Delusione Italbasket. Addio Rio.

a1L’Italia delude e manca l’obiettivo di questa stagione. Si arrende all’over-time ad una Croazia decisamente migliore dal punto di vista della costruzione di gioco e dell’intensitA� offensiva. Agli azzurri manca quel piccolo tassello che doveva essere il salto di qualitA� tanto auspicato da tutti gli addetti. Messina non riesce a cambiare il gioco. Messina fallisce nel cancellare le pecche evidenti dell’era Pianigiani, commettendo gli stessi errori e sbagliando la partita decisiva. Film giA� visto, purtroppo.

Spiace vedere la nazionale per potenzialitA� piA? forte di sempre arrendersi ad una squadra che non ha fatto altro che giocare un buon basket aiutata dalla presenza di un paio di campioni di livello assoluto. Petrovic batte Messina quando conta. Petrovic fa quello che doveva fare Messina. E lo fa giocando col pubblico contro. Onore al merito di una squadra messa bene in campo. Ci chiediamo cosa sarebbe la Jugoslavia di basket se oggi non fosse divisa.

Col senno di poi, possiamo facilmente ricostruire le dieciA�mosse sbagliate del coach.

1 – Poeta A? un trascinatore e un leader nello spogliatoio. Ma poi bisogna anche scendere in campo. Non dargli neppure un minuto nella finale vuol dire non contare sul suo apporto. Cosa l’ha portato a fare, per giocare in ritiro a scopone in coppia con Gallinari? De Nicolao?

2 – Hackett non ha disputato un cattivo preolimpico. Ma era evidente che Messina non lo considerasse un buon portatore di palla. Lo spot di play, qualunque cosa si voglia pensare, ha costituito croce e delizia di questa nazionale.

3 – Continuiamo a dire che Gentile A? giovane ma A? fortissimo. Ok, A? vero. Ma A? anche vero che prende tiri da sberle. Ed A? vero che tira i liberi con percentuali da pivot di riserva. Un allenatore dovrebbe anche farglielo capire e costringerlo a lavorare su questo.

4 – Essere sfidati al tiro da tre per tutta la partita A? onta difficile da dimenticare. Se poi le percentuali son cosA� basse puA? essere colpa anche della pochezza degli schemi offensivi che portano a tiri non sempre liberi e spesso forzati a causa del cronometro prossimo allo zero.

5 – Troppe le situazioni di tiri presi per mancanza di alternative. Due volte ti va bene, ti va bene anche la terza. Ma alla fine, quando sei stanco e poco lucido diventa impossibile concludere un’azione in maniera decente.

6 – Il gioco di pick&roll praticamente inesistente. Come inesistente la recezione dei lunghi palla a canestro. Abbiamo campioni e dobbiamo servirli, ok. I campioni sono esterni, ok. Ma allungare il campo con recezioni nella profonditA� dell’area significa anche concedere spazi piA? ampi agli esterni quando gli aiuti croati si spostavano nel pitturato.

7 – Non si puA? basare il 20% degli attacchi italiani sul fatto che Belinelli prenda palla e inventi qualcosa, un altro 20% sperando che inventi Gallinari e un altro 20% che un Datone completamente fuori forma tolga le castagne dal fuoco. Gioco di squadra pessimo. Pessima mentalitA� offensiva. Buona solo la mentalitA� difensiva, unica cosa dalla quale ripartire.

8 – Ogni partita ha vita propria ma concedere alla Croazia di stare avanti per praticamente 42 minuti A? davvero troppo. Soprattutto dopo aver visto lo stesso incontro durante la fase a gironi. Bisognava migliorare, bisognava limare quanto di sbagliato fatto nella prima partita. Petrovic ha fatto cosA�. Messina ha steccato clamorosamente.

9 – Punire i giocatori sedendoli in panchina per un tecnico preso ci sta. Bisognerebbe punirli anche quando rallentano il gioco offensivo o quando piegati sulle ginocchia non si muovono nella metA� campo croata. Tra le cose, prendere un tecnico A? la meno grave.

10 – Con le dovute differenze, sarebbe opportuno vedere come la Serbia si sia sbarazzata di Portorico in finale del proprio torno preolimpico, giocando pure loroA�in casa, non concedendo nulla, non rischiando nulla. Dominando. Questo dovevamo fare stasera. Questo non A? riuscito alla nazionale di Messina.

Naturalmente le colpe sono equamente divisibili tra giocatori e staff tecnico. E se da un lato ci sono colpe evidenti dall’altro c’A? ad esempio un Simon praticamente immarcabile da tre punti. Rio non ci vedrA� protagonisti. Quello che nasceva come il Dream Team italiano per ora ha dato solamente amarezze ai tifosi italiani della palla a spicchi. Per parlare di fallimento ci sarA� tempo. Ma la strada A? davvero tutta in salita.

Miglior giocatore italiano in assoluto: NiccolA? Melli. Cresciuto partita dopo partita ha tenuto in piedi la nazionale quando barcollava sotto i colpi della Croazia. Campione vero e uomo che suda. Ci piace.

Angelo Michele Santoro

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Nato nel lontano 1975, percorro l’Italia in lungo e in largo più della maglia rosa al Giro. Prima Como, poi Avellino, passando per Modena e Novara ma non disdegnando qualche capatina a Roma. Qualcuno dice che io sia leggermente sovrappeso ma è solo invidia. Sport preferiti: basket e sollevamento forchetta che pratico entrambi da amatore con risultati pessimi da una parte e fin troppo buoni dall’altra. Da 15 anni dico tutte le mattine di andare in ufficio dedicandomi in realtà alla mia passione: guardo gli operai dei cantieri in città. Lettore accanito, giornalista, scrittore prolisso e parlatore logorroico, mi riconosco soltanto un grande difetto. Non finisco mai ciò che iniz...

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