Cremona KO. Super Fesenko, Leunen MVP, Scrubb fondamentale e Wells come Jordan

Nuova immagine (1)Avellino esce dal periodo buio e ritrova un Fesenko formidabile. Il fortissimo centro ucraino spazza le nuvole all’orizzonte e gli avversari in campo. Assieme a Lawal sono la coppia di centrali che, ad esempio, manca a Cremona. Se poi gli esterni iniziano a mettere con costanza le triple favorite dalle spaziature create dal gigante ex NBA, allora il gioco è fatto e quella con Cremona è solo una partita di allenamento in vista del più importante match contro i Bakken Bears in semifinale di FIBA Europe Cup. Mai in partita Cremona che fin dall’inizio subisce la fisicità degli irpini e l’ottima serata degli esterni biancoverdi da oltre l’arco. A fine primo quarto Avellino vince 26-15 con con un 5/7 dall’arco dei 6.75. Nel secondo quarto il divario aumenta: +17 (53-36) con Cremona che riduce il passivo soltanto con una tripla di Martin a fil di sirena. Alla ripresa dall’intervallo lungo la Sidigas va subito sul +21 e mette in ghiaccio la partita. Avellino acquisisce il massimo vanaggio +26 e tira i remi in barca. L’ultimo quarto è solo garbage time con Cremona che crolla psicologicamente chiudendo il match sul 95-72.

MVP è, a nostro avviso Leunen. Buttato alle spalle il periodo di appannamento l’ottimo Marteen mette a referto una prestazione da incorniciare. Percorso netto al tiro col 100% dal campo, 10 rimbalzi, 7 punti, 5 assist e 32 di plus minus. Per uno dato per cotto da tifosi e parte della stampa è una rivincita non da poco.

Un gradino sotto tutti gli altri. Scrubb, in quintetto iniziale, risulta decisivo con i suoi punti (13) ma soprattutto per il modo in cui cambia l’inerzia della squadra sia in transizione che a rimbalzo. Ogni palla vagante con lui in campo è una palla per Avellino. Wells con 24 di valutazione supera tutti i compagni. Sarebbe anche per lui percorso netto se non sbagliasse un unico tiro da due. Per il resto quasi perfetto. Sua la giocata del match. In transizione mette una schiacciata ad una mano saltando quasi dalla linea dei liberi. No, non è Jordan ma stasera poco ci è mancato in esplosività quando attaccava il ferro. Sacripanti lo sgrida per una palla persa ma è davvero il pelo nell’uovo. Lawal in costante miglioramento mette a referto due stoppate, una più bella dell’altra. 6 punti il suo bottino in 15 minuti di utilizzo. Quando tornerà ad essere incisivo sotto le plance non ce ne sarà per nessuno. Rich continua a fare grandissime cose. Se limitasse le volte che decide di giocare in isolamento sarebbe ancora più decisivo. Ma, anche qui, si tratta di inezie finché il gioco espresso è quello di stasera. D’Ercole oramai non è più una rotazione eventuale. Entra a pieno titolo negli schemi e nelle idee di coach Sacripanti e con lui in campo e Filloy in tribuna per la labirintite, Avellino può contare sui minuti del play toscano. In ultimo una menzione per Fitipaldo. Con la proprietà e la direzione sportiva alla ricerca di qualche pedina da inserire nel roster biancoverde, dimostra di non essere quel giocatore evanescente della parte centrale del campionato. Regge bene il confronto con i pari ruolo avversari e anche al tiro risulta spesso decisivo. Stasera sbagli solo una tripla in 24 minuti di utilizzo. Dovremmo parlare anche di Andrea Zerini. La sua partita è racchiusa tutta in quella tripla messa subito dopo il suono della sirena con lui che si gira, allarga le braccia e torna in difesa sconsolato. Purtroppo sta dimostrando di non essere all’altezza dei propri compagni. Può fare molto di più, ne ha le capacità. Scoraggiarsi serve a poco. Impegno e tanto lavoro. Le buone prestazioni arriveranno.

I numeri di squadra

Cremona racimola 10 assist di meno degli avversari e Avellino prende 12 rimbalzi in più della Vanoli. I biancoverdi tirano col 50% da tre ma sporcano la percentuale nell’ultimo quarto a risultato acquisito. Cremona non fa altrettanto bene accontentandosi di un misero 25%. Da due non va meglio agli uomini di coach Sacchetti: 50% contro il 70% di Avellino. Con questi numeri per l’allenatore della nazionale è difficilissimo presentarsi in conferenza stampa e Sacripanti può finalmente gioire e magari togliersi un sassolino dalla scarpa nei confronti di chi non l’ha scelto per la guida degli azzurri. E questa sera sceglie di lasciare la parola a Max Oldoini in conferenza stampa lasciando che sia il parquet del Paladelmauro e il suo vice a parlare al posto suo.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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