Basket Serie A: Milano batte Avellino ma gli infortuni condizionano il match.

Milano AvellinoMilano a�� Avellino. Basket passion. Hackett uscito da Siena e messo sotto contratto da Milano A? la nemesi che la Scandone deve esorcizzare. Sidigas senza Lakovic e Vitucci che si affida a Cavaliero in cabina di regia e Dean nel ruolo di guardia.

Primo quarto con la difesa di Avellino che non riesce a contenere la velocitA� di Milano che ha gioco facile in contropiede in almeno quattro occasioni. Quando Milano non riesce a partire in contropiede, costruisce buoni tiri per i propri arcieri che scavano il primo break della��incontro (17-8) a metA� del primo periodo costringendo coach Vitucci a chiedere il primo minuto di sospensione. Avellino assesta la difesa e ricuce lo strappo. Dragovic entra al posto di Ivanov e si fa stoppare un appoggio a tabella da Alex Melli mentre dalla��altra parte Langford mette a segno una tripla su scarico di Hackett (21-13). Ultimo possesso del quarto in mano ad Avellino che abbastanza fortunatamente va a canestro dalla��arco dei 6.75 con Dean (23-18).

Secondo quarto con Hayes e Dragovic in campo al posto di Richardson e Thomas. Kangur sfida Dragovic e gli tira in faccia una bomba da tre punti. Il serbo non ci sta e sul rovesciamento di fronte restituisce il cioccolatino dalla lunga distanza. Hayes sempre piA? oggetto misterioso sbaglia tutto ciA? che ca��A? da sbagliare mentre dalla��altra parte Milano A? piA? precisa e riesce ad aprire la difesa di Avellino con molta piA? facilitA�. Langford e Hackett colpiscono dalla lunga e dalla media distanza e Vitucci A? costretto nuovamente a chiamare time out (36-28 a quattro minuti dalla fine del secondo periodo) e a rimettere in campo il quintetto iniziale. La��inerzia non cambia e il coach biancoverde prova la carta Spinelli in cabina di regia per dare respiro ad un buon Cavaliero ma Langford e Melli mettono due triple consecutive che aprono nuovamente la forbice del punteggio. Un appoggio a canestro di Ivanov su assist di Spinelli mette in ghiaccio la prima metA� di partita sul 45-37 per la��Armani Jeans.

Avellino tira con un pessimo 33% da due e con un buon 60% dalla lunga distanza ma subisce lo strapotere atletico di Milano che prende 23 rimbalzi contro i soli 14 dei biancoverdi. Curtis Jerrells autore di 9 punti con 3/4 dai 6.75 e ben quattro assist A? il migliore in campo per i biancorossi milanesi. Nella��altra metA� campo si distingue Will Thomas, nove punti, tre rimbalzi, un assist e un ottimo 60% da due per un +12 di valutazione.

Le squadre rientrano dagli spogliatoi e partono con il medesimo piglio del primo quarto. Avellino deve recuperare 8 punti che Milano ha raggranellato nel corso dei due periodi tirando con migliori percentuali ma soprattutto riuscendo a leggere bene le situazioni da��attacco aprendo la difesa avellinese e realizzando tiri molto piA? facili di quelli costruiti dalla Sidigas Scandone. Terzo quarto alla��insegna degli errori con entrambe le squadre che non riescono a trovare la via della retina. La��elastico si allunga e si accorcia ma Milano continua a tenere a debita distanza la formazione campana. A metA� quarto Spinelli in uno scontro di gioco prende una botta al volto da Wallace ed A? costretto ad abbandonare il campo. Avellino perde anche il secondo play e la��Armani cerca di allungare portandosi sul +13 a tre minuti dalla fine del periodo.A� Milano puA? ruotare i giocatori grazie alla lunghezza della sua panchina mentre Avellino, anche per colpa di Hayes, Richardson e Dragovic assolutamente inconsistenti non riesce a cambiare marcia. Il quarto si chiude sul punteggio di 64-49 per Milano con un -15 che dA� poche speranze al pubblico di fede biancoverde.

Quarto quarto che ha poco da dire e serve solo al pubblico milanese per godersi i propri beniamini che danno spettacolo con una serie di contropiedi che terminano immancabilmente con una schiacciata in faccia al lungo avellinese di turno. Milano ha una panchina cosA� lunga che puA? permettersi Moss seduto per quaranta minuti senza che nessuno se ne accorga. Vitucci sa di non poter fare nulla e schiera le riserve che hanno la capacitA� (o la��incapacitA�) di non dare alcun segnale al coach avellinese. Con Lakovic e Spinelli infortunati e la panchina che non dA� alcun aiuto ai compagni, la Sidigas non puA? che subire un parziale di quelli da ricordare. La partita finisce sul 94 a 58 con Avellino che fa un passo indietro rispetto alle ultime due uscite e Milano che si candida a diventare una delle contendenti al titolo.

