Chievo – Milan, un punto a testa che non serve a ( quasi ) nulla

chievo-milan-streamingAllo stadio Bentegodi si consuma la sfida della disperazione tra le due squadre delusione della prima parte di campionato, il Milan che veleggia nei bassifondi della classifica ed un disperato Chievo, addirittura ultimo con uno scarto dalle penultime che comincia a farsi preoccupante (4 punti).

I due tecnici sono ad (alto?) rischio di esonero, a Milano per tutta la settimana ha tirato una gran brutta aria, condita oltretutto dall’inaspettata “guerra fredda” tra Barbara Berlusconi e Galliani che di certo non ha contribuito a rasserenare animi già in tensione. In casa Chievo si vive il pessimo momento col consueto aplomb, sebbene ci sia da supporre che in realtà dietro le quinte non ci siano proprio rose e fiori.

Il cielo sembra aprirsi ad inizio match dopo una spruzzata di pioggia nell’ora precedente, gli spalti sono abbastanza spogli, una desolazione per una sfida che negli anni precedenti riservava sistematicamente il tutto esaurito. Anche questo, ovviamente, è il segnale di un Milan in crisi, la disaffezione dei suoi tifosi è alle stelle, la quasi totalità di loro si augura un cambio in panchina perché Allegri non sta dando dimostrazione di essere all’altezza del suo ruolo di allenatore della squadra più titolata al mondo.

Le formazioni non destano particolare sorprese: incredibile Sannino che continua a riproporre la stessa squadra che tanto male sta facendo con Pellissier ed Ardemagni in panchina, la delusione Estigarribia ancora preferito a Sestu. In casa Milan Abbiati in porta, Mexes in difesa torna dopo la lunga squalifica, in avanti Matri preferito a Robinho, a centrocampo Poli vince il ballottaggio con Birsa, Emanuelson con Constant.

“Undici leoni, vogliamo undici leoni” gridano i tifosi milanisti (non molti a dire il vero) all’ingresso in campo, i pochi tifosi del Chievo cantano l’abusata “Noi vogliamo questa vittoria”.

Fischio d’avvio, i due tecnici sono immediatamente in piedi a gridare le loro indicazioni. Giro palla del Milan per cercare di aprire la fin troppo racchiusa retroguardia clivense, gran confusione in campo, errori banali a ripetizione da entrambe le parti a segnalare l’evidente stato di paura che attanaglia le squadre in campo. L’impressione però è che da un momento all’altro un errore potrebbe essere esiziale e regalare il vantaggio a qualsiasi dei due team. La prima pseudo occasione è per Estigarribia che si libera bene di Abate, carica il destro da 25 metri ma spara alto.

Ancora Estigarribia parte in contropiede al quarto d’ora, tiro bellissimo diretto all’incrocio che Abbiate sventa da campione in corner. Sulla battuta dello stesso palla in area, Cesar si ritrova la sfera sul dischetto, tiro a botta sicura clamorosamente a lato. Lo spauracchio sveglia il Milan: Poli smarca in area Matri, bravo Puggioni ad uscirgli sui piedi e ad anticiparlo. Due minuti dopo Kakà, il solo che illumina l’ozioso gioco del Milan, si costruisce una bella punizione quasi dal limite, De Jong a giro spedisce in curva. Non succede più nulla per un buon quarto d’ora, al minuto 41 Matri è servito da un preciso lancio in area di rigore, ottimo controllo e passaggio per l‘accorrente Poli che spedisce fuori da ottima posizione. Lo stesso Poli si rende protagonista poco dopo, a ripetizione, prima simulando un volo in area di rigore, poi mancando una non difficile deviazione di testa su perfetto cross di Abate. Non succede più nulla fino all’intervallo, se non l’ammonizione di Montolivo ( si rivelerà decisiva) per un evidente fallo di mano a fermare una possibile azione pericolosa dei clivensi.

L’intervallo vede il sole fare capolino, e forse colpito da un raggio novembrino Sannino si inventa una (almeno sulla carta) cervellotica sostituzione di Hetemaj, anziché di una punta come logica consiglierebbe, per Estigarribia (nell’unica partita positiva della sua pessima carriera tra le fila gialloblu).

