Basket serie A: Avellino vince contro una Vanoli arruffona

roster-3Vittoria amara per Avellino che conclude il campionato casalingo battendo una buona Cremona. Frates lascia il Paladelmauro con una buona prestazione di squadra. Buona quanto inutile. Cremona abbandona le ultime speranze di accedere ai playoff scudetto. Nel frattempo Pesaro perde un’altra partita e i cugini casertani per la prima volta nel campionato abbandonano l’ultimo posto in classifica. Si deciderA� tutto all’ultima giornata. Per Avellino, invece, l’ultima giornata sarA� tutta di garbage time con la sfida di Varese che servirA� solo ad aggiustare statistiche personali e di squadra.

Fa rabbia vedere Avellino giocare con tale scioltezza. Fa rabbia constatare che questa squadra, questi giocatori, giocano solo quando gli garba. O, peggio ancora, riescono a giocare bene solo quando la partita non serve a niente. Rabbia e tristezza infinita per una stagione iniziata sotto i migliori auspici e finita come tutti hanno potuto vedere.

Voti a perdere (in rigoroso ordine alfabetico)

All. Frates: dispiace averlo visto calcare il parquet del Paladelmauro con qualche settimana di ritardo. Siamo convinti che se alcune decisioni fossero state prese con anticipo le cose sarebbero potute andare diversamente. Ma con i “se” e i “ma” non si fa la storia. Resta un coach di razza che sa farsi ascoltare dai propri uomini e che crede nella pallacanestro. E non vuole mollare una partita neppure quando il risultato non serve a nulla. Ottimo uomo e ottimo allenatore.

Anosike: 20 punti, 32 di valutazione. Ricorda di essere un superboA�pivot a stagione finita. La prestazione sarebbe piA? che ottima se negli occhi non avessimo le tante partite giocate solo per timbrare il cartellino. Ad Avellino verrA� rimpianto come Will Thomas. Gente che passa.

Banks: la peggiore prestazione stagionale per l’uomo che doveva essere il trampolino per il salto di qualitA� della Sidigas e che, invece, ha deluso societA� e spettatori per l’inutilitA� delle sue giocate, il piA? delle volte arrivate a risultato acquisito. Oggi non gli riesce neppure questo. Gioca 36 minuti ma non vede il canestro neppure col binocolo. Tira col 20% da tre e col 33% da due. Abbiamo visto migliori tiratori nel gioco Beko tra secondo e terzo quarto.

Cavaliero: mentre gli altri fanno rabbia lui fa proprio incazzare pubblico e tifosi. Dopo un lungo inverno di letargo decide di ricordarsi di essere un giocatore di basket solamente alla penultima giornata. Tira con l’80% da tre e non sbaglia un libero per un 14 di valutazione che resterA� con tutta probabilitA� il momento piA? alto di una stagione da dimenticare. Capitano sonnacchioso.

Green: vederlo giocare e passare A? un piacere per gli occhi. Quando poi gli entra qualche tiro da tre A? ancora piA? bello. Frates lo tiene in panchina lo stretto necessario (2 minuti) perchA� sa che il gioco SIDIGAS non puA? prescindere dal piccolo grande play americano. Sarebbe un peccato non ricominciare da lui la prossima stagione.

Hanga: fa una delle piA? belle giocate del campionato. Green crea per lui un assist che l’ungherese trasforma in una schiacciata rovesciata che lo proietta di diritto tra i giganti del basket. Se riuscisse a dare continuitA� alle sue prestazioni e non subisse le influenze negative di chi gioca male sarebbe un campione. Per ora A? una gran bella mela acerba.

Harper: lo ripetiamo per l’ennesima volta. Difesa zero. Potesse farlo, deciderebbe di non tornare neppure nella propria metA� campo (e forse il risultato sarebbe lo stesso). Ma quando attacca A? una forza della natura. Se trovasse un allenatore capace di insegnarli i rudimenti dello scivolamento e del gioco difensivo sarebbe probabile vederlo su ben altri campi di basket. Per ora resta un mezzo giocatore con delle belle treccine.

Lechthaler: A? quello che A?. Un buon centro di riserva. Uno che mette grinta e i suoi limitati mezzi tecnici. Non gli chiedete di fare magie. Chiedetegli di tenere su i gomiti e di buttare l’anima. Questo lo sa fare benissimo. 2 punti in sei minuti di utilizzo.

Trasolini: se chi scrive potesse confermare un giocatore (oltre Green), confermerebbe Trasolini. Sfruttato pochissimo e male da Vitucci, sembra rinascere sotto la guida di Frates tornando ad essere il fattore che era a Pesaro. Forse, gli fosse stata data piA? fiducia nel corso della stagione non staremmo qui a parlare di una annata cosA� pessima.

Cosa resterA� di questa stagione

Ultima partita a parte, si possono giA� tirare le somme di una stagione vissuta tra alti e bassi. Cosa fondamentale e non scontata: la Scandone giocherA� un altro anno tra le grandi del basket. Da questo punto di vista A? un altro meraviglioso miracolo di una piccola societA� di provincia che sta dando filo da torcere a squadre con blasoni ben piA? importanti. Ci ricorderemo con gioia la vittoria casalinga con Milano e quella esterna nel derby campano con Caserta. Ricorderemo le grandi giocate di Hanga, gli schiaccioni di Anosike e lo spettacolo offerto da Harper e Banks. Detto questo il resto A? da dimenticare. Forse A? presto per dire di chi sia la colpa di una stagione che, a parte quanto sopra, A? stata una delle piA? brutte vissute nel massimo campionato. Probabilmente tra qualche anno sapremo cosa sia accaduto nello spogliatoio. Cosa sia successo a Cavaliero, uomo invisibile per gran parte della stagione e che ha ridescritto (in negativo) il ruolo di capitano della squadra. Forse capiremo un giorno. Per ora ci limitiamo ad augurarci e ad augurare a tutto il pubblico di Avellino di vivere un nuovo anno con rinnovata voglia di assistere allo spettacolo piA? bello del mondo.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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