Basket Serie A. Maretta in casa Scandone: si lavano i panni sporchi.

VItucciIn casa Scandone A? il momento di tirare le somme. E far cadere qualche testa. Tifosi, dirigenza e staff tecnico non hanno gradito la prestazione incolore e sottotono dei giocatori biancoverdi in occasione della partita con Reggio Emilia. Vitucci nel post partita aveva usato frasi dure, facendo intendere che aveva avuto sentore di qualcosa che non andava. a�?A? stato un tradimento. A? imbarazzante per i tifosi, la cittA� e la proprietA� giocare una partita cosA�. Dobbiamo riflettere perchA� la partita di oggi potrA� farci capire cosa fare per riprendere la situazione. Non vogliamo assolutamente fare un girone di ritorno anonimo e cercheremo di fare delle scelte per invertire questo trend. Per come si era allenata la squadra non pensavo ci potesse essere questo epilogoa�?. Queste le frasi del coach, quelle riportate dal sito ufficiale della societA�.

Altre piA? gravi ne aveva dette che lasciavano spazio ad interpretazioni dalla piA? benevola alla piA? maligna. Aveva parlato di presentimenti, di brutte sensazioni. Insomma, di una dA�bA?cle quasi attesa. I tifosi avevano preteso spiegazioni. Gli stessi giocatori (almeno alcuni), si erano scusati per la��atteggiamento della squadra. Cavaliero pare che la notte successiva alla��incontro non sia riuscito a dormire. Dean ha sottolineato che non A? con la��attacco che si vincono i campionati, rimarcando la poca vena difensiva di alcuni elementi della squadra (in retromarcia dicendo che era una considerazione generale e che non intendeva fare riferimento ad alcun compagno). Insomma, il giocattolo che mai A? sembrato perfettamente in sincrono ed oliato, pare si sia definitivamente rotto. Quando gli echi dei malumori alla��interno dello spogliatoio arrivano alla��esterno, si puA? solo immaginare di come sia pesante la��aria che gira da quelle parti.

Nella serata di oggi, poi, A? arrivata una nota ufficiale di della Scandone tesa a chiarire le parole della��allenatore dopo il match con gli emiliani. a�?In merito alle dichiarazioni rilasciate nella conferenza stampa post partita, coach Frank Vitucci dichiara quanto segue: A�Il mio riferimento al a�?presentimentoa�? era dovuto ad un episodio, accaduto nella giornata di venerdA� da parte del giocatore Will Thomas che, non presentandosi alla partenza per Reggio Emilia, ha minato la serena e regolare routine di trasferta della squadraA�a�?.

Parole che aprono un quadro inquietante ma che soprattutto lasciano piA? dubbi di quanti ne volevano togliere. Will Thomas chi A?? Ea�� il centro arrivato ad Avellino in tarda estate, dopo il rifiuto di almeno tre giocatori e un bel poa�� di chiacchiere sui possibili arrivi di nomi importanti (Hunter su tutti, poi accasatosi a Siena). Thomas arriva e ha da subito problemi. Parte della tifoseria, della stampa e forse dello staff tecnico e dirigenziale, non lo ritiene un giocatore adatto al sistema di gioco di Vitucci. Un giocatore che non attacca il canestro, poco veloce e che preferisce allargarsi e magari tirare al di fuori del pitturato essendo dotato di una mano molto educata. I detrattori vengono zittiti solo grazie alle superbe prestazioni del centro americano, risultato molte volte il migliore in campo dei suoi. Questo fino a tre partite fa quando la stella di Thomas sembra improvvisamente appannarsi. Scendono le percentuali, scende la��incisivitA� in attacco e in difesa. Cosa A? accaduto? Ea�� solo un caso, un calo fisiologico per un giocatore di oltre 200 centimetri? O ca��A? altro? E questo calo A? collegato alla mancata presentazione alla partenza per Reggio Emilia o sono due eventi scollegati?

Non crediamo possibile che non siano state chieste spiegazioni al giocatore. Non A? possibile che allenatore e societA� non abbiano chiesto lumi per un simile comportamento (cosA� simile, per certi versi, a quello di Chevon Troutman nella��annus horribilis dei problemi societari). Cosa��A? successo al Thomas di inizio stagione? PerchA� questo cambiamento? PerchA� questo atteggiamento che ovviamente ha minato la serenitA� dello spogliatoio a poche ore da una delle partite fondamentali della stagione?

La societA� in queste ore A? stata chiara. Nessun problema con gli stipendi dei giocatori. Quindi non A? questione di soldi. Ed allora qual A? il problema? Crediamo sia questo ad interessare i tifosi. Thomas ha sbagliato e pagherA� come la societA� e il tecnico riterranno opportuno. Ma Thomas A? anche sceso in campo a Reggio Emilia dal primo minuto. E non era la��unico in campo. Quindi trovato il capro espiatorio non si puA? buttare le colpe addosso ad uno e scansarne gli altri, coach compreso. In questa storia non ca��A? uno che ha sbagliato e gli altri che hanno subito lo sbaglio. Ca��A? un gruppo che gruppo, evidentemente, non A? mai stato. Ca��A? un allenatore che credeva di avere ben salde in mano le redini dello spogliatoio e che invece si A? ritrovato di fronte ad una realtA� ben diversa. Ci sono giocatori che hanno condiviso quattro mesi di allenamenti in palestra e sul parquet e che non hanno saputo divenire squadra. Ok, la colpa A? di Thomas, brutto e cattivo. Dietro alla lavagna di corsa.

Ma A? colpa di Thomas anche la pochissima vena di Lakovic? Sono colpa di Thomas anche le modestissime prestazioni di Hayes, Dragovic e Richardson in almeno dieci incontri fin qui disputati? Non lo pensiamo e siamo sicuri non lo pensi neppure Vitucci. Ma se fosse cosA�, se fosse Thomas il problema, colui che ha minato la serenitA� della squadra, perchA� Biligha A? stato fatto marcire in panchina utilizzandolo solo per pochi minuti a partita? La��impressione, da fuori, A? di una squadra che squadra non A? mai stata. Con un coach costretto a dimostrare di essere quello del campionato passato ma che si A? trovato davanti a difficoltA� non preventivate. Di rumors se ne sono sentiti a centinaia. Non tutti edificanti per coach e dirigenza. E noi prendiamo posizione in maniera forte. Non vogliamo credere a nessuna delle illazioni circolate in questi mesi su giocatori, tecnico, societA�, dirigenti e staff. Ma di certo questo teatrino non A? stato affatto piacevole da sopportare per tifosi appassionati come quelli di Avellino. E di certo non A? questo il modo di continuare la stagione.

Le parole di Vitucci fanno intendere che la resa dei conti A? vicina e che nulla sarA� piA? perdonato. Chi se ne dovrA� andare se ne andrA�. Avellino A? una piazza facilmente accontentabile. Basta che veda giocatori che lottano fino alla��ultimo secondo. E il pubblico sa applaudire anche in caso di retrocessione. Quindi, fuor di metafora, chi ha le palleA�le tiri fuori. Degli altri, sia Avellino che la Scandone, possono fare tranquillamente a meno comunque si chiamino, qualunque sia il pedigree, qualunque sia il tabellino di marcia avuto fino a questo momento. Avellino chiede rispetto. Siamo sicuri che la societA� e Vitucci lo esigeranno da ogni singolo giocatore.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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