Basket Serie A: Avellino sogna ma A? Siena che vince

AvellinoLa partita perfetta. Per sconfiggere Siena non bisogna limitarsi a giocare bene. Bisogna dare tutto. Bisogna trovare la forza di giocare al 110% delle proprie possibilitA�. Una squadra come Siena, con un impianto di gioco collaudato, giocatori in grado di risolvere la partita in qualunque momento e panchina lunga quanto basta per schierare due quintetti uno piA? forte della��altro, si batte solamente con una grande prestazione. E Avellino ha fatto proprio questo. Abbiamo assistito probabilmente al piA? bel primo quarto della storia della societA�. Lo starting five, con la��assenza di Dean per infortunio eA�CavalieroA�a sostituirlo, ha giocato i primi dieci minuti in maniera perfetta. Senza nessuna sbavatura. Neppure la piA? in forma franchigia NBA avrebbe potuto contrastare un gioco cosA� fluido con percentuali di tiro stratosferiche e una difesa arcigna, puntuale e capace di cambiare da zona a uomo in virtA? di ciA? che accadeva in campo.

Secondo quarto sulla falsariga del primo con Siena che non riesce mai a trovare il bandolo della matassa e con Avellino che scappa avanti senza mai perA? infliggere il colpo decisivo. Partita spettacolare. Palla che viaggia a mille, aiuti nelle marcature, blocchi decisi, giocatori che si aiutano la��un la��altro. Sidigas che va negli spogliatoi in vantaggio meritato. Al rientro tutto sembra procedere come i primi due quarti. Avellino scappa ma viene sempre puntualmente contenuta da Siena che resta attaccata alla partita. Ogni singola azione sarebbe degna di essere ricordata e descritta. Sinceramente non sappiamo scegliere la migliore, non sappiamo dire cosa ci sia piaciuto di piA?. Troppe le cose belle, troppo lo spettacolo per dare giudizi.

Inizia la��ultimo quarto e Avellino regge bene gli attacchi della Mens Sana. A tre minuti dalla fine A? ancora in vantaggio di oltre due possessi. E sul PalaDelMauro si abbatte una tempesta. Cinque triple di Siena e ciA? che non sembrava possibile si realizza. La Montepaschi passa in vantaggio e vince addirittura di dieci lunghezze. A nostra memoria non ricordiamo un risultato piA? bugiardo.

Fin qui il resoconto della partita. Volutamente non abbiamo voluto parlare nA� di punteggi nA� di statistiche. Ieri Avellino ha fatto una prestazione eccezionale, non A? questo il momento di dare voti, di guardare i tabellini o consegnare alle statistiche la ragione di una sconfitta immeritata. Questa settimana non daremo voti ai singoli giocatori. La Sidigas di ieri A? stata squadra. I giocatori hanno giocato per 40 minuti ognuno per i quattro compagni di fianco. Abbiamo visto un Richrdason, limitato dalla lunga distanza dalla difesa senese, giocare per i compagni, prendersi la responsabilitA� di penetrare e difendere forte, fortissimo. Abbiamo visto unA�IvanovA�gladiatore sotto le plance e mortifero al tiro. Abbiamo visto un Cavaliero in marcatura asfissiante su Hackett riuscire a dare un ottimo contributo anche in attacco. Abbiamo visto unA�BilighaA�finalmente in campo reggere bene quanto Thomas il confronto con Hunter, pivot di razza e campione indiscusso. Abbiamo visto tante buonissime cose che non ci va di parlare di ciA? che non ha funzionato. Una prestazione simile, fatta con una qualunque altra squadra, avrebbe creato un divario di almeno trenta punti tra Avellino e gli avversari. Ma la Mens Sana non A? qualunque altra squadra. Ea�� una formazione che ogni anno viene data per finita e ogni anno si porta a casa lo scudetto. Ed il motivo di questa forza si A? visto ieri al PalaDelMauro negli ultimi tre minuti.

Merito a Siena per aver battuto Avellino. Merito alla Scandone di aver giocato la partita piA? bella del campionato (ed una delle piA? belle di sempre) non riuscendo a portare a casa il risultato. Demerito della terna arbitrale che con Siena in rimonta ha sorvolato su uno sfondamento diA�HackettA�grande quanto la��Empire State Building.

Momenti topici del match

1 – Tiro da tre di Heyes con Avellino a +8 e cronometro a cinque minuti dalla fine. La palla entra ed esce, accarezza il ferro che non ricambia e rifiuta di farsi infilare.

2 – Tiro da tre di Cavaliero a tre minuti dalla fine. La palla non prende nA� il ferro nA� il tabellone. Daniele A? stremato. Ha combattuto come un leone ma ora non ne ha piA?. Siena e Hackett, purtroppo, se ne accorgono e ne approfittano.

Dagli spalti

Giustissimo la��applauso per Biligha al suo ingresso in campo. Il ragazzo ha bisogno della��incoraggiamento di tutti e siamo certi troverA� da qui in avanti spazi sempre piA? importanti. Stupidi e ingiusti gli insulti aA�VitucciA�nel fine partita provenienti da qualche isolato personaggio presente in curva nord. Di questi tifosi la Sidigas potrebbe fare tranquillamente a meno. Non si puA? criticare un coach che a 180 secondi dalla fine aveva dato una lezione di basket alla squadra che per blasone e forza oggettiva A? la prima del campionato. Nessuno ha sbagliato. Siena ha saputo approfittare di tre minuti di appannamento del quintetto bianco verde. La Scandone giocava senza Dean e Dragovic. Bisogna solo levarsi il cappello ed applaudire la prestazione di ogni singolo ragazzo sceso sul parquet. Lakovic, forse la��unico un poa�� sottotono, uscendo per dare spazio a Spinelli malediva se stesso per la prestazione non eccellente e incitava i propri compagni come se fosse un ragazzino e come se si stesse giocando la finale di Eurocup e non una partita di campionato. Il pubblico avellinese deve essere riconoscente oggi: ai ragazzi, al coach e alla societA�. Avellino puA? competere con le grandi. Ora lo sa.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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