Campedelli e l’incomprensibile…comprensione

Luca-Campedelli-Chievo1Luca Campedelli, dopo la sconfitta casalinga con la Juve, non ha perso l’occasione di collezionare un’ennesima boutade alla già ricca serie di gaffe raccolta nella sua veste di presidente del Chievo Verona, squadra modello da seguire ed imitare (teoricamente, in realtà come diceva un famoso spot, “se lo conosci lo eviti”…).

Tralasciando di ricordare con dovizia di particolari, per chi non le sapesse, le “perle” passate (ma ci si conceda almeno di rammentare l’ignobile tentativo di rubare per invidia o sudditanza colori e simboli della più blasonata Hellas nonchè la direttiva di concedere ai giornalisti interviste dei propri giocatori solo a pagamento), il buon patron cosa si è inventato stavolta?

Secondo tempo della partita di campionato al Bentegodi, Chievo e Juve stanno pareggiando, finchè Paloschi, su corta ribattuta di Buffon, parte da fuori area ed infila il pallone in rete; l’arbitro concede il gol, ma poi lo annulla su segnalazione del guardalinee Preti che vede un fuorigioco dell’attaccante, mentre il giudice di porta se ne sta muto ed immobile e non si prende responsabilità di decisione. Le immagini televisive confermano subito le impressioni di telecronisti e spettatori, Paloschi era tenuto in gioco da tre difensori juventini (dicasi tre, non uno!!!) e per almeno un paio di metri!!! Alla fine la Juve vince 2 a 1 ed allenatore e compagni del clivense Paloschi  faticano a frenare lo scatenato bomber che grida agli avversari la sua giusta rabbia.

Evito di addentrarmi sul discorso arbitrale, anche se risultano evidenti due cose: ammesso che il gol non sia stato annullato per malafede della terna arbitrale (cosa che non mi sento di escludere, essendoci la Juve di mezzo, già plurirecidiva a ruberie del genere), credo che lo stesso terzetto dovrebbe quantomeno abbandonare per sempre la direzione di partite di serie A, il campionato non può essere falsato da incompetenti ed incapaci di questa risma. Ma ovviamente figurati se mai succederà una cosa del genere, anzi, De Marco e Preti aranno già domenica in qualche altro stadio a fare danni.

Ma tornando all’ Harry Potter de noaltri (come è chiamato a Verona il presidente), Campedelli pensa bene, invece di reagire, arrabbiarsi, tuonare contro la Federazione, insomma farsi almeno un po’ valere, di andare a consolare il guardalinee, dirgli di non preoccuparsi, gli errori capitano, tanto poi si compensano durante l’intero arco di campionato… E come colpito dal virus campedelliano il focoso allenatore Sannino, che le immagini tv mostrano chiaramente e giustamente incazzato nero, non fa di meglio che dire di essere contento della prestazione della squadra e sorvola penosamente sull’episodio incriminato.

Ovviamente, come da vomitevole copione, ecco scrosciare l’applauso dei veri e falsi moralisti, che lodano il fair-play del signore dei pandori per il bellissimo gesto compiuto.

Chi mi conosce sa che non sono nè un violento nè un eversivo, ma quando subisci un torto vergognoso non sono certo del partito del porgi l’altra guancia…Quando sono nel giusto mi pare corretto reagire e far valere le mie ragioni, sennò la prossima volta mi ripesteranno di nuovo! E’ matematico…

Ma tornando a Luca, noi che a Verona ci viviamo, ed abbiamo più volte assistito alle gesta dell’occhialuto presidente, dopo tanti anni non abbiamo ancora capito se “ci è o ci fa”… Lo vedi allo stadio o lo senti parlare alla tv ed hai la certezza dell’assoluta mancanza di spessore del personaggio, un uomo senza nerbo, senza spina dorsale, un “molegato” (persona molle) come si dice a Verona, da non confondersi col Molleggiato (l’Adriano Celentano nazionale).

Ma poi ti sorge il dubbio che il presidente sia invece più furbo di tutti: in effetti appare al mondo come il presidente de La Squadra Modello, quella da Libro Cuore, quella da raccontare nelle fiabe, quella dove le multe per intemperanze ed insulti non esistono, quella dove le famiglie allo stadio ci vanno col sorriso ed il bon ton da sprigionare…Quale migliore pubblicità di un presidente buono (mica c’è solo il papa di buono!), anzi buono guarda caso come il suo pandoro? (lo dice anche la pubblicità in tv, il suo pandoro è più buono!!!).

Insomma, il grande Luca forse è solo un grande uomo di marketing e noi siamo solo poveri pivelli che cadiamo nella sua pubblicità occulta, nel suo subliminale linguaggio francescano.

Credo che, tuttavia, nonostante l’amletico dubbio che ho sollevato anche a me stesso e non solo ai lettori, stanotte riuscirò lo stesso a prendere sonno… a meno che non mi si blocchi la digestione per…una fetta di pandoro.

 

Paolo Vavassori

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Nato a Bergamo, classe 1967 (la stessa di Roby Baggio e scusate se è poco). Leggo la stessa anche di Gigi D'Alessio (scusate e basta). Da piccolo gioca a calcio ed è una promessa (con se stesso). Ripiega da subito su sport più statici per passare ben presto allo sport parlato e scritto. Folgorato dalla stella Maradona che conosce di persona (conserva gelosamente una fotografia ricordo dell ' 89 che lo ritrae con il Pibe a ricordo anche della propria capigliatura). Folgorato molto prima dalla Dea Atalanta che segue da sempre e continuerà a seguire (sempre più spesso dal divano di casa). Appassionato di golf e fotografia ha come sogno quello di poter fotografare una partita di serie A da bordo campo con la sua mitica Canon (ma ci stiamo lavorando).