Cuore e testa: cosA� il Pescara supera la��Avellino

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Gli abruzzesi battono 3 a 2 i lupi e balzano al quarto posto in classifica. Gara equilibrata per 37 minuti, poi una��ingenuitA� di Chiosa regala a Memushaj il vantaggio dal dischetto; raddoppia Verre ad inizio ripresa, Zito illude i biancoverdi, ma una magia di Caprari chiude il match. Inutile la rete di Mokulu nei minuti finali.

Pirotecnico la��anticipo della 14esima giornata di serie B tra Pescara ed Avellino che ha visto i padroni di casa superare gli ospiti per 3 a 2 al termine di una gara emozionante e vibrante. Tre punti meritati per la formazione allenata da mister Oddo, che ha saputo soffrire la vivacitA�, la��ardore agonistico e la fisicitA� dei biancoverdi che per due volte, dinanzi ai loro oltre 700 encomiabili supporters al seguito, hanno tentato di rientrare in partita, senza mai perA? dare la��impressione di poter agguantare un risultato che gli adriatici hanno conquistato senza mai perdere la testa, controllando, ripartendo e sfiorando in piA? di una occasione anche il poker.

Nonostante le assenze e una settimana tribolata per infortuni vari, il tecnico dei lupi Tesser era riuscito a mandare in campo la stessa formazione che la scorsa settimana aveva superato il Latina ma, come troppo spesso avviene in trasferta questa��anno (solo 5 i punti conquistati in otto trasferte), la squadra irpina ha mostrato tutti i suoi limiti: difesa incerta, centrocampo in affanno, attacco a corrente alternata, panchina corta e qualitativamente non eccelsa, che mal supporta e sopperisce le contemporanee assenze di Castaldo, Rea, Tavano, Ligi e quella di Biraschi che dopo soli 23 minuti ha dovuto abbandonare il terreno di gioco per un risentimento muscolare.

In terra adriatica, al cospetto di una squadra quantitativamente e qualitativamente importante, non A? bastata la straripante forza di Mokulu (al suo sesto centro stagionale), nA� un ritrovato Zito (autore del primo goal dei lupi), nA� tantomeno la compattezza di un centrocampo che sembrava ormai collaudato: a venir meno A? stata innanzitutto la difesa con Nica e Visconti in costante affanno, Chiosa colpevole della��ingenuitA� in occasione del rigore poi trasformato da Memushaj che al 37esimo ha spezzato la��equilibrio della gara, e un Giron evanescente. Nella ripresa poi, dopo 7 minuti il raddoppio degli abruzzesi siglato da Verre ha reso ancor piA? evidenti i soliti problemi tecnico-tattici di una squadra che pur lottando sempre, fatica tantissimo sulle corsie laterali: la��impressione A? che il centrocampo a tre con il vertice alto costituito da uno tra Bastien e Insigne, non riesce a dare la giusta copertura alla difesa che si ritrova, spesso e volentieri specialmente sugli esterni, in inferioritA� numerica. In mezzo al campo poi, senza nulla voler togliere agli instancabili Jiday e Arini e alla qualitA� di Gavazzi, manca un regista vero, uno in grado di prendere per mano la squadra, smistare e cambiare il gioco con rapiditA�, verticalizzare e assumersi la responsabilitA� di tenere palla. Trotta A? molto discontinuo, a tratti gioca da solo e spesso si isola dal gioco; la��impressione che se ne evince A? che abbia giA� la testa altrove… Fortuna che A? esploso Mokulu, il quale da solo sta facendo reparto, e sta trovando quei goal che tutti si aspettavano da Tavano (fermo ai box per infortunio) e si aspettano da Castaldo non appena rientrerA� dalla lunga squalifica che terminerA� tra 90 minuti esattia��

Insomma questo Avellino A? troppo discontinuo: ed A? inutile recriminare per la sfortuna, per i tanti infortuni, per i soliti episodi dubbi (anche a Pescara sul 2 a 1 ca��era un rigore in favore dei biancoverdi ovviamente non fischiato) e dunque cercare alibi. I numeri sono eloquenti: 23 goal incassati (seconda peggior difesa del campionato), altrettante reti siglate (terzo miglior attacco), 4 vittorie, 4 pareggi e ben 6 sconfitte per un bottino complessivo di 16 punti che, in attesa dei due posticipi, valgono un modesto sedicesimo posto in classifica ad un solo punto dai play out e a quattro dai play off. Inutile dire che il confronto con il cammino dello scorso anno (e anche del precedente) non regge, questione di storie e uomini diversi, ma adesso i paragoni non servonoa��

CiA? che invece servirA� sarA� un mercato di riparazione oculato e mirato che dovrA� per forza di cose portare alla corte di mister Tesser nuove pedine funzionali al suo gioco e al suo modulo; ma intanto bisogna limitare i danni e guadagnare quanti piA? punti possibili per avvicinarsi quanto prima al traguardo della salvezza, che al momento resta la��obiettivo primario di squadra, societA� e anche tifosi. Sabato altro impegnativo match in casa contro il Perugia, undicesimo a 18 punti e con il primato di aver la miglior difesa della categoria con sole sette reti incassate: riusciranno i lupi ad azzannare i grifoni? Appuntamento alle ore 15a��

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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