CR7 dove (e con chi) lo metto?

Il campionato si avvicina, il ritorno di ‘Zona Zulie’ pure.
E intanto, per riscaldarmi un po’ le dita (che in verità sono già bollenti…afa padana maledetta!), eccomi finalmente a buttar giù quei due ‘pezzulli’ che vi avevo preannunciato un mesetto fa, ossia un ragionamento tecnico-tattico e uno business oriented sull’arrivo di Cristiano Ronaldo alla Juventus.

 

Partiamo dal campo: è stato detto più o meno da tutti che, ormai, CR7 è un centravanti. Ovviamente non il classico ‘9’ come può essere un Robert Lewandowski, ma comunque un giocatore da primissima linea.
E la cessione di Gonzalo Higuain al Milan fa ipotizzare che anche in casa bianconera la pensino a grandi linee così.

L’ipotesi, sui campetti delle varie testate – cartacee e online – prevede sostanzialmente un tridente con il portoghese al centro, affiancato da Douglas Costa sul centrosinistra e Paulo Dybala sul centrodestra, con Mario Mandzukic pronto a dare il cambio a tutti, permettendo anche variabili tattiche come lo spostamento del ‘Flash’ brasiliano sul lato opposto, o quello dell’ex madrileno nella sua posizione ‘classica’, ossia da ala sinistra con il croato “alla Benzema“.
O, ancora, per rimanere nel solco di quanto visto al Real Madrid, ecco una coppia CR7-Mandzukic, con Dybala modello Isco alle spalle.

Ma attenzione anche al 4-4-2/4-2-3-1, con tutti e 4 i giocatori finora citati contemporaneamente in campo (con Mandzukic e Costa esterni, magari invertibili, e l’argentino un po’ trequartista e un po’ seconda punta), con Cuadrado e Bernardeschi pronti a guadagnarsi il loro spazio.

Queste, finora, le possibili varianti ipotizzate, alcune con più fervore (il tridente Ronaldo-Dybala-Costa fa sognare la maggior parte dei commentatori, compreso chi scrive), altre abbozzate come eventuali, magari in corsa, o per sfide particolari.

 

Una che, invece, non ho trovato da nessuna parte ma che mi affascina, anche se da usare più come mossa tattica in alcuni momenti che come schema fisso, è quella di utilizzare diversamente gli interpreti del tridente sopra ipotizzato.
Con Costa a destra, Ronaldo a sinistra e Dybala ‘falso nueve’: dopotutto il ‘Picciriddu’ al Palermo era 9 di nome (numero) e di fatto, e in area ci sa stare.
Immaginate che scambi con Costa che si lancia sulla fascia, serve la ‘Joya’ che appoggia a Ronaldo che taglia da sinistra e tira una delle sue sassate…

Finora si è parlato solo d’attacco ma, ovviamente, anche gli altri reparti vanno tenuti in considerazione. Se la difesa dovrebbe comunque essere sostanzialmente quella a 4 con terzine di spinta (e, finché non rientra Spinazzola, preparatevi a vedere spesso Cuadrado a destra a darsi il cambio con Cancelo, con magari il portoghese a sinistra, quando sarà Alex Sandro a dover rifiatare), è soprattutto sul centrocampo che mi vorrei concentrare.

E’ noto che io non straveda per Pjanic, soprattutto nella posizione “alla Pirlo” in cui, invece, se ne è innamorato Max Allegri.
Questo nonostante praticamente tutti coloro che giocano con il centrocampo a 3 abbiano dimostrato come sia più utile/saggio/funzionale mettere in mezzo un ‘volante’, con ai lati quelli coi piedi buoni.
Preso che atto che non sarà mai più Marchisio il titolare in quel ruolo (un vero peccato, perché secondo me il ‘Principino’ ha ancora qualcosa da dare…), ritengo che in quel ruolo abbini le giuste fisicità e tecnica di base Emre Can.
Che starebbe benissimo con Pjanic (a questo punto sì) “alla Modric” e Bentancur (più che il troppo compassato Khedira) “alla Kroos“.
Anche se la soluzione ideale si sarebbe vista con la partenza del bosniaco e l’arrivo di Milinkovic-Savic, dando a quest’ultimo il ruolo che a Madrid svolge il ‘tuttocampista’ tedesco, e credendo nel giovane uruguagio come regista ‘di lato’.

Un’annotazione, infine, per quanto riguarda la porta: io preferisco Perin.

Federico Zuliani

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Classe '82, juventino dalla placenta, nonostante la laurea in Scienze Politiche ha ben presto capito che la politica era meglio prenderla in giro che studiarla. Messe quindi da parte le varie ipotesi di riforma del sistema elettorale, ha scelto di dar libero sfogo al proprio umorismo abrasivo col ‘Pagellone’, attraverso cui dà i voti ai protagonisti della politica locale. Del medesimo argomento, di Sport e di tanto altro scrive sul settimanale LegnagoWeek. Collabora inoltre con altre testate cartacee e online, occupandosi di vari temi. Per ovviare allo stress dell’attività giornalistica nell’agone politico, si dedica alla “cultura del cibo”. In seguito a questa passione, ha intrapreso l’attività di food blogger, recensendo ristoranti, discutendo di ricette e litigando coi buchi della cintura. Mangia, prega, ama e impreca a Legnago.