Basket: pronostici rispettati. In finale Milano e Siena.

Milano Sassari

Milano batte Sassari e vola in finale

Ed alla fine non ce l’hanno fatta. NA? Roma nA� Sassari hanno potuto nulla contro lo strapotere delle corazzate del nostro campionato. Sconfitte con percorsi sostanzialmente diversi ma la realtA� A? che chi oggi festeggia l’entrata in finale era piA? forte, troppo forte.

Roma perde anche gara 5 e per i capitolini sfuma il sogno di arrivare in finale. In tutta la serie Siena non ha mai dato l’impressione di essere in difficoltA�, concedendosi una piccola pausa in dirittura d’arrivo. Le motivazioni e coach Crespi hanno consentito ai toscani di trovare quel quid in piA? per sovrastare atleticamente e mentalmente i giallorossi di coach Dalmonte. Con una societA� che probabilmente scomparirA� dal panorama cestistico italiano, i giocatori della Mens Sana hanno saputo trovare stimoli e continuitA� che, uniti ad un roster di tutto rispetto, hanno consentito un cammino sostanzialmente semplice fino a questo punto. A Roma non A? bastato uno stratosferico Mbakwe autore di una serie playoff straordinaria con numeri che hanno demolito i precedenti record (59 rimbalzi nella serie semifinale, 7 doppie doppie in otto gare disputate). Scommettere su Siena era voler vincere facile. Quando arriva in semifinale A? difficile che sbagli e, di solito, in finale concede la replica e vince. Probabilmente quest’anno sarA� molto piA? dura ma gli uomini di coach Crespi, almeno dal punto di vista mentale, sembrano avere qualcosa in piA? di Milano.

Discorso parzialmente diverso per la seconda semifinale scudetto che vedeva impegnate le formazioni di Milano e Sassari con la prima ad avere il vantaggio del fattore campo. Gli ambrosiani, forti di una panchina lunga come quella del Milan di sacchiana memoria, hanno giocato con la convinzione che prima o poi le forze dei sardi sarebbero venute meno. Milano che puA? concedersi di tenere fuori Hackett e non risentirne affatto, Milano che sotto le plance ha uno strapotere fisico che i lunghi di Sassari hanno grosse difficoltA� ad arginare. Per non parlare di un piA? che ritrovato Langford che addirittura, in assenza del nazionale italiano pari ruolo, sembra giocare molto, molto meglio. Sassari dal canto suo ha fatto ciA? che poteva, forse addirittura piA? di quello che poteva. L’unico vero rimpianto A? aver gettato al vento il fattore campo che se perA�Milano non era mai stato fondamentale, per i sardi era l’unica speranza per ribaltare le sorti della serie. Gara 6 sei A? stata la giusta sintesi delle cinque partite precedenti. In un Palaserradimigni stracolmo ma decisamente sottotono (almeno a sentire l’audio RAI) Sassari non A? mai riuscita ad imporre il proprio gioco fatto di transizioni non particolarmente veloci ma di un gioco offensivo capace di liberare alA�tiro i cugini Diener, Thomas, Green e gli altri. Che ce l’abbiano messa tutta A? fuori di dubbio. Come fuor di dubbio A? che lo schianto era inevitabile. Prima o poi i sardi avrebbero ceduto le armi, piA? la serie si allungava e piA? era chiaro che i soldi di Milano erano serviti, piA? che a costruire un quintetto forte, a mettere su una squadra con 10 titolari (gente come Kangur sarebbe partita nel quintetto base in ogni altra squadra italiana). E alla lunga questa superioritA� di mezzi si A? fatta sentire.A�Coach Meo Sacchetti al termine della serie cosA� saluta la stagione che per Sassari A? purtroppo terminata in anticipo: “E’ finita questa avventura, abbiamo fatto cinque partite in cui siamo riusciti a tenere i valori equilibrati tra le due squadre ma nell’ultima partita non ci siamo riusciti, loro hanno maggiore spessore fisico e hanno dominato a rimbalzo, dopo un primo tempo cosA� recuperare A? difficile soprattutto se non riesci ad impensierirli. Complimenti a loro e in bocca al lupo per la finale, mi dispiace solo che l’ultima partita di Travis Diener sia stata caratterizzata da un infortunio”

Coach Crespi

Coach Crespi

Ed ora Milano contro Siena. Pronostico nettamente a favore dei lombardi che sembrano avereA�uno slancio completamente diverso rispetto agli avversari. Siena dal canto suo ha forti motivazioni dovute ai problemi societari. Nel recente passato (vedi Montegranaro) le squadre in evidente deficit societario hanno dimostrato di trovare stimoli e risultati che si credevano impossibili da raggiungere. Questa A? la forza di Siena, unita all’alone di ritrovata simpatia che la circonda. Quest’anno A? Milano la corazzata. Siena A? l’outsider che puA? far fare pessima figura ai campioni di coach Banchi.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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