Basket Serie A Beko: Varese polverizza Avellino

VareseLa veritA� fa male ma va detta chiaramente. E la veritA� A? che Avellino non A? mai stata in partita. E siccome non A? nostra abitudine girare attorno alle questioni, diciamo subito che da oggi bisogna incominciare a rivedere minutaggio e considerazione del nostro play titolare almeno finchA� rimarrA� su questi livelli. Purtoppo Lakovic non A? quello dello scorso anno e neppure quello, anche modesto, visto agli europei in Slovenia. Ea�� la��ombra imbruttita dal tempo del campione ammirato sui parquet di tutta Europa. La Scandone ha puntato su di lui e per ora non A? stata ripagata della fiducia e dei denari accordati al giocatore canotta numero sette (stiamo ovviamente parlando di quest’anno, per l’anno scorso vale tutt’altro discorso). Non A? possibile, ci scuserA� il capitano per la chiamata in causa, che non si senta differenza tra quando A? in campo Spinelli e quando in campo ca��A? Lakovic.

Ovviamente non A? solo Lakovic a dover portare la croce di questa sconfitta. Dean continua a litigare con il canestro. Richardson A? il fratello gemello scarso di quello ammirato in precampionato e i lunghi, Thomas e Ivanov, non possono sempre risolvere tutti i problemi. Ea�� probabile che coach Vitucci riconsidererA�, come fatto quando la partita era oramai persa, la possibilitA� di vedere in cabina di regia Cavaliero e nel ruolo di guardia Taquan Dean. Dalla panchina, se si eccettuano le stentatamente sufficienti prestazioni di Cavaliero e Hayes, per il resto ca��A? di che preoccuparsi. Biligha continua ad essere messo in disparte mentre Dragovic riesce sempre a deludere e a non dare neppure due minuti consecutivi di intensitA� difensiva e offensiva. Una sconfitta che a nostro avviso pesa molto di piA? di quella patita nella��esordio con Pesaro: lA� ca��erano attenuanti, lA� ca��era ancora margine di miglioramento. A Varese, invece, si A? vista una pessima Scandone che non ha avuto mai la possibilitA� concreta di avvicinarsi ai brianzoli e che ha dato la��impressione di non essere mai in partita. Dalla��altra parte si A? vista una squadra concreta che, seppur limitata nel reparto lunghi, ha saputo sfruttare a dovere le carenze difensive e soprattutto offensive dei biancoverdi.

Le pagelle:

ThomasA�(17 punti): la classe ca��A? e si vede. Ea�� la��unico irpino a non finire dietro alla lavagna.A�a��

LakovicA�(9 punti): pessimo al tiro (2/5 da due e 1/4 da tre) riesce nel primo quarto a farsi scappare per ben 4 volte il proprio pari ruolo decisamente piA? veloce e decisamente molto piA? in partita, aprendo il primo break a favore dei varesini. Come diceva Morandi, si puA? dare di piA?.A�a�?

RichardsonA�(4 punti): non pervenuto da tre punti (un tentativo, un mattone) e con solo un paio di canestri da due, costruisce una partita mediocre in linea con la maggior parte della squadra.A�a�?

IvanovA�(12 punti): di sicuro non metterA� la partita con Varese tra i suoi ricordi piA? piacevoli. Soffre il suo avversario di turno e sbaglia tiri che di solito fa ad occhi chiusi e con la mano buona legata dietro alla schiena. Anche lui litiga con il tiro dalla lunga distanza (0/2).A�a��

DragovicA�(2 punti): in sei minuti di utilizzo riesce a far rimpiangere qualsiasi giocatore della Scandone che abbia mai indossato la canotta biancoverde in quel ruolo. Impossibile giudicarlo positivamente.A�a�?

CavalieroA�(5 punti): pur giocando meglio dei propri compagni di ruolo, stavolta non riesce ad essere incisivo litigando pure lui col canestro.A�a��

HayesA�(10 punti): nella serata della dA�bA?cle, A? la��unico ad avere una percentuale da tre non troppo prossima allo zero (40% con 2 realizzazioni su 5 tentativi). Per il resto, i suoi 22 minuti di utilizzo restano poco piA? che un buon allenamento.A�a�?

DeanA�(7 punti): vede una sola volta la retina dalla��arco dei 6.75 su quattro tentativi. Sette punti sul tabellino non sono certo ciA? che si aspettava il pubblico avellinese. A�a�?

SPINELLIA�(2 punti): non segna mai con la palla in movimento mettendo a referto soltanto due tiri liberi. A parte questo, non riesce mai ad essere incisivo o a dare un contributo almeno sufficiente. A�a�?

Coach Vitucci: quando i tuoi giocatori giocano in questa maniera ca��A? poco da fare. Il Milan ed Allegri hanno deciso un ritiro punitivo. Lui potrebbe decidere una camminata a piedi scalzi fino al santuario di Montevergine. Non si puA? sperare di vincere una partita perdendo ben 13 palle e recuperandone soltanto 3. Non si puA? pensare di andare a Varese per giocarsela e tirare solo con 20% da tre e con un ancor piA? misero 50% da due. Il pick&roll ha dato frutti a sufficienza ma il pick&pop va rivisto completamente. Il tiro da tre ad inizio campionato doveva essere la��arma della Sidigas ma oggi come oggi A? soltanto un handicap. Circolazione di palla e difesa praticamente molto sotto i livelli della decenza, ca��A? da usare il pugno forte per far comprendere al quintetto in campo che giocando cosA� non si va molto lontano. A�a��

La��avversaria.

Varese di certo non A? quella della��anno scorso ma ha un roster molto veloce e che ben si adatta ad un campionato iniziato a mille alla��ora. La��asse italianissimo Polonara a�� De Nicolao garantisce minutaggio, qualitA� e punti mentre Coleman, Hassell e Clark danno potenza e agilitA� al gioco dei varesini. Di Ere cosa dire: non doveva giocare ed A? stato il trascinatore dei suoi se non per la precisione al tiro, quanto meno con la��intensitA� e la partecipazione emotiva. Coach Frates puA? stare tranquillo. Ora A? in testa alla classifica e la previsione A? di vedere Varese ancora una volta protagonista nel post season.

 

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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