Di Gaudio – Insigne: l’Avellino cade anche a Parma

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Quinta sconfitta su sei trasferte per la squadra di mister Novellino che va sotto dopo soli 48 secondi e non riesce a riacciuffare una partita che i padroni di casa chiudono nei minuti di recupero. Lunedì altra complicata trasferta a Perugia: urge invertire la rotta!

Dopo la vittoria in casa contro la Pro Vercelli l’Avellino era chiamato a cercare continuità di gioco e soprattutto di risultati. Nella prima delle due trasferte consecutive che attendono gli uomini di Novellino arriva però la quinta sconfitta su sei partite giocate lontano dal Partenio con D’Angelo e compagni capaci di racimolare una sola vittoria (a Novara) realizzando sei reti ed incassandone la bellezza di 13.

Rispetto a quanto ipotizzato alla vigilia, il tecnico di Montemarano affida ancora una volta ad Ardemagni il peso dell’attacco, con Asencio a supporto. In difesa, nonostante il rientro dalla squalifica di Migliorini, viene confermata la coppia centrale costituita da Suagher e Kresic, coadiuvati sulle corsie esterne da Ngawa a destra e la sorpresa Marchizza a sinistra. Solo panchina per Bidaoui: sulle corsie laterali agiscono Molina e Laverone, con D’Angelo e Di Tacchio nel cuore della mediana. Nel Parma D’Aversa conferma il 4-3-3 con Scavone inizialmente preferito a Barillà e Munari a Dezi: sono loro gli interni di centrocampo alle spalle del tridente composto da Calaiò, Di Gaudio e l’ex Roberto Insigne.

Neppure il tempo di accomodarsi che il Parma dopo 48 secondi dal calcio d’inizio trova la rete del vantaggio: Ngawa non aggancia una palla rilanciata dall’area di rigore dei padroni di casa, Di Gaudio si avventa sul pallone con Suagher in colpevole ritardo e si presenta a tu per tu con Radu battendolo con un piatto destro facile facile. L’Avellino accusa il colpo, cerca di riorganizzarsi, Novellino dopo venti minuti scambia gli esterni di centrocampo, ma non riesce ad imbastire una sola azione degna di nota: non una sovrapposizione, non un taglio, non un inserimento dei centrocampisti, non una verticalizzazione… lenta, compassata, prevedibile la manovra dei lupi che sbattono sistematicamente contro un suntuoso Lucarelli. Il Parma non fa nulla di trascendentale, si difende con ordine e riparte in contropiede senza però creare grossi grattacapi a Radu. Il primo tempo scivola via senza sussulti e con nel tabellino un solo tiro dell’Avellino con D’Angelo allo scadere che finisce abbondantemente alto.

La ripresa comincia con gli ospiti un po’ più pimpanti che dopo due soli minuti hanno una buona occasione con Asencio che ben imbeccato in area di rigore da Marchizza colpisce di testa ma non riesce a dar forza al pallone consentendo a Frattali una facile parata. Al 55esimo Novellino si gioca la carta Bidauoi per Laverone che apporta vivacità alla manovra irpina e dopo pochi minuti mette sulla testa di Ardemagni una palla che andava solo spinta alle spalle di Frattali ma che invece il numero nove biancoverde spedisce incredibilmente fuori. Al 66esimo è il Parma a riaffacciarsi nella metà campo degli ospiti con Radu bravo a contrarre il tiro di Calaiò. Dentro anche Castaldo e Camarà per Molina ed Asencio, ma la musica non cambia ed anzi sono i ducali a sfiorare più volte il raddoppio con Calaiò che puntuale arriva nel terzo dei cinque minuti di recupero: Baraye serve Insigne sulla sinistra che entra in area e  batte Radu in uscita.

Finisce tra i fischi dei quasi 800 supporters giunti dall’Irpinia, con i calciatori in maglia verde a capo chino. Lunedì sera altra impegnativa trasferta al Curi di Perugia. Sarà durissima, ma serve assolutamente cambiare rotta: Novellino è sulla graticola, ma con lui la squadra tutta, che nelle ultime cinque uscite ha incassato ben quattro sconfitte. L’infortunio di Morosini e la lungo degenza di Gavazzi dovrebbero far riflettere chi di dovere, magari con un nuovo assetto e linfa nuova…

Nicola Iannaccone

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"In una serata primaverile di un lontano aprile del XX sec., nasceva nella ridente e verde Avellino, Nicola Iannaccone, per tutti NIKO… l’insegnante precario, l’archeologo fossilizzato, il giornalista sfaccendato, il fotografo movimentato, l’incallito viaggiatore, l’inguaribile sognatore, l’autista impaziente, il calciatore scalciato, il Gascoigne misurato, il tennista smanettato, lo sportivo attapirato, ma soprattutto il tifoso sfegatato. Di chi? Dei lupi biancoverdi ovviamente, che non hai mai tradito, né abbandonato, al punto da aver fatto richiesta per avere residenza e domicilio presso la curva Sud del Partenio!"

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