricorda qualcuno di nostra conoscenza). Nel suo ping pong in giro per l’Europa nel 2012 si accasa in Belgio con loA�Spirou Charleroi che disputa l’Eurocup, svincolandosi perA? a dicembre e passando all’Alba Berlino quando la propria squadra esce dalla competizione continentale. A fine stagione lascia nuovamente la Germania per ritornare in Francia con Nanterre. Firma un contratto fino a fine 2013 che non gli verrA� rinnovato a causa sconfitta contro il Fenerbahce che procura alla squadra francese l’uscita dall’Eurolega.

E cosA� siamo ai giorni nostri. Il 5 febbraio 2014 Foster daA�Natchez, trentenne dal passato remoto fulgido e passato prossimo un po’ zoppicante, firma con Avellino un contratto che lo legherA� al club irpino fino al termine della stagione. Se sarA� un ottimo affare o meno lo diranno le prossime settimane. Foster dovrA� inserirsi in un gruppo che sembra finalmente aver raggiunto la quadratura del cerchio. Vitucci saprA� di certo di aver acquistato un giocatore che ha avuto in passato gli stessi problemi che oggi ne hanno consigliato l’acquisto. IlA�Je’Kel del college A? un lontano ricordo. Ora al suo posto c’A? un uomo abituato a calcare i parquet europei. Un giocatore forte che fa della difesa asfissiante la sua arma principale. Ha ottime doti di tiratore ma A? abituato a giocare tanto. Nella Sidigas di oggi, a corto di rotazione nel reparto piccoli, potrA� trovare spazio sia nello spot di play che in quello di guardia. Il suo atletismo e la sua altezza (191 centimetri), potrebbero perA? farlo diventare un’ottima risorsa anche come ala piccola. Paragonare Foster a un ex A? difficile e metterebbe troppe responsabilitA� in capo al giocatore. Di sicuro A? piA? continuo di Dean e Richardson messi assieme e ha dalla sua una propensione difensiva che JR non ha mai avuto in carriera. Anche solo questa constatazione deve far sperar bene i tifosi avellinesi.

A noi piace per due motivi. Primo. Il modo con cui difende sugli avversari: sempre molto presente e vicino, usa il cervello piA? che la potenza fisica (che comunque possiede). Secondo motivo. Il cambio di passo che, considerate le debite differenze, in penetrazione lo fa assomigliare a Marques Green. Siamo certi che col primo ankle breaker farA� restare a bocca aperta il pubblico avellinese. Insomma, per capirci, A? un Dean piA? stabile dal punto di vista fisico ed emotivo. Nel ciclismo sarebbe un passista. Un ciclista che non ha grandi picchi e neppure grandi lacune ma che nel lungo periodo A? una garanzia di affidabilitA� e concretezza. La classe non gli manca. Deve solo dimostrare che A? ancora quello ammirato al college e nei primi anni di Europa. In bocca al lupo Je’kel!

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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