Basket: Montegranaro batte Avellino e vede la salvezza

3Coach Vitucci nel post partita sembra stanco di una stagione giocata sempre sulle promesse non mantenute. Sia prima dell’incontro casalingo con Milano che prima del match contro Montegranaro, il coach di Avellino aveva predicato fiducia nella squadra e chiesto impegno per onorare il finale di un campionato vissuto tra molti bassi e qualche alto. Purtroppo entrambe le partite non si sono incanalate come il coach biancoverde avrebbe sperato. Ma se contro Milano e contro Lamonica non c’era stato nulla da fare, considerate anche le forze in campo, quella di ieri con Montegranaro era una partita che si poteva e si doveva vincere. E’ vero che i padroni di casa si stavano giocando le ultime chances di salvezza, A? vero che le motivazioni vogliono dire molto se non tutto in uno sport come il basket. Ma quest’anno la Scandone ha fallito proprio in questo. Non A? mai riuscita a confermare quanto di buono fatto una settimana prima o, peggio, ha confermato spesso quanto di brutto fatto nella partita precedente inanellando passaggi a vuoto durati tre, quattro, cinque o piA? incontri. Vitucci questo lo ha capito, fin da subito. Ma non A? mai riuscito a trovare la chiave per scardinare quell’apatia che ciclicamente ha colpito i suoi giocatori. A questa apatia si sono aggiunti problemi sia fisici che comportamentali talmente gravi da non consentire mai, nel corso della stagione, di allenarsi e preparare un incontro con la serenitA� necessaria. I nuovi innesti, poi, che dovevano garantire l’accesso ai play off o quanto meno una salvezza conquistata con autoritA�, non hanno fatto faville ed hanno impressionato piA? per le prestazioni decisamente sotto le aspettative che per i pochi sprazzi di bel gioco offerti al pubblico Avellinese. Non A? ancora il momento di tirare le somme, c’A? ancora da riscattare la pessima figura fatta nella partita di andata contro Reggio Emilia e congedarsi dal pubblico amico con dignitA� ed onore sperando che Thomas non perda la filovia per il PalaDelMauro (consigliamo vivamente l’uso del taxi).

Primo quarto. Avellino parte in sordina e Montegranaro ne approfitta per mettere la prima tripla dell’incontro ad opera di Mitrovic su assist di Campani. Dopo una partenza sonnecchiante, i biancoverdi mettono in fila 5 punti con una tripla di Cavaliero e una schiacciata di Thomas sempre su assist di Cavaliero portando per la prima volta Avellino davanti a Montegranaro. Il tempo si chiude sul 23 – 20 per i padroni di casa con Sakic, Foster e Cavaliero che nell’ultimo minuto fanno impazzire il pubblico con un vero e proprio Three Point Contest.

Secondo quarto. Valerio Mazzola, lungo di Montegranaro si esibisce in due stoppate consecutive ai danni prima di Foster e poi di Thomas. Avellino subisce il gioco degli avversari e riesce a tenersi a galla grazie al solito Cavaliero e ad un Foster in buona vena realizzativa. Il periodo si chiude sul 43 – 40 e gli arbitri mandano le squadre negli spogliatoi sul tiro da lontano fallito da Lakovic.

Terzo quarto. Un nuovo canestro dall’arco dei 6.75 di Foster e una schiacciata di Thomas riportano i biancoverdi in vantaggio ad inizio quarto. Una tripla di Cavaliero e un appoggio a tabella sempre del solito Foster danno il passimo vantaggio ad Avellino (+7). Cinciarini, Sakic e Mazzola ricuciono lo strappo portando i padroni di casa a meno 2 (59-61 sulla sirena)

Quarto quarto. Si gioca punto a punto. Quando Montegranaro e Cinciarini sembrano scappar via, A? una tripla di Cavaliero che riavvicina Avellino. Gli ultimi minuti sono convulsi. Le squadre provano a portare a casa il risultato ma si sbaglia molto sia da due che da tre punti. Due canestri di Ivanov da due punti e un tiro dalla linea della caritA� del bulgaro, consegnano la partita all’over time. NA� Montegranaro nA� Avellino riescono a chiudere l’incontro a proprio favore. Cinciarini e Sakic potevano chiudere il match da una parte mentre reattivitA� maggiore e precisione nei liberi potevano dare la vittoria ad Avellino.

