Chievo – Cagliari, un punto a testa nella noia totale

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Finisce a reti inviolate il primo anticipo della diciottesima giornata di campionato, giocata al Bentegodi di Verona sotto una pioggia scrosciante che ha tenuto lontani (per loro fortuna) anche i già pochi abbonati clivensi.

Difficile commentare una partita così dove la noia totale si è impossessata col passare dei minuti dei pochi infreddoliti spettatori. Eppure, almeno sulla carta, poteva essere una partita a viso aperto in cui entrambe le squadre sembravano puntare (a parole) al bottino pieno per allontanarsi dalla zona retrocessione, in verità assai più vicina per i clivensi che per gli avversari.

Corini rinunciava finalmente all’impalpabile (per usare un eufemismo) Estigarribia degli ultimi mesi e puntava le sue fiches sul capitano di lungo corso Pellissier supportato da Thereau, mentre Lopez sceglieva la coppia Pinilla & Sau in avanti con Cossu rifinitore per cercare di pungere ed offendere la coriacea difesa gialloblu.

La prima frazione non offre nemmeno la somiglianza di un tiro in porta, portieri del tutto inoperosi, anche Adàn, che non poteva scegliere giorno migliore per il suo debutto in A.

Ma nonostante la bruttura dei primi 45’ l’intervallo non porta evidentemente (buoni) consigli ai mister, ad inizio ripresa le squadre rimangono le stesse.

Solo al decimo il Chievo costruisce una bella azione in velocità sulla sinistra, Dramè serve una comoda palla a Thereau che dall’area piccola, di piattone, sfiora il palo alla destra del portiere (ma poteva sicuramente fare meglio).

Il Cagliari sembra accontentarsi del punticino, si tiene prevalentemente lontano dalla porta ospite anche perché Sau non sembra affatto nella sua miglior giornata (ma non gli arriva neppure una palla decente) e Pinilla preferisce litigare con gli avversari piuttosto che pensare a giocare.

In una tale abulia di gioco, fatta più di retropassaggi che di verticalizzazioni, solo un miracolo o un errore dei 22 in campo può condurre al gol…Ed allora ci pensa Cesar a scombinare le carte, entrando nella sua area senza alcuna necessità in modo maldestro in scivolata su Pinilla e regalando così ai sardi un ineceppibile rigore. Troppa grazia però per il cileno, che pensa così ricambiare il regalo dello sloveno e calcia uno dei più brutti penalty della storia, la palla finisce addirittura in curva sorvolando di almeno tre metri la traversa.

Lo scampato pericolo non rivitalizza però in alcun modo il match, i cambi di Sestu per Sardo ed Ibarbo per Sau non incidono minimamente, ci si trascina stancamente verso il 90° con la collezione di incredibili errori dei clivensi incapaci di fare due passaggi a fila e con lo sterile possesso palla dei cagliaritani, restii ad affondare i colpi.

La partita si chiude così in pratica senza mai un tiro in porta, in una specie di guinness dei primati, e per questo la consiglio (per chi riuscisse a registrarla) quale fantastica alternativa a chi voglia addormentarsi senza far uso di sonniferi.

 

About Matteo Brama

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.