In avvio di ripresa subito un tiro pericoloso di Muntari e poi un’occasione madornale per il Chievo: Kaka perde palla, si invola il contropiede clivense con Thereau che, servito da Paloschi, spara un ottimo diagonale da posizione decentrata, Abbiati è bravo a deviare ma da non più di due metri Rigoni, da solo (seppure in posizione decentrata), calcia incredibilmente sull’esterno della rete. Con occasioni così clamorose sprecate ti aspetti che, per la più famosa legge del calcio, a gol sprecato segue gol subito. Invece sembra credere ai tre punti più il Chievo del Milan e la legge può tranquillamente farsi attendere in questo match. Al tredicesimo il Milan sfiora il vantaggio, fantastico tiro di Emanuelson che da trenta metri spara un bolide micidiale, Puggioni respinge di pugno all’ultimo istante con un riflesso eccezionale. Due minuti dopo ancora il Milan vicino al gol, Mexes da fuori area centra l’angolino ma Puggioni arriva all’ultimo istante a deviare in angolo quando i tifosi già si erano alzati in piedi. La partita ora è bellissima, finalmente entrambe le squadre giocano per vincere. E’ la volta del Chievo a sfiorare il vantaggio, Paloschi lanciato da un preciso pallonetto si lancia verso il portiere ma incespica sul pallone e si divora un potenziale one-to-one con Abbiati. Sannino ancora protagonista, invece di togliere il nullo Paloschi sostituisce il frizzante Thereau con Pellissier. Pazzesco! Il Milan la vuole vincere ad ogni costo, così si legge l’ingresso di Robinho per Muntari. Un minuto dopo Kakà serve un assist spettacolare per Matri che viene anticipato di un niente dal’attento Puggioni. Al minuto 25 è Robinho a sprecare calciando sul palo esterno di sostegno da ottima posizione.

Al ventottesimo annullato giustamente un fuorigioco millimetrico di Paloschi, un minuto dopo è Poli a spedire fuori di mezzo metro dal limite dell’area. Alla mezzora Rigoni perde palla a centrocampo, Robinho si invola verso la porta e lo stesso centrocampista clivense si getta in tuffo come un rugbysta per placcare l’attaccante. Inspiegabile la sostituzione di Poli per Constant ed ugualmente quella di Acosty (perché non un altro attaccante, per esempio Ardemagni?) per uno stanco Paloschi.

Passa un minuto ed il Milan si divora il vantaggio, Robinho solo davanti al portiere con lo specchio della porta libero colpisce il palo, sulla ribattuta Kakà senza pressioni clivensi spara alto sulla traversa. Al trentasettimo Montolivo colpisce da dietro Hetemaj lanciato sulla fascia, ineccepibile il secondo giallo e la conseguente espulsione. Al minuto 39 Emanuelson scappa sulla linea di fondo, perfetto cross per Matri che dal dischetto angola troppo il piattone e spedisce a lato. Allegri toglie lo stanchissimo Kakà per il giovane Cristante, nuova energia quanto mai indispensabile per il rush finale. Minuto 43, Robinho si presenta in area e tira a botta sicura, Rigoni si immola e salva un gol quasi certo. Pellissier nervosisissimo si fa espellere allo scadere, non succede più nulla fino allo scadere, se non un petardo potentissimo fatto scoppiare dagli inbufaliti tifosi milanisti che non accettano un punto contro l’ultima in classifica.

In conclusione pari giusto, un brodino caldo per due squadre in profonda crisi. A voler vedere il bicchiere mezzo pieno (ma si fa obiettivamente fatica) per entrambe le squadre sarebbe bene partire da quanto fatto nella ripresa, starà probabilmente ai rispettivi presidenti decidere se continuare con i deludenti allenatori o cambiare in corsa per sperare di invertire la tendenza negativa.

Nel dopopartita Sannino si presenta piuttosto nervoso, forse consapevole di essere sempre più in bilico, e risponde piccato alle domande sui suoi presunti errori tattici esaltando le virtù dei suoi ragazzi “straordinari” (sigh!) e confermando anche per il futuro l’intoccabilità del suo modulo (4-4-2) con Thereau punta e mai, con lui allenatore, assistman dietro due attaccanti. Da parte di Allegri invece sorrisi a trentadue denti, tanta voglia di scherzare e sdrammatizzare, forse a fronte della certezza di poter scampare (almeno per ora) all’esonero.

 

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.