Debacle Avellino: 1 – 4 contro il Vicenza!!

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I veneti travolgono i lupi al Partenio-Lombardi, relegando i biancoverdi al penultimo posto in classifica. La societA� irpina mette tutti sotto esame e manda la squadra in ritiro in vista della difficile trasferta di Livorno.

Quella che nelle intenzioni sarebbe dovuta essere la partita della rinascita, si A? trasformata nella gara del tracollo: davanti al solito caloroso pubblico amico del Partenio-Lombardi la��Avellino di mister Tesser, reduce dalla immeritata sconfitta di Bari, A? stato umiliato, travolto, annichilito da un Vicenza in emergenza, ma assoluto padrone del campo e del gioco, che con un perentorio 4 a 1 ha scaraventato i biancoverdi al penultimo posto in classifica (la��ultimo se non fosse stato per la penalizzazione del Novara).

Novanta minuti di agonia per Tavano e compagni che dopo essere passati in svantaggio per un generoso calcio di rigore trasformato da Gatto, hanno avuto la forza di reagire, di trovare il pari con un gran bel goal in girata di Trotta, hanno sfiorato anche il raddoppio, ma dal 34esimo in poi sono spariti dal campo subendo prima la rete di Galano e poi quella di Raicevic, con la complicitA� di Biraschi. A chiudere il match al 55esimo una magistrale punizione dal limite di Giacomelli, che ha segnato la��inizio di una sterile quanto vana supremazia territoriali dei lupi.

Morale della favola, se fino alla partita del San Nicola il bel gioco aveva addolcito la pillola degli scarsi risultati, contro la formazione di Marino non vi sono alibia�� la��Avellino ha giocato male e perso pesantemente come non accadeva da almeno 10 anni (bisogna tornare ad un Avellino a�� Brescia del 9 settembre del 2005 per trovare un passivo cosA� umiliante): e stavolta ca��A? veramente poco da salvare.

Modulo, approccio, interpreti, sostituzionia�� tutto A? stato sbagliato. Colpevole Tesser per scelte discutibili, ma anche i calciatori: il trainer di Montebelluna al triplice fischio da persona onesta e perbene qual A?, si A? cosparso il capo di cenere ed ha fatto mea culpa per non aver saputo leggere la partita e aver schierato i suoi uomini con un 5-3-2 inadatto a fronteggiare il Vicenza.

Ma anche i giocatori non sono estranei al tracollo, che non A? stato solo tecnico-tattico, ma anche caratteriale: non si puA? e non si deve smettere di lottare, cosA� come non si possono vedere calciatori che giocano da soli, che non aiutano, che non lottano, non si propongonoa��

La��Avellino ha deluso in ogni reparto: quello difensivo (il peggiore della categoria con ben 11 reti al passivo come Como e Salernitana) pasticcione, distratto, compassato; quello mediano, dove pesa tantissimo la��assenza di Gavazzi, e il solo Arini non basta a colmare le lacune in fase di copertura di Zito e Insigne, calciatori dalle buoni doti tecniche, ma in questo momento incapaci di fare la differenza e a tratti persino irritanti; e infine il reparto offensivo, che risente della��anemia realizzativa di Tavano.

Manca quella��equilibrio che aveva reso la��Avellino vincente negli ultimi tre anni e Tesser non sembra ancora aver trovato la��assetto e gli interpreti adatti alla sua idea di gioco, che nelle intenzioni dovrebbe essere fatto di intensitA�, sovrapposizioni, attacco della profonditA� sia esternamente che centralmente, difesa strettaa�� e invece contro il Vicenza soprattutto, ma era giA� accaduto contro il Modena, si sono visti reparti slegati, una difesa con interpreti discutibili e poco coperta da un centrocampo tecnicamente mediocre e incapace di verticalizzare in profonditA� per attaccanti costretti a giocare quasi sempre spalle alla portaa��

Il presidente Taccone ha ribadito la fiducia al tecnico ex Novara e Ternana, ma la��impressione A? che sia a termine; sotto esame sono perA? anche alcuni calciatori, rei di atteggiamenti dentro e fuori dal campo a dir poco discutibili. In vista della difficile trasferta di Livorno per ritrovare la giusta concentrazione la societA� biancoverde ha deciso di mandare la squadra in ritiro: da martedA� tutti a Paestum con la speranza che, come lo scorso anno, la riscossa dei lupi cominci proprio dalla��Armando Picchi.

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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