Le pagelle di Avellino

Thomas (15 punti): A? quasi il solo a reggere il confronto con gli avversari. Non si arrende finchA� Vitucci decide di tenerlo in campo e porta a casa la valutazione migliore tra i suoi compagni (17). a��

Richardson (6 punti): fa sei punti su sei tiri dalla linea della caritA�, per il resto A? buio pesto (0/4 da due e 0/2 da tre). Dova��A? il giocatore ammirato nelle amichevoli precampionato?A� a�?

Ivanov (10 punti): soffre tantissimo la��atletismo dei pari ruolo della��Armani e la percentuale da due (15%) diventa il simbolo di una partita non giocata ai soliti livelli. Subisce lo strapotere meneghino anche a rimbalzo. Tiene solo grazie al tiro dalla lunga distanza grazie al quale merita comunque una piena sufficienza. a�?

Cavaliero (11 punti): gioca praticamente tutta la partita restando in panca per soli 3 minuti. Deve fare il play, un ruolo che ha nelle corde ma un ruolo che non si aspettava di fare ad Avellino. Regge bene il confronto con gli avversari ma, sinceramente, di piA? non puA? dare. a�?

Hayes (2 punti): stesso discorso di Richardson. Realizza solo due tiri liberi, per il resto A? uno zero tondo tondo. Leggendo il pedigree A? un grande campione. Guardando come si muove in campo viene da pensare che abbia mandato il cugino scarso a calcare i parquet italiani. a�?

Dean (9 punti): in una squadra normale sarebbe in panchina per smaltire la botta alla mano operata. Invece sta in campo per 30 minuti stringendo i denti ed aiutando i compagni. Difende bene e tira altrettanto bene dalla��arco dei 6.75. Non puA? reggere la��intero incontro anche perchA� si trova davanti sempre un avversario piA? fresco e con molti meno minuti di gioco. A�a�?

Spinelli (0 punti): impossibile giudicare il capitano biancoverde. Entra in campo giusto il tempo di subire una botta al volto che lo mette knock-out per il resto del match. S.V.

Biligha (2 punti): gioca 5 minuti, segna due punti e prende un rimbalzo. Nello sciagurato ultimo quarto A? la��unica nota positiva. a�?

Dragovic (3 punti): non A? il peggiore tra i suoi e questo A? un netto miglioramento. Quando riuscirA� ad avvicinarsi ai migliori sarA� finalmente il Nikola Dragovic che ricordiamo lo scorso campionato. ChissA� se avrA� il tempo di dimostrare il proprio valore. a��

Coach Vitucci: paga dazio alla sfortuna che gli toglie Lakovic dalla��inizio e Spinelli nel corso della��incontro. Dean non A? ancora al 100%, Richardson, Hayes e Dragovic sono ectoplasmi che meriterebbero tutta��altri palcoscenici. Vogliamo dare la colpa al tecnico? Facciamolo pure. Ma a nostro avviso questa volta vanta forti crediti nei confronti della sfortuna e di molti suoi giocatori. Speriamo che si faccia sentire e che strigli per bene chi in campo cammina invece di correre. a��

Milano

Coach Banchi puA? dire grazie alla societA� che gli ha regalato il miglior italiano che oggi gioca in serie A. Ea�� probabile che Milano, con Avellino in queste condizioni, anche senza Hackett avrebbe avuto gioco facile. Ma Daniel dA� sicurezza a tutto il reparto e col suo innesto la palla e gli schemi girano meglio. La squadra meneghina vince e convince restando per tutto la��incontro in vantaggio sui biancoverdi. Buone le individualitA� ma ottima anche la squadra, la��allenatore porta cinque suoi giocatori in doppia cifra. Ea�� sintomo che qualcosa di buono si sta costruendo alla��ombra della Madonnina. SarA� la��anno buono o, come al solito, la primavera ci consegnerA� una squadra spenta e in difficoltA�? Per ora complimenti al coach, ai giocatori e allo sponsor che puA? permettersi di pagare lo stipendio di Hackett negandogli il buyout in caso di chiamata NBA. a��

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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