Coppa Italia: gli scontri fuori dall’Olimpico. E’ ora di dire basta.

193411418-5ff8420c-2aa8-45c1-9892-0960862457c4Bisogna giocare per forza? Fermiamo il calcio prima che si autodistrugga. Mentre stiamo scrivendo queste parole le maggiori agenzie giornalistiche del mondo stanno battendo le notizie provenienti dalla capitale. Si parla di colpi di pistola, feriti gravi, molotov con chiodi. Cosa abbia questo a che fare con uno sport non ci A? chiaro. E giA� si pensa al post partita dove sono previsti altri scontri. Come se tutto fosse piA? o meno scontato, come se tutto fosse entrato nella normalitA� delle cose.

Ci chiediamo: qualcuno soffrirebbe se la partita di stasera non venisse giocata? Qualcuno forse avrebbe a dire che cosA� il mondo del calcio sarebbe ostaggio dei delinquenti. Ma a questo punto, piuttosto di contare morti e feriti ad ogni incontro a rischio, il male minore qual A?? Le societA� di calcio, la Lega, la Federazione non sono riusciti a creare al loro interno gli anticorpi necessari per allontanare tali dementi dagli stadi e riconsegnare il calcio alle famiglie e a chi A? veramente appassionato. Ed allora deve intervenire la legge, senza mezze misure che non servono a nulla. Fermiamo il baraccone. Senza calcio non morirA� nessuno ma forse a qualcuno verrA� in mente il modo di limitare questo scempio cui assistiamo quasi settimanalmente. Una volta sono i cori razzisti, una volta sono i motorini che scendono dalle gradinate, una volta sono i gabinetti divelti ed usati per uccidere chi fa servizio d’ordine. Ed A? un elenco disgraziatamente lacunoso. Questo non A? uno sport. Sta diventando uno schifo. E lo sta diventando da quando ciA? che accade attorno agli stadi o nelle curve viene accettato come “fisiologico”.

Non sappiamo come andrA� a finire. Sappiamo perA? che bisognerebbe mandare un segnale forte. Altrimenti questi vili, farabutti, delinquenti alzeranno sempre di piA? la posta con la sicurezza di rimanere impuniti. Questo non A? sport, non A? calcio, non A? neppure violenza. E’ un misto di ignoranza e vigliaccheria allo stato puro. Di questo nessuno sente il bisogno. Fermiamoci prima che sia troppo tardi per ripartire.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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