Beffa Cacia al 95esimo: pari tra Avellino e Cesena.

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Irpini in vantaggio al 90esimo con rigore di Moretti, poi all’ultimo respiro la rete dell’ex attaccante del Bologna che fissa il risultato sull’ 1 a 1. Sabato ostica trasferta a Venezia per la squadra di Novellino.

Succede tutto nei minuti finali tra Avellino e Cesena: vantaggio su rigore di Moretti al 90esimo, poi pareggio beffa al 95esimo della solita bestia nera Daniele Cacia che consegna un punto insperato alla squadra di mister Castori arrivata al Partenio con il chiaro intento di portare a casa almeno un punticino. Un peccato perché i lupi, seppur ancora rimaneggiati per le tante assenze (out Castaldo, Bidauoi, Gavazzi, D’Angelo e i lungodegenti Lasik e Morosini), hanno disputato una buona gara, mostrando carattere e concentrazione, tenendo costantemente in mano il pallino del gioco e creando diverse occasioni da rete. Novellino sorprende Castori, proponendo un inedito 3-5-2 con Marchizza, Romero e Migliorini sulla linea difensiva davanti a Radu, Laverone e Rizzato esterni, Molina, Di Tacchio e l’esordiente Wilmots in mediana, Ardemagni – Asencio in attacco. Il Cesena di contro si schiera con il collaudato 4-4-2 con l’ex Donkor terzino destro e la coppia Moncini – Jallow in avanti.

Avvio subito vibrante con i biancoverdi pericolosi sull’asse Laverone – Ardemagni che nei primi 15 minuti creano due buone occasioni e vanno vicinissimi al vantaggio al 13esimo: apertura di Molina per Rizzato cross basso per Ardemagni, che a porta praticamente vuota devia trovando il legno alla sinistra di Fulignati. L’Avellino spinge, macina gioco, ma se si eccettuano un tiro dal limite di Laverone e un colpo di testa di Morero, quasi mai riesce a sfondare il muro eretto dal Cesena che si difende con ordine e ribatte senza troppi patemi tutti i traversoni degli esterni biancoverdi. Morale della favola all’intervallo si va sullo 0 a 0 con Radu praticamente spettatore non pagante.

Ripresa arrembante da parte dei padroni di casa, che seppur privi del supporto della Curva Sud (fuori per protestare contro il fermo di due ultras del Bologna, gravati da Daspo con obbligo di firma, che avrebbero cercato di entrare prima di essere bloccati ai tornelli), spingono subito sull’acceleratore: prima ci prova Di Tacchio al 47esimo con una sassata da fuori, poi tra il 49esimo e il 53esimo due colpi di testa di Asencio e Migliorini trovano attentissimo l’estremo difensore bianconero. Al 55esimo finalmente si vede anche il Cesena con un tiro dal limite di Jallow alto sulla traversa. Al 60esimo Novellino cambia: fuori Wilmots (buona la sua prima gara da titolare) dentro il “geometra” Moretti. Risponde Castori inserendo Cacia al posto di un evanescente Moncini. Al 66esimo ancora Avellino vicino al vantaggio con un bel colpo di testa di Migliorini smanacciato in angolo dal reattivo Fulignati con uno strepitoso colpo di reni. Rizzato, al rientro dopo quasi un mese, è stanco; Novellino se ne accorge e lo richiama al 77esimo gettando nella contesa Falasco, dotato di corsa e tiro mancino. Dopo due soli minuti Ardemagni chiama ancora al grande intervento il numero 33 cesenate su bel colpo di testa e qualche minuto più tardi i due sono ancora protagonisti con un duro scontro nell’area piccola. La porta dei romagnoli sembra stregata, ma al 90esimo Donkor mette giù Falasco in maniera sciocca e il comunque mediocre signor Ghersini di Genova (più del vento a condizionare la gara ci hanno pensato lui e i suoi assistenti…) decreta il penalty. Dal dischetto Moretti insacca con una potente cannonata di destro. Sembra fatta. La vittoria pare in cassaforte, ma un minuto dopo la sostituzione di Ardemagni per De Risio, arriva l’inaspettata doccia gelata. 95esimo minuto: angolo di Schiavone, torre di Esposito per Cacia che anticipa sul secondo palo Laverone e incorna il pari. Triplice fischio e gelo sul Partenio…

Prestazione buona della squadra di Novellino, ma due punti persi al cospetto di una formazione apparsa alla portata e tutt’altro che trascendentale. I lupi restano a metà classifica a quota 30 punti, esattamente a tre lunghezze dalla zona play out e a sei da quella play off. Sabato in laguna contro il Venezia di Inzaghi servirà un’altra prestazione gagliarda, magari con un epilogo diverso…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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