Cremona vince con un grande Hayes

Partita difficile in quel di Cremona. Avellino deveA�riscattare la sconfitta casalinga contro Brindisi mentre Cremona deveA�riprendersi dopo la batosta in terra veneta. I biancoverdi sembrano poter avere la meglio di una squadra che ha individualitA� nettamente inferiori a quelle SIDIGAS. E nel primo quarto dilaga facilmente giocando in transizione e trovando buoni tiri, riuscendo nel contempo a frenare gli attacchi dei lombardi che sembrano soffrire la fisicitA� degli uomini di Vitucci. Poi sale in cattedra Hayes. Lui e Pancotto, senza neppure mettere in campo chissA� quale gioco, riescono a ricucire lo strappo e a giocarsi punto a punto il secondo e il terzo quarto. Nell’ultimo periodo Avellino va in black out. Cavaliero non ne mette una neppure per sbaglio mentre dall’altro lato c’A? Ferguson che mette tre triple consecutive. Facile per Cremona far suo il match. Partita brutta nel complesso, giocata male da parte di Avellino ma giocata male anche da Cremona. Ha vinto chi A? riuscito ad essere meno mediocre. Il coach irpino ha tutto il viaggio di ritorno per far capire ai propri ragazzi che cosA� non si vince neppure contro l’ultima in classifica.

Cosa ci A? piaciuto:

Harper: il primo guizzo A? un assist per Anosike. Se i giocatori della Scandone si aiutassero sempre in questo modo queste partite si vincerebbero facilmente. Sprecato in panchina.

Banks: fa un partitone (25 punti e 28 di valutazione). Peccato che nel basket si giochi in cinque. Per mancanza di soluzioni nell’ultimo quarto prende dei tiri che gridano vendetta. Aiutati che il ciel ti aiuta. Ti aiutassero anche i compagni sarebbe il massimo.

Cusin: si fa male e non gioca quasi tutto il primo quarto. Poi diventa improvvisamente il David Robinson della bassa. Merito suo ma anche demerito di chi non riesce per 30 minuti a trovare le contromisure per limitare un centro che ha tanti limiti fisici e tecnici ma un grande merito. Ci crede sempre.

110959340-8c737a2a-f2fe-4b29-862a-7b6193638346Hayes: prestazione praticamente perfetta. L’unico piccolo neo A? la tenuta. Gioca solo 28 minuti e quando esce sembra sempre molto stanco. Se riuscisse a limare questo difetto sarebbe da volo Malpensa-New York. Standing ovation.

Cosa non ci A? piaciuto:

Gazzotti: gioca 9 minuti e fa di tutto per far vincere Avellino che ringrazia ma non gradisce. Limiti evidenti in difesa e pochissima propensione offensiva. C’A? di buono che i compagni giocano con doppia intensitA� per recuperare il suo evidente gap. Da rivedere.

Anosike: la prestazione piA? brutta della stagione. Si fa surclassare da Cusin costringendo Vitucci a preferirgli Trasolini o Lechthaler che, perA?, non fanno meglio. Urge corso intensivo di cazzimma.

Cavaliero: sbaglia tutto (0/6 al tiro) e non incide come sa fare. Seconda brutta prestazione. E Vitucci non gli allevia il peso tenendolo in campo anche quando davvero sembra non poter dare nulla alla causa di Avellino. Fa la fine della piccola vedetta lombarda.

Pancotto e Vitucci: ad Avellino questo match era sentito anche per la presenza di folte schiere di filopancottiani e filovitucciani. Se questo A? il gioco espresso dagli allenatori italiani, possiamo capire perchA� in Europa e con la Nazionale facciamo solamente brutte figure. Unica attenuante. In campo non scendono loro. Ma se A? questo il basket che hanno in mente, o noi non capiamo di basket o loro hanno sbagliato sport.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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