Bentornato Lucas !

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E luce fu. Dopo trentacinque giorni dall’infortunio al polpaccio rimediato alla prima di campionato contro il Bologna, Lucas Biglia torna in campo e come d’incanto la Lazio si ritrova. Fascia di capitano a parte, Pioli non può prescindere dal nazionale argentino per il suo centrocampo. Nonostante le improponibili valutazioni che tanto sanno di un esasperato aziendalismo, sulla bontà dei sostituti disponibili in rosa (Cataldi e Onazi !!!!), il tecnico è ben consapevole che Biglia rappresenta un valore imprescindibile per la squadra, un punto di riferimento ed il fulcro del gioco.

Non aver trovato ma neppure cercato un valido sostituto per quel ruolo è proprio una delle maggiori colpe di mercato. Nel periodo di assenza forzata del suo nuovo capitano, la Lazio ha vissuto momenti da incubo, da Leverkusen a Napoli passando per il Bentegodi clivense. Con il rientro del biondo Lucas il centrocampo ha ritrovato grinta e carattere  ma è stata tutta la squadra a ritrovarsi stretta nel suo paladino capace di dettare tempi e ritmi ad un gioco che seppur ancora latitante ed affidato a spunti personali,  ha mostrato segni di ripresa soprattutto sotto l’aspetto fisico.

Qualche malpensante potrebbe pensare che il tutto sia l’effetto del ritiro forzato, inviso ai giocatori ma noi preferiamo pensare ad una presa di coscienza unita ad una univoca volontà di reazione relegando a Formello malumori e delusioni puntando solo alla soddisfazioni dei tifosi.

Il rientro di Biglia è stata una importante iniezione di fiducia per una squadra ripiegata su se stessa, abulica e senza carattere. Le maglie biancocelesti finalmente arrivano per primi sulla palla, conquistano campo e pallone e sul terreno dell’Hellas mostrano una padronanza ed una superiorità da tempo dimenticate. I padroni di casa lamentano diverse assenze ma anche la Lazio deve ancora fare a meno di alcuni pezzi importanti, Candreva Klose e Matri su tutti.

Da Verona, prima vittoria in trasferta dopo le figuracce col Chievo ed il Napoli, arrivano segnali confortanti ma anche perentorie conferme che non possono rallegrare Pioli.

La difesa, escluso Basta, anche ieri uno dei migliori, proprio non va. Mauricio è improponibile mentre Gentiletti non sembra essere più affidabile di Novaretti. Lulic, disastro nel primo tempo, dimostra che nella sua originaria posizione può ancora essere utile ma non certo come terzino.

Anche in attacco non c’è da essere sereni. A Djordjevic manca l’estro della prima punta, contro il Verona un’altra prestazione inconcludente per la punta slava. Almeno due le chiare occasioni in cui fallisce occasioni facili per una prima punta. In attesa del rientro di Klose e Matri sarebbe opportuno rivedere certe convinzioni e magari puntare su Keità che, sebbene sia un attaccante esterno è decisamente più incisivo e pericoloso del compagno di reparto.

Dal centrocampo le note liete del pomeriggio veneto, con un Milinkovic in gran spolvero e Parolo tornato sui suoi livelli.

La Lazio si gode intanto una meritata vittoria che la proietta al terzo posto in classifica ma soprattutto che riporta un po di sereno  in un momento in cui il tracollo era dietro l’angolo. Una vittoria conquistata con tenacia, ostacolata da un direttore di gara, Giacomelli, particolarmente sfortunato con i laziali. Nei primi quindici minuti la Lazio si è vista annullare un gol valido ma soprattutto non concedere un calcio di rigore che avrebbe portato alla espulsione del gialloblu Helander che, ironia della sorte, sarà proprio il fortunoso marcatore del vantaggio veronese alla mezzora.  Nella ripresa il neo entrato Keità si procura un prezioso penalty che questa volta viene concesso – e realizzato da Biglia – sebbene in modo incomprensibile l’arbitro non ammonisce Sala, l’autore del fallo. Altra decisione importante ma negativa per la Lazio in quanto lo stesso giocatore verrà ammonito poco più tardi ed avrebbe comportato il rosso. Sarà invece la squadra biancoceleste a restare in dieci per il secondo giallo a Mauricio.  Quando tutto lascia presagire al pari, comunque stretto agli ospiti, arriva la punizione gol di Parolo e la festa può cominciare.

Tra errori di mercato e polemiche varie, la Lazio forse è tornata.

Massimiliano Marsili

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Romano de Roma, è ormai prossimo alle 50 primavere. Dopo la famiglia, la vita all'aperto è stato da sempre il suo secondo amore. Una vita nello sport con il grande hobby del giornalismo sportivo. Per poco non è diventata la principale attività lavorativa ma la passione non si è mai sopita. Basket e Calcio hanno rappresentato ed in parte tutt'ora lo sono parte della sua vita.... sport praticati a tutti i livelli, giocatore allenatore ed arbitro. Parimenti le esperienze radiofoniche con diverse emittenti e strutture locali e nazionali, sia web che FM. Laziale doc, amante di tutto il movimento biancoceleste che segue in diversi siti e blog. Con grande piacere ed entusiasmo si è lasciato coinvolgere dal progetto di SportBloggers.