Supplementare. L’ex Cinciarini continua a stare in cattedra e nei cinque minuti di over time consegna ai propri tifosi tre triple e nove punti che pesano sulle sorti della partita. Dall’altra parte Thomas e Lakovic sbagliano dalla lunga distanza. Il play sloveno mette a segno quattroA�tiri liberi grazie a due falli degli avversari e Thomas realizza un canestro + fallo portando Avellino ad una sola lunghezza da Montegranaro. Nell’azione successivaA�Kudlacek subisce fallo dalla difesa ospite e realizza entrambi i tiri liberi portando la sua squadra a +3. Foster ha nelle mani la tripla del pareggio ma la fallisce. Avellino subisce l’ennesima sconfitta di questo tribolato campionato mentre Montegranaro vede la salvezza piA? vicina. Risultato finale 99-96.

Le pagelle di Avellino.

Thomas: 19 sono un buon bottino. Ma continuiamo a ripetere che fare tanti punti non significa fare eccellentiA�prestazioni. Il pivot USA manca a rimbalzo e sbaglia qualche taglia fuori sui lunghi avversari. Sembra concentrato in fase realizzativa ma quando si tratta di difendere o favorire il gioco dei compagni sta sempre un po’ sulle gambe.A�6

Biligha: entra sei minuti ma non incide sulle sorti dell’incontro. Etereo. S.V.

Lakovic: 21 punti. Vale lo stesso discorso fatto per Thomas ma con le scusanti dovute ai tanti problemi fisici avuti nel corso della stagione. La classe c’A? e si vede (10/10 ai liberi ne sono una testimonianza). Ma quando parliamo di percentuali al tiro in movimento, sia dalla corta che dalla lunga distanza, sembra di giudicare un giocatore diverso, molto piA? scarso e con propensione a canestro pari a zero. Prende un rimbalzo in piA? di Thomas. Qualcosa vorrA� dire.A�6

Spinelli: sessanta secondi di utilizzo in cui riesce a commettere un fallo. Per il resto dell’incontro incita i propri compagni seduto in panca. Come motivatore varrebbe 8, per la prestazione in campo 5

Ivanov: doppia doppia per il bulgaro di Avellino autore di 14 punti e 13 rimbalzi. Sbaglia 3 triple e altrettanti tiri liberi mentre da due punti realizza solo il 50% dei tiri. Anche per lui vale il discorso fatto per i compagni. Si fosse giocato con Montegranaro con l’intensitA� messa contro Milano, oggi si parlerebbe di un larghissimo successo di Avellino. 6

Goldwire: Vitucci lo utilizza per diciotto minuti credendo che sia lo stesso giocatore visto al PalaDelMauro contro gli ambrosiani. Invece in campo entra il fratello gemello scarso e impaurito. L’unica nota positiva sono i 4 assist che distribuisce ai compagni. Per il resto A? notte e non c’A? neppure la luna. 4

Cavaliero: realizza 21 punti giocando praticamente tutta la partita. E’ un gladiatore. Con 5 Cavaliero in campo non ce ne sarebbe per nessuno. Avellino purtroppo puA? schierareA�un Cavaliero e 4 stallieri. Le sue triple tengono a galla Avellino quando Montegranaro sembra poter scappar via. Il 70% di realizzazioni da tre parla chiaro. Oggi A? il migliore con la casacca biancoverde 8

Achara: si adatta al clima da “garbage match” di molti suoi compagni. Prende tre buoni rimbalzi e prova a dare il suo contributo. Non ci riesce. 5

Foster: 21 punti, 100% di liberi, 60% da tre e 5 rimbalzi. Ottima prestazione per l’ex Nanterre. Peccato per l’ultimo tiro fallito. 7

Voti a perdere

Cinciarini: da solo vale mezza Montegranaro. L’unica soluzione per Avellino era abbatterlo. Tira con percentuali stratosferiche e meriterebbe di sicuro di giocare in ben altra formazione. 9

A�4 CampaMitro 2

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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