Decima vittoria consecutiva, la Roma è nella storia, il Chievo nel baratro (anche grazie a Sannino)

Roma-Chievo-Vr

All’Olimpico la Roma fatica più del previsto a battere il fanalino di coda del campionato, il Chievo Verona che dimostra di avere anche le potenzialità per salvarsi, a patto di cambiare il suo disastroso allenatore.

Rudy Garcia, ancora privo di capitan Totti, sceglie pure un robusto turnover per dar fiato ad alcuni titolari inamovibili quali Florenzi e Balzaretti, sostituiti da Marquinho e Dodò. Il Chievo sceglie il solito modulo (a nostro modesto avviso sempre sbagliato per le potenzialità dei giocatori in rosa), ossia il 4-4-2 con Pellissier che sostituisce Thereau al centro dell’attacco, a far coppia con Paloschi.

Per un’ora non succede praticamente nulla, il Chievo svolge bene il suo compitino di squadra dal buon catenaccio, la Roma non riesce a rendersi mai pericolosa. Qualcosa in meglio cambia per i lupacchiotti con l’ingresso di Florenzi, ma tutto fa presupporre che i clivensi possano tornarsene a casa con un prezioso punto da reti bianche, a meno di una magia che forse solo Pjanic o Ljaic possono creare.

Tuttavia la mossa a sorpresa, atta a favorire i giallorossi, la compie invece…Sannino, che decide non si sa bene perchè di cambiare un meccanismo difensivo perfetto sostituendo Dramè con Estigarribia.

Già domenica scorsa il tornante, partito titolare e poi sostituito in corsa, era stato il peggiore in campo contro la Fiorentina, a Roma passa un minuto dal suo ingresso in campo che l’inguardabile giocatore di fascia decide di difendere alle spalle dell’attaccante, un errore che nemmeno un principiante commette. Facile quindi per Borriello appoggiare di testa in rete su imbeccata di Florenzi, bravo ad incunearsi nella roccaforte clivense e a scodellare sul capo del bomber napoletano il più facile dei palloni da indirizzare sul palo scoperto dell’incolpevole portiere.

Non pago dei disastri tattici che sistematicamente commette e che hanno relegato, per gran parte per sua colpa, i clivensi in fondo alla classifica, il mister veronese ne combina un’altra delle sue, inserendo Acosty, un centrocampista, anzichè Thereau quale attaccante a supporto delle due punte, soluzione ideale per tentare di arrivare al pareggio.

Certo, ci sarebbe sempre l’ipotesi Ardemagni, ma il tecnico senza capelli (e senza alcun acume tattico) non lo vede proprio questo attaccante, mai utilizzato nelle prime dieci partite…

Ed allora ci ritroviamo a ripetere quanto già affermato qualche domenica fa, con mister Sannino il Chievo a nostro avviso ha tutte le carte in regola per retrocedere, e pure con largo anticipo…Se il patron Campedelli non lo cambierà con un allenatore almeno decente (è vero, un biennale da 800.000 euro a stagione è tanta roba, ma continuare con un disastro del genere è tafazziano) potrà farsi solo un bel “mea culpa”, a maggior ragione per aver di fatto rotto un bel meccanismo senza alcun motivo. Perchè non è stato confermato Corini che così bene aveva operato? Ce lo dirà mai l’antipatico presidente?

Non ci sentiamo quest’anno però di scagionare dalle colpe pure il ds Sartori, autore di clamorosi errori nel mercato estivo: Thereau è rimasto, di malavoglia, perchè probabilmente si è chiesto troppo per la sua cessione, ma ancor peggiore è stato l’acquisto di Estigarribia, uno che era stato un flop sia alla Juve che alla Samp. Bernardini, Radovanovic, Acosty, Sestu, Improta non ci sembrano certo dei fuoriclasse, mentre di Ardemagni – che forse servirebbe alla causa gialloblu – non possiamo invece dire nulla, poichè il buon Sannino non ce lo fa giudicare.

E speriamo di non sentire dire nelle interviste del dopo partita, per l’ennesima volta, che il Chievo ha meritato, e la sconfitta è stata solo colpa della sfortuna…

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Veronese, alle soglie dei 50 anni ha 5 amori (Barbara, Jacopo, Joe, l'Inter e L'Hellas) e per non essere da meno pure 5 amanti (la corsa, la bici, la fotografia, la scrittura e lo sport in generale). Sportivamente parlando vanta un paio di record di cui va fiero: maggior numero di sport praticati in vita (ne ha perso il conto) nonché maggior numero di infortuni e fratture (che gli hanno valso il meritato soprannome di Swarosky). Nella sua quarantennale carriera sportiva è stato giocatore, guardalinee, arbitro, dirigente, presidente, allenatore, giornalista-fotografo-scrittore sportivo...Sta seriamente pensando di taroccare la carta d'identità per poter partecipare al corso arbitri e chiudere il cerchio per entrare nel guinness dei primati. E' fondatore e promotore di SportBloggers.