Botta e risposta tra Carpi e Avellino

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Finisce in paritA� la sfida del Cabassi: al vantaggio di Ardemagni su rigore, risponde immediatamente Lasagna. Un punto che fa morale in casa biancoverde, ma che non allontana critiche e spettria��

Dura 120 secondi la��illusione della��Avellino di espugnare il Cabassi di Carpi. Al rigore trasformato da Ardemagni ha risposto immediatamente Lasagna siglando in mischia la rete del definitivo 1 a 1.

Un punto che stando ai a�?rumorsa�? salva la panchina di Toscano, ma soprattutto fa morale per un gruppo che, se ancora una volta non ha brillato da un punto di vista del gioco palesando i soliti limiti strutturali a centrocampo, almeno ha giocato con grinta e carattere dimostrando di essere una squadra ancora viva.

Out per infortunio Frattali, Gavazzi, Jidayi e Molina, squalificato Da��Angelo, convocato in nazionale Dijmsiti fuori per scelta tecnica Verde e Castaldo, il contestato trainer calabrese decide di schierare il suo Avellino con un inedito 4-4-2: Radunovic tra i pali, A�linea difensiva composta da Gonzales e Diallo sugli esterni con Perrotta e Migliorini (al suo esordio stagionale) centrali; in mediana Omeonga e Paghera interditori, Asmah e Belloni sulle ali a supporto della coppia da��attacco Ardemagni e Mokulu.

Primo tempo noioso e avaro di emozioni con la��Avellino rintanato nella propria trequarti e il Carpi, nettamente superiore per caratura tecnica alla formazione campana, che prova a fare la partita senza perA? creare veri e propri grattacapi alla��estremo difensore biancoverde. PiA? vivace la ripresa con le due reti e le numerose occasioni sciupate dai padroni di casa che possono recriminare anche per due rigoria�� ai punti sicuramente avrebbe meritato la truppa di Castori, che senza entusiasmare nel gioco e affidandosi principalmente ai lanci lunghi e alle folate del folletto Di Gaudio, ha creato molto piA? dei lupi che invece al solito non sono mai stati in grado di verticalizzare e costruire palle goal per gli attaccanti.

Dunque un punto da��oro per un Avellino che non ha brillato, che pur rimanendo in dieci per la��ingenua espulsione di Migliorini almeno non si A? disunito ed ha combattuto avendo anche quel pizzico di fortuna che era mancata in precedenti occasioni. A�Adesso bisogna perA? dare continuitA� ai risultati e dunque occorre assolutamente battere il Pisa sabato tra le mura amiche del Partenio. Toscano, sulla cui testa penderebbe come un macigno la spada di Damocle della��esonero e la��ombra di Novellino come suo successore, potrebbe e dovrebbe cambiare ancora. La��augurio A? che lo faccia partendo da quanto di positivo visto a Carpi: non tantissimo per la veritA�… Innanzitutto Mokulu, in assoluto il A�migliore in campo per grinta, cattiveria, propositivitA�; Paghera in mediana, che ha corso e morso le caviglie degli avversari a tutto campo; la��attento, deciso e puntuale Perrotta in difesa.

Gli altri tutti rivedibili: in particolare Ardemagni, che rigore trasformato e procurato a parte, A? stato evanescente; Gonzales ancora in netta difficoltA� da terzino destro, Omeonga a tratti irritante come e se non piA? di Belloni e Asmah; Radonovic che fatte salve due parate di istinto, si A? reso protagonista di una��uscita da suicidio e non A? immune da colpe sul goal, cosA� come Migliorini, autore di due falli sciocchi che gli sono valsi la��espulsione e di alcune amnesie che solo per fortuna non si sono tramutate in altrettanti goal degli avversari.

Insomma a conti fatti, poche certezze per Toscano che si ritrova in mano una squadra costruita male e difficile da amalgamare che nonostante tutto perA? si trova ad una sola lunghezza dalla zona salvezza. E allora la��imperativo A? fare quanti piA? punti possibili prima del giro di boa, sperando che chi di dovere provveda, nel mese di gennaio, a correre ai ripari portando calciatori veri e non solo giovani promesse.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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