Basket Serie A: Avellino batte Brindisi. Pessimo l’arbitraggio.

Terna arbitrale

Terna arbitrale

Ea�� doloroso assistere a questo tipo di incontri: un poa�� per il cuore che si spera resista a tutte le emozioni della gara, un poa�� per la consapevolezza che un arbitraggio mediocre puA? condizionare la��intero percorso di un match. Questo A? successo nel pomeriggio al PalaDelMauro dove si affrontavano le formazioni di Avellino e Brindisi reduci la prima dalla bella vittoria di Bologna e la seconda da un inizio di campionato inaspettato ed esaltante. Prima della partita gli Original Fans sottolineano con uno striscione eloquente il trattamento riservato loro nella trasferta brindisina dello scorso anno (pochissimi biglietti e OF costretti a disertare il palazzetto). a�?Regolamento FIP art. 4.3: settore ospiti 10% capienza totale. PerchA� la legge non A? per tutti uguale? O tutti o nessunoa�?. Ci sentiamo di condividere in pieno la veemente protesta del tifo organizzato biancoverde che non chiede altro che il rispetto delle regole. La FIP e tutto il movimento basket dovrebbero prendere coscienza che i tifosi vanno trattati con rispetto perchA� A? anche grazie a loro se la baracca regge. Palla a due con Avellino che schiera ancora Cavaliero al posto di Dean. Da qui in poi gli arbitri iniziano lo show. Sulla Scandone piove una gragnuola di chiamate per presunti falli antisportivi e tecnici. Lakovic in due minuti si ritrova giA� con 4 falli a carico e rischia di farsi espellere tanto che sono i compagni della panchina a doverlo trattenere dal rientrare in campo per far valere le proprie ragioni. Non meglio va a Cavaliero anche lui con 4 falli prima della sirena di metA� partita. Gli arbitri entrano in confusione e per ben due volte devono rivolgersi al tavolo per capire come proseguire la��incontro. In tanti anni di basket giocato e osservato, mai ca��era capitato di vedere una pochezza cosA� palese. La cosa piA? sconcertante, poi, A? che i grossi errori commessi nel primo quarto hanno influenzato il giudizio per tutto il resto del match, falsandolo a prescindere dai valori tecnici messi in campo dalle squadre. Davvero imbarazzante per tutto il mondo arbitrale professionistico. Ma torniamo alla partita giocata. Brindisi sfrutta a suo vantaggio la poca vena dei fischietti e, grazie ad una percentuale da tre stratosferica per i primi 3 quarti di gara, tiene a bada la compagine biancoverde provando sempre a creare lo strappo decisivo mentre Avellino con pazienza e meticolositA� ricuce lo svantaggio.A�CavalieroParziali dei primi tre quarti: IA� 18-22 IIA� 42-51 IIIA� 66-72. Ultimo quarto e cambia la partita. Lakovic A? finalmente di nuovo in campo con Cavaliero e Dean a fargli da scudieri. Sotto le plance combattono Ivanov e Thomas. Brindisi si affida al solito Dyson autore alla fine di 29 punti con un impressionante 80% della��arco dei 6.75 mentre Vitucci prova una difesa a uomo atipica con Cavaliero e Lakovic gravati da 4 falli ciascuno che fanno tanto movimento senza mai allungare le mani. Finalmente le percentuali da tre di Brindisi diminuiscono anche grazie alla forte difesa di Dean su Dyson che gli rende la vita impossibile per tutti i 10 minuti finali. I pugliesi realizzano solo una bomba su cinque tentativi (20%) mentre Avellino resta sulle percentuali dei primi tre quarti migliorando perA? grandemente col tiro da due (75% nella��ultimo quarto). E tra un allungo di Brindisi, un vantaggio di Avellino, palle perse da entrambi le parti e tanta paura di chiudere il match si arriva a 8 secondi dalla fine sul risultato di 83 pari. Daniele Cavaliero pulisce a rimbalzo la��area irpina e si getta nella metA� campo di Brindisi, batte il proprio avversario in velocitA� e parte in terzo tempo alzando una parabola irraggiungibile per chiunque. La palla tocca il ferro mentre il cronometro arriva a zero per poi ricadere bucando la retina e consegnando la vittoria nelle mani della squadra di coach Vitucci. Questo A? il basket che ci piace. Come dicono gli americani a�?we love this game!a�?.

