Capolavoro Cittadella, Avellino ko

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I veneti espugnano meritatamente il Partenio grazie alle reti di Stanco e Gerardi. Il goal di Regoli allo scadere del primo tempo illude solo i tifosi irpini che a fine gara contestano la squadra.

Dottor Jekyll e mister Hydea�� ovvero la��Avellino dal doppio volto. Quello capace di essere grande con le grandi e piccolo con le piccole. La storia si A? ripetuta ancora una voltaa�� capitombolo interno senza attenuanti contro la��ex ultima della classe e meritata contestazione finale.

Il Cittadella fa un figurone al Partenio: squadra veloce, pimpante, aggressiva, ben messa in campo, capace di chiudere tutti gli spazi e ripartire in contropiede. Al cospetto dei veneti una squadra che A? solo lo sbiadito ricordo di Vercelli: lenta, prevedibile, poco reattiva, con un gioco monotematico fatto di aperture laterali e lanci lunghi disperati e mai di giocate centrali o inserimenti in profonditA� degli esterni, dei centrocampisti e degli stessi attaccantia��.

Insomma un Avellino spento, senza idee e mal gestito. Si, perchA� parte della sconfitta rimediata contro il team di Foscarini A? anche di mister Rastelli che, confidando nel suo solito 3-5-2, invece di osare nel momento clou del match, magari cercando di dare maggior peso alla��attacco ha inserito Comi, ma ha tolto Castaldo. Non stava bene si dirA�, perchA� reduce dalla��influenza, ma allora perchA� rischiarlo e tenerlo in campo 75 minuti?

Ma sostituzione di Castaldo a parte, questa squadra, capace di perdere punti preziosi in casa con una facilitA� disarmante contro le squadre di bassa classifica (vedi Crotone, Varese, Vicenza e Cittadella), denota limiti caratteriali e tecnico-tattici che lasciano poco spazio ai voli pindarici della societA� che dopo i tre colpi di mercato messi a segno nelle scorse settimane aveva continuato a parlare di squadra competitiva e pronta a giocarsela fino alla fine per un posto nei play off.

Ora, senza voler dare giudizi affrettati (non basta una gara), i nuovi arrivati contro la��ultima della classe non hanno inciso per nulla, anzi la prima impressione (speriamo errata) A? che in avanti si A? perso qualcosa e non si A? guadagnato nulla. Mokulu A? sembrato un pesce fuor da��acqua: ha faticato a trovare la posizione e pur lasciando intravedere buona tecnica, mai si A? reso pericoloso. Trotta poi, subentrato proprio al belga, in 41 minuti di partita, seppur mal servito, non ne ha azzeccata una: lento, macchinoso, arrugginito, continuamente in ritardo e anticipatoa�� alzi la mano chi non ha rimpianto il volitivo Arrighini, poco incisivo sotto porta, ma veloce, ficcante, capace di saltare la��uomo e creare superioritA�.

Insomma troppo brutto per essere vero la��Avellino visto alla��opera contro il Cittadella. La��uno-due firmato Stanco-Gerardi ha tagliato le gambe ai lupi che pur riuscendo ad accorciare le distanza con Regoli in chiusura di primo tempo, non sono poi riusciti ad avere la reazione sperata nella ripresa ed anzi sono stati proprio gli uomini di Foscarini a sfiorare piA? volte il tris.

Gomis non A? immune da colpe sul vantaggio di Stanco; i tre del reparto difensivo (Pisacane, Ely e Chiosa) hanno commesso leggerezze imperdonabili soffrendo la fisicitA� e la rapiditA� degli avanti veneti; a centrocampo Da��Angelo, Kone e soprattutto Schiavon sono apparsi in grossa difficoltA�, imprecisi, incapaci di far ripartire la squadra con rapiditA�, di verticalizzare e servire assist agli avanti; gli unici a salvarsi dal grigiore generale, almeno sotto il profilo della��abnegazione, sono stati i due esterni Regoli e Visconti. Non pervenuti gli attaccanti: Castaldo ha avuto un solo lampo servendo una palla da��oro a Regoli sullo 0 a 0 che il 46 enne Pierobon ha neutralizzato con bravura e fortuna; Mokulu, Trotta e infine Comi non sono mai riusciti a rendersi pericolosi e il giovane SoumarA?, subentrato a Schiavon, A? sembrato, come al solito, tanto fumo e poco arrosto.

Al triplice fischio nessun applauso, ma una pioggia di fischi: la curva Sud ha chiamato i giocatori sotto il settore per un faccia a faccia duro, durante il quale, senza trascendere, hanno ricordato loro la��importanza di indossare la maglia biancoverde, casacca per la quale devono sudare, lottare combattere con dignitA� e orgoglio. Adesso si attende una pronta risposta. Appuntamento lunedA� sera a La Speziaa�� forse lA� scopriremo davvero qual A? il vero Avellino.

 

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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