Dal paradiso all’inferno e ritorno: incredibile Avellino ad Ascoli. I lupi vincono 3 a 4

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Partita al cardiopalma al Del Duca: irpini avanti 2 a 0 grazie alla doppietta di Mokulu; poi ribaltone dei padroni di casa che in venti minuti accorciano le distanze con Jankto e poi con la��uno-due di Cacia chiudono il primo tempo in vantaggio. Nella ripresa Insigne e Castaldo (su rigore) regalano i tre punti ai circa 500 increduli supporters biancoverdi

Una partita vietata ai deboli di cuore causa incredibile altalena di emozioni quella andata in scena sabato al Del Duca di Ascoli: sette reti e un ribaltone dietro la��altroa�� ma alla fine a far festa non sono stati i padroni di casa, ma un Avellino fortunato e indomito che dopo due sconfitte consecutive ha ritrovato finalmente il sorriso e i tre punti.

Una gara assurda che se da un lato ha messo in evidenza due tra le peggiori difese del torneo, ha anche esaltato la��attacco dei biancoverdi (il quarto migliore del campionato). Azzeccatissima in tal senso la scelta di Tesser di lanciare dal primo minuto Insigne, il miglior in campo con due assist e un goal, dietro le due punte Castaldo a�� Mokulu, con questa��ultimo autore di una doppietta che lo porta a quota undici marcature stagionali.

Pronti – via e bianconeri subito pericolosi e con un piglio migliore degli irpini, che perA? dopo 11 minuti, approfittando di un fuorigioco errato della retroguardia di casa passano in vantaggio con Mokulu, ben lanciato da Insigne. Sei minuti piA? tardi ancora il folletto partenopeo A? protagonista, prima seminando scompiglio sulla sinistra e poi servendo su un piatto da��argento la��assist del due a zero al bomber belga.

Gara in cassaforte? Neanche per sognoa�� complice un calo di concetrazione di tutta la squadra e una difesa biancoverde a dir poco imbambolata, distratta e impacciata, la��Ascoli reagisce e nel giro di venti minuti ribalta il risultato. A suonar la carica ci pensa Jankto bravo a trovare un piazzato dal limite dopo un palo di Canini; al 39esimo Cacia trova il pari approfittando di un clamoroso errore di Biraschi che nella��anticipare Frattali in uscita regala il pallone alla��attaccante piceno. E sempre la punta ex Bologna, quattro minuti piA? tardi, scattando sul filo del fuorigioco, beffa in girata il numero uno avellinese.

Nella ripresa Tesser striglia i suoi e cerca di correre ai ripari: fuori Paghera, dentro Migliorini. La��ex difensore della Juve Stabia va a ricoprire il ruolo di Jidayi in mezzo alla difesa, con il “colored” spostato a centrocampo, nel suo ruolo naturale. Neanche un minuto di gioco e proprio il nuovo entrato Migliorini commette un errore clamoroso facendosi soffiare il pallone da Cacia che viene perA? fermato in uscita disperata da Frattali bravo a ribattere anche le conclusioni successive di Almici e Giorgi. Il mancato colpo del ko deprime la��Ascoli e sveglia la��Avellino che comincia a macinare gioco, imbriglia la manovra degli uomini di Mangia e al 18esimo trova il pari: lancio di Biraschi, sponda di Castaldo e tiro di prima intenzione dal limite della��area di Insigne che beffa Lanni. La partita sembra trascinarsi stancamente verso un pari che ai piA? parrebbe giusto, ma a due minuti dal triplice fischio Mitrea commette un ingenuo e netto fallo di mano in area: rigore e trasformazione impeccabile di Castaldo per il 3 a 4 finale.

La��Avellino vince, ma ancora non convince: buona la reazione nella ripresa, ma inconcepibile il calo di attenzione avuto dopo lo 0-2. Per questo pur avendo conquistato la vittoria in casa Avellino si predica umiltA� e concentrazione. Occorre restare con i piedi ben saldi a terra e non fare voli pindarici: la��obiettivo rimane la salvezza, per ottenere la quale dovrebbero bastare altri 6-7 punti. Il calendario offre un a�?golosoa�? doppio turno casalingo: lunedA� sera in posticipo contro la Ternana e poi match pre-pasquale contro il Crotone. Una doppia vittoria potrebbe consentireA� nuovamente l’avvicinamento alla zona play-off, ma meglio non pensarci. Questa squadra ha dimostrato troppo spesso di essere immatura e fragile: dunque calma e sangue freddo. Bisogna vivere alla giornata e poi quel che sarA�, sarA�a��

 

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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