Le pagelle di Avellino

Thomas (14 punti): doppia doppia per il lungo americano che colleziona 14 punti e 11 rimbalzi. Ea�� il solito grande combattente e mette anche due triple. Mano educatissima. a�?

Lakovic (13 punti): il pubblico di Avellino aspettava una svolta. Eccola. Finalmente ha preso in mano la squadra e ha dettato i tempi alla��attacco irpino. Buone anche le percentuali al tiro (66% da due e 60% da tre). Ha un forte credito da spendere con gli arbitri di questa sera che lo trattano male arrivando a fischiargli tecnico e antisportivo a neppure 180 secondi di distanza.A� a�?

Richardson (5 punti): Vitucci prova a dargli fiducia ma poi preferisce tenerlo in panca per gran parte della partita. Non fa male ma neppure incide piA? di tanto. Mette un paio di tiri da due che tengono a galla Avellino.A� a�?

Ivanov (25 punti): 38 di valutazione e doppia doppia anche questa sera per il lungo bulgaro. Ad un giocatore cosA� bisogna soltanto tributargli una meritata standing ovation. Gioca per il pubblico e col pubblico vuole vincere. Un leone. a�?

Cavaliero (9 punti): di questa sera verrA� ricordato soprattutto il tiro che consegna la vittoria ad Avellino. Ma Daniele A? anche altro: difende, penetra, gioca con intelligenza ogni pallone. Nessuno gli rimprovererA� qualche sbavatura e qualche piccolo errore commesso anche oggi. Oggi A? lui la��MVP della partita. a��

Hayes (0 punti): gioca sedici minuti e vorrebbe spaccare il mondo. Ha un contenzioso aperto con una schiacciata ad una mano che non gli riesce da inizio campionato. Fategliela fare e vedremo un altro giocatore. Per ora litiga col canestro ma si vede che vuole vincere come e piA? dei compagni. a�?

Dean (19 punti): non parte in quintetto, ha la mano che ancora gli duole e tira fuori una prestazione eccezionale. Bravissimo in fase realizzativa, blocca con le sue triple ogni tentativo di fuga dei pugliesi. Epica la difesa del quarto tempo su Dyson che va in panico e diventa un giocatore normale. a�?

Coach Vitucci: prende un solo tecnico riuscendo a trattenere rabbia e sbigottimento per lo sconcertante arbitraggio dei primi due quarti di gara. Fa ruotare pochi giocatori ma mette in campo sempre il quintetto giusto. Suggerisce a Lakovic e Cavaliero il modo per non commettere il quinto fallo. Ed A? forse questa la cosa che dA� una svolta alla partita. Avellino ha retto mentalmente come non aveva fatto in altre partite di campionato. La difesa comincia a funzionare e gli allenamenti della settimana danno i frutti sperati. Ora bisogna recuperare Hayes, Biligha e Dragovic e poi la Scandone potrA� davvero pensare in grande. a�?

Brindisi

Coach Bucchi chiederA� ai propri giocatori come si possa riuscire a tirare meglio da tre che da due (40% da dentro la��arco e 50% da fuori) e perdere una partita che, anche grazie a qualche svista arbitrale, sembrava saldamente nelle mani di Brindisi. Sulle qualitA� individuali non si discute. Ma i pugliesi si sciolgono come un ghiacciolo al sole quando ci sarebbe bisogno di una prestazione corale piA? che delle buone individualitA�. I lunghi non incidono mai e soffrono lo strapotere della coppia Thomas-Ivanov che in due prendono piA? rimbalzi di tutta la squadra avversaria. Gestione pessima degli ultimi secondi di gara quando Cavaliero in meno di 10 secondi semina il panico coast to coast e va a segnare il tiro della vittoria avellinese. Per fortuna di coach Bucchi una Sidigas cosA� affamata e arrabbiata non si incontra tutte le settimane. a��

La protesta degli Original Fans

Gli auguri degli OF ai tifosi di Brindisi

La terna arbitrale esce tra i fischi dei tifosi

Il coast to coast di Daniele Cavaliero

La festa dei tifosi biancoverdi

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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