Benvenuto Thohir, ma Moratti A? meglio

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Era un normale pomeriggio. Stavo scrivendo. Tutto tranquillo. Anche per la��Inter, apparentemente, sembrava un giorno normale. a�?Non poteva essere diversamentea�?, pensavo pochi minuti prima di aprire word, leggendo le news da uno dei siti di informazione sulla Beneamata. a�?Cosa potrebbe mai succedere in un giorno di metA� settimana, a settembre?a�?.

Il punto A? questo, non doveva succedere niente. Non doveva succedere che la notifica di Eurosport mi distraesse per dirmi che un magnate indonesiano, dopo aver posseduto squadre di Basket in NBA e di altri club del genere, si A? svegliato una mattina pensando che A? giunto il momento di comprarsi una squadra di calcio.A�Anzi, a pensarci bene, poteva anche succedere.A�Poteva succedere, se quella squadra non si fosse chiamata Inter.

E chissA� cosa avrA� pensato il buon Moratti, che dopo 18 anni di amore incondizionato, si A? visto arrivare un’offerta pari a A�piA? di 300 milioni di euro. Ovviamente, una��offerta di quel calibro non si rifiuta mai senza discuterne. Massimo lo sa, e comincia subito a dialogare con il misterioso acquirente. Scopre che la��uomo in questione si chiama Erick Thohir, e che fa sul serio.A�Passano i giorni, e Moratti A? sempre piA? ossessionato dai pensieri che probabilmente gli circolano in testa. Magari per svagarsi accende la televisione, e sente Zanetti, Bergomi e altre persone di quel calibro dire che, secondo loro, di qualsiasi tipo sarA� la scelta, sarA� per il bene della��Inter. GiA�, ma qual A? davvero il bene della��Inter? Dopo aver ascoltato questa domanda, probabilmente la televisione A? giA� spenta.

Il tempo trascorre, arriva la��estate, e di certo gli incontri per parlare non mancano.A�Un giorno, a Milano, Massimo si arrabbia. Ha appena scoperto che la��indonesiano, una volta ottenuta la��Inter, ne farebbe quello che vuole. Eh no, cosA� proprio no. Il buon Massimo lo farebbe anche il bene della��Inter, ma non a certe assurde condizioni. Fortunatamente arriva AngeloMario, il figlio di Massimo, nonchA� vicepresidente della�� FC Internazionale Milano, a sistemare le cose.A�Tutto risolto, Erick capisce. Le trattative proseguono.

Fra incontri, fumate nere e soffiate sbagliate, arriva il 19 settembre. Il mio telefono suona, arriva la notifica. a�?Vaffanculoa�?, penso, a�?A? successo davveroa�?.A�Ea�� successo, ora Thohir A? il nuovo azionista di maggioranza della��Inter. Chiamarlo presidente non mi riesce, nemmeno scriverlo, e non perchA� mi stia antipatico, anzi. Ea�� simpatico, Erick, si capisce guardandolo sorridere che A? uno onesto.A�Ea�� solo che non mi va che la��Inter si uniformi a quel gruppo di squadre europee che saranno pure forti, ma che presidenti con la��amore di Moratti non ne hanno. Altrimenti, se vogliamo restare in Italia, pensate ad Andrea Agnelli che caccia Del Piero e A�a Berlusconi che un anno fa diceva che avrebbe venduto volentieri il Milan, magari passando per James Pallotta che il suo posto alla��Olimpico lo usa solo per vedere il Derby.

Se Cordoba ha un ruolo in societA�, se Figo A? il volto internazionale di questa Inter e se Zanetti ha giA� la��ufficio e la targhetta con scritto a�?Dirigentea�? pronti, il merito A? soprattutto di Moratti.A�La speranza A? che Thohir faccia davvero fare il salto di qualitA� alla��Inter, probabilmente la��unico motivo per cui A? riuscito a prenderla, magari esportando il marchio e facendo questo tipo di operazioni per riempire le casse societarie, e che il buon vecchio Massimo rimanga lA�, a sostenere la��Inter, come ha fatto per gli ultimi 18 anni come se ogni giorno fosse il primo.

Jacopo Brama

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Un lunedì di tanti anni fa, seduto all’ultimo banco di una terza elementare, conobbi la prima pagina della Gazzetta e ne rimasi folgorato. Qualche primavera dopo porto nel cuore lo stesso sogno: trasmettere al mondo sentimenti ed emozioni che solo lo sport sa